Testimonianze di fede – Martedì

fatto del giorno martedì

Cari ascoltatori,

di seguito potrete leggere il fatto del giorno di oggi, Martedì 13 Ottobre, che riguarda la testimonianza di Giancarlo.

Buona lettura!

Buonasera a tutti, mi chiamo Giancarlo, ho 23 anni e da due anni sono nella Cittadella Cielo Vena d’oro di Belluno dell’Associazione Nuovi Orizzonti.

Se mi guardo indietro, riconosco di aver vissuto tante esperienze belle, una vita invidiabile, ma dentro di me ho sempre coltivato un profondo senso di insicurezza. Per anni ho vissuto con la continua paura del giudizio degli altri e con il bisogno di ricercare sempre l’approvazione altrui e conferme esterne. Per farmi accettare ed evitare di essere messo in disparte, mi mettevo continuamente delle maschere, cercando di costruire un’immagine perfetta di me. Inoltre, con il tempo, alcuni rapporti affettivi hanno inquinato parecchio il mio modo di vivere le relazioni.

In questo contesto, l’ambiente salesiano è stato per me un grande punto di riferimento e un luogo custodito dove potermi rifugiare. La vera svolta nella mia vita è arrivata durante un periodo molto buio: il 19 aprile 2019, Sabato Santo, guardando in televisione un film sulla Passione di Cristo, sono rimasto fortemente colpito da come Gesù abbia scelto di amarmi. Prima di andare a letto, quindi, ho deciso di pregare una decina del Rosario. Il giorno dopo ho avvertito dentro di me una pace totalmente nuova: avevo ricevuto la fede, che oggi considero la grazia più bella che Dio ha voluto farmi. Da quel momento la mia vita ha fatto un salto di qualità e ho iniziato a impegnarmi concretamente nella preghiera, nella Messa e nell’animazione dei giovani. Tuttavia, la mia fede era ancora molto immatura: coesisteva con le mie vecchie ferite interiori. Vivevo cose nuove, ma ero ancora guidato dalla paura del giudizio, dal bisogno di approvazione e dal desiderio di mettersi sul piedistallo.

Ascoltando il grido dentro di me, che era stato ignorato per troppo tempo, e comprendendo che da solo non riuscivo a guarire queste dinamiche, due anni fa ho scelto di lasciare tutto – lavoro, università, relazioni – per entrare nel percorso residenziale della comunità Nuovi Orizzonti nella Cittadella Cielo Vena d’oro di Belluno. In comunità ho trovato il coraggio di guardarmi dentro, di spogliarmi delle mie maschere e di dare un nome alle mie fragilità. Durante un pellegrinaggio a Medjugorje, nel cuore ho sentito queste parole che Gesù voleva dirmi: “Ti voglio tutto per me”. Così ho compreso la mia verità più profonda: che la mia vita poteva avere un senso se spesa per un amore più grande, quello di Dio.

Lavorandoci giorno dopo giorno, sento di non essere più costantemente condizionato dal dovermi far riconoscere e dal voler valere a tutti i costi agli occhi degli altri, perché nel profondo mi sento figlio amato da un Dio che è Padre e che si prende cura della mia vita. Oggi la fede per me non è più solo un bel vestito da mettermi, ma un’adesione di cuore a Gesù. Grazie a questo immenso amore ricevuto, e che ho imparato a riconoscere, sto imparando anche io sempre più a donarlo a chi mi sta vicino e a coltivare relazioni profonde. Mentre prima la mia fede era ancora inconsistente, poiché conviveva con il mio bisogno di pormi al centro della vita delle persone, adesso mi sono finalmente decentrato: il centro è diventato l’amore per Gesù. Concretamente, questo significa che non spendo più le mie energie solo per il mio tornaconto personale, ma cerco di fare il possibile mettendomi a servizio degli altri per amore.