Papa Leone XIV riceve il presidente libanese Aoun per cercare una via diplomatica per la pace

L'incontro con i vertici della Segreteria di Stato

Mezz’ora di incontro privato con Papa Leone XIV e la soddisfazione per la firma del ” Trilateral Framework Agreement” da parte della Segreteria di Stato. Questa in sintesi la visita del presidente libanese Joseph Aoun, in Vaticano questa mattina.

L’accordo “firmato da Stati Uniti, Israele e Libano e inteso a stabilizzare i confini meridionali della Repubblica del Libano e a raggiungere una pace giusta e duratura” non limita però le “serie preoccupazioni per le difficoltà che si stanno sperimentando nel metterlo in esecuzione, e ha assicurato il proprio sostegno agli sforzi che vanno in tal senso” da parte della Santa Sede.

Il Presidente libanese ha ribadito la sua gratitudine al Papa per gli sforzi profusi a sostegno del Libano nel raggiungimento delle sue richieste di porre fine all’occupazione e all’aggressione israeliana. Ha inoltre chiesto al Papa di continuare a sostenere tali richieste, prima fra tutte quella di obbligare Israele ad attuare i termini dell’accordo quadro tripartito firmato tra Beirut e Tel Aviv sotto l’egida degli Stati Uniti il 26 giugno e a cessare immediatamente gli attacchi contro villaggi, infrastrutture nel sud del Paese e contro i civili.

Il presidente libanese ha donato al Santo Padre un reliquiario di legno raffigurante il volto del Patriarca Elias Howayek accanto a un albero di cedro.

Aoun ha incontrato anche il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e il Segretario per i Rapporti con gli  Stati.

Il presidente Aoun ha incontrato Papa Leone XIV diverse volte prima dell’udienza odierna. Ha partecipato alla Messa di insediamento del Papa nel maggio 2025, ha avuto con lui un’udienza privata in Vaticano nel giugno 2025 e lo ha incontrato nuovamente durante la storica visita del Papa in Libano tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2025.

L’udienza odierna con il Papa giunge in un momento critico per la Terra dei Cedri, a seguito di diversi cicli di negoziati diretti tra i governi libanese e israeliano a Washington, D.C. e a Roma. Questi colloqui sono stati avviati dopo che Papa Leone XIV ha visitato il Libano e ha lanciato un appassionato appello alla pace nel Paese. I negoziati hanno affrontato questioni chiave quali il cessate il fuoco, il ritiro israeliano, gli accordi sui confini, i prigionieri e il disarmo di Hezbollah.

La situazione di sicurezza nel Libano meridionale ha subito un netto deterioramento negli ultimi giorni. A seguito del rifiuto da parte di Hezbollah dell’accordo quadro mediato dagli Stati Uniti e del proseguimento dei combattimenti contro Israele, il Ministero della Salute Pubblica libanese ha riferito che i raid aerei israeliani hanno causato la morte di 11 persone e il ferimento di altre 19 il 15 agosto, in uno degli episodi più sanguinosi verificatisi da quando, lo scorso giugno, è stata raggiunta una tregua tra le parti in conflitto. Inoltre, l’UNIFIL, la Forza provvisoria delle Nazioni Unite in Libano, ha segnalato un marcato aumento dell’attività militare in tutto il Libano meridionale, registrando una media di 137 proiettili al giorno tra il 5 e il 16 agosto.

Nonostante queste difficoltà, Aoun continua a perseguire una via diplomatica verso la pace, cercando il sostegno del Vaticano e della comunità internazionale. Domani dovrebbe discutere del potenziale coinvolgimento dell’Italia negli accordi di verifica internazionale per il Libano meridionale, una componente cruciale del quadro di sicurezza volto a garantire il disarmo di Hezbollah. Il suo incontro con i vertici italiani avrà luogo a margine della sua partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, un importante evento sportivo ospitato in Italia.