Radio Maria Nazareth: dono straordinario di Maria

Radio Maria Nazareth è quasi pronta. Sembrava un progetto impossibile, ma la Madonna ha spianato tutte le difficoltà. Può essere l’inizio di una Radio Maria in Israele, dove il Cristianesimo è nato e dove cresce e può essere professato liberamente. Offriamo qui una conversazione che ha per protagonisti il Presidente di Radio Maria Vittorio Viccardi, il Presidente di Radio Maria Nazareth Milad Shajrawi e il Direttore Padre Maroun Tannous.

Vittorio Viccardi: Siamo qui con i protagonisti di questo nuovo progetto, Radio Maria Nazareth, in Israele, che prende il nome dall’importanza del luogo. Facendo una breve sintesi del cammino che abbiamo percorso, l’indicazione di essere a Nazareth è venuta da Mons. Pizzaballa che ha raggruppato la grande minoranza dei cristiani, dei cattolici nella parte nord di Israele. Radio Maria Nazareth è quasi pronta. Sembrava un progetto impossibile, ma la Madonna ha spianato tutte le difficoltà. Può essere l’inizio di una Radio Maria in Israele, dove il Cristianesimo è nato e dove cresce e può essere professato liberamente. Offriamo qui una conversazione che ha per protagonisti il Presidente di Radio Maria Vittorio Viccardi, il Presidente di Radio Maria Nazareth Milad Shajrawi e il Direttore Padre Maroun Tannous. dal 28 al 31 maggio 2019 Delegazione di Radio Maria Nazareth. Con noi oggi è presente Milad Shajrawi, che ha costituito l’Associazione civile, vive a Nazareth e in questi giorni insieme stiamo lavorando sugli ultimi dettagli di questa Radio Maria. Poi abbiamo Padre Maroun Tannous, sacerdote della Chiesa cattolica melchita, che sta lavorando per capire come sviluppare il prossimo e futuro palinsesto di questa nuova Radio Maria, incontrando Padre Livio e ascoltando Radio Maria Italia. Radio Maria Nazareth, per l’importanza del luogo, avrà molte connessioni con le redazioni delle altre Radio Maria nel mondo. Essendo molto vicino al Santuario dell’Annunciazione, uno dei più importanti per la nostra fede, potrà essere un riferimento anche tecnico per i collegamenti. Porgo la prima domanda a Milad. “Ci siamo incontrati la prima volta, grazie all’amico di Radio Maria Don Rino del Movimento Neocatecumenale, come hai ricevuto questa proposta di poter fare una Radio Maria? Tu la conoscevi perché ascoltavi Radio Maria Italia dal web, parlaci di quella che è stata la tua sensazione”.

Milad Shajrawi: Quando ho appreso questa notizia per me è stato come un sogno: fare una Radio Maria a Nazareth! Da allora abbiamo compiuto dei passi da gigante, anche se ovviamente le difficoltà non sono mancate. Devo dire però che la Madonna e Gesù ci sono venuti incontro e ci hanno aiutato tantissimo. Siamo in fase di ristrutturazione della sede di Radio Maria a Nazareth, oramai giunti agli ultimi ritocchi. A breve i tecnici di Radio Maria verranno a installare tutti gli strumenti necessari per far partire questa Radio.

Vittorio Viccardi: Con Milad abbiamo lavorato molto sulle cose concrete. Inizieremo da Nazareth con un segnale in internet, ma aspiriamo ad avere un segnale con radiofrequenza, ovviamente procedendo passo dopo passo. Quando Milad parlava delle difficoltà è perché la parte giuridica per la realizzazione di un’Associazione noprofit va seguita in maniera molto trasparente, in modo che tutto questo avvenga con la registrazione e il consenso del governo israeliano. Padre Maroun, tu sei un sacerdote di una parrocchia dal 28 al 31 maggio 2019 Interni della nuova sede di Nazareth in costruzione. e hai molta esperienza pastorale. Come vedi la possibilità di uno strumento come Radio Maria per l’evangelizzazione della comunità in Nazareth e nella zona nord di Israele?

Padre Maroun Tannous: Sono nato a Nazareth, appartengo ad una famiglia religiosa della Chiesa greco-cattolica. Da noi in Galilea abbiamo questa sete per l’evangelizzazione, perché viviamo in un ambiente ebraico, musulmano e abbiamo bisogno di questa fede. Radio Maria può essere il primo evangelizzatore in questo paese perché noi vediamo la tv e la radio dal Libano, ed è la prima volta che avremo una radio tutta nostra. Tanta gente ha voluto una radio per evangelizzare perché la maggior parte dei galilei sono persone di fede. Tutto quello che si dice del Signore Gesù e della Madonna deriva dalla nostra realtà. Per questo Radio Maria può essere evangelizzatrice e attirare tante persone alla fede.

Vittorio Viccardi: Milad, noi dobbiamo un po’ specificare quale sarà la realtà in cui si realizzerà Radio Maria. Sarà in lingua araba, perché la comunità cristiana cattolica parla arabo.

Milad Shajrawi: Certamente sarà in lingua araba perché quasi tutti i cristiani in Galilea sono di lingua araba.

Vittorio Viccardi: Quindi le Messe vengono celebrate in lingua araba. Come siete integrati in questa cultura nell’ambito del paese israeliano?

Milad Shajrawi: In Israele si parla l’ebraico come lingua principale, poi l’arabo e il russo, in seguito alla migrazione dei russi – ebrei e non – provenienti dai paesi dell’est Europa.

Vittorio Viccardi: Molti cristiani sono emigrati dalla Russia…

Milad Shajrawi: Questo fatto ci ha stupiti perché noi credevamo che fossero tutti ebrei, invece ci sono molti cristiani, emigrati per motivi economici in Israele. Sono alla ricerca della loro religione cristiana e trovano molte difficoltà. Per questo motivo bisogna aiutare queste persone, catechizzarle, riportarle alla fede perché sotto questo aspetto stanno molto soffrendo. Abbiamo incontrato alcuni russi che sono proprio alla ricerca della loro religione di origine, ed è molto importante trovare mezzi per evangelizzare. Abbiamo iniziato ad Haifa ad evangelizzare i russi ed è nata una piccola comunità, però sappiamo che nel resto della Galilea ci sono moltissimi di loro che hanno bisogno della Parola di Dio.

Vittorio Viccardi: Coglierei l’occasione per ringraziare gli ascoltatori italiani perché hanno percepito subito l’importanza di questa Radio Maria, di realizzare una stazione radio proprio dedicata nella zona di Galilea e nella zona di Nazareth.

Padre Livio: Vorrei fare una domanda a Milad: gli dal 28 al 31 maggio 2019 Interni della nuova sede di Nazareth in costruzione. ebrei hanno una conoscenza anche dell’arabo?

Milad Shajrawi: Ci sono alcuni ebrei che parlano e conoscono l’arabo. Nei programmi didattici del ministero della pubblica istruzione in Israele, nelle scuole ebraiche chi vuole può imparare la lingua araba e tanti la imparano sia parlata che scritta. Posso quindi dire che ci sono ebrei che parlano arabo e possono ascoltare, quindi, anche Radio Maria.

Padre Livio: Questo è molto importante perché Israele vive comunque in un contesto arabo quindi è anche importante saperlo parlare. Secondo te Milad, esiste una piccola comunità cristiana di ebrei, con una liturgia cristiana ebraica? Mi sta a cuore sapere se esiste una piccola comunità di ebrei cattolici.

Milad Shajrawi: Suppongo di sì perché ho già sentito parlare di queste comunità cristiane, esistono a Gerusalemme.

Padre Maroun Tannous: C’è una comunità di ebrei cattolici a Be’er Sheva al sud di Israele e hanno anche una chiesa. So che il vescovo trevigiano Giacinto Marcuzzo andava a fare il suo ministero da loro. Anche padre David originariamente era ebreo, poi si è convertito al cristianesimo, ora organizza tante catechesi a tante comunità a Gerusalemme.

Padre Livio: Padre Maroun, siccome l’attività principale di questa Radio Maria sarà la preghiera e la trasmissione delle liturgie, pensa che avremo anche una buona collaborazione col Santuario dell’Annunciazione a Nazareth e con altre parrocchie?

Padre Maroun Tannous: Naturalmente. La Basilica dell’Annunciazione ha degli orari fissi per i momenti di preghiera: ogni mattina la celebrazione della Santa Messa, a mezzogiorno la preghiera dell’Angelus, alla sera il Santo Rosario e la Via Crucis. Inoltre ci sono in programma le celebrazioni con tutti i pellegrini che si recano alla Chiesa dell’Annunciazione . Con loro potremo accordarci e definire eventuali collaborazioni.

Padre Livio: Padre Maroun, lei conosce ovviamente la realtà pastorale specialmente di quella zona della Galilea. Siccome toccherà a lei fare il palinsesto, dovrà trovare collaboratori sia in campo teologico, sia catechetico e sia nel campo della cultura religiosa. Lei pensa che ci sia la possibilità di trovare sacerdoti e laici che collaborino come volontari nei programmi di Radio Maria?

Padre Maroun Tannous: Abbiamo molti movimenti di laici e questi sono molto inseriti nella chiesa e possono dare questo servizio gratuitamente con amore, perché la gente ha sete di questo.

Padre Livio: Possiamo allora ben sperare che il 2019 sarà l’anno benedetto dal Signore per Radio Maria Nazareth!