I cardinali perseguitati: Ignazio Kung Pin-mei

L'8 settembre 1955 Monsignor Kung, insieme ad altri numerosi sacerdoti cattolici e laici vennero arrestati dalle autorità comuniste cinesi con l’accusa di attività controrivoluzionarie

Trenta anni di carcere per non aver ceduto alle pressioni del Partito Comunista Cinese che pretendeva di controllare la Chiesa Cattolica. E’ la sorte toccata al Cardinale Ignazio Kung Pin-Mei.

Nato il 2 agosto 1901 e ordinato sacerdote nel 1930, fu eletto vescovo di Souchou nel 1949, proprio nel momento in cui i comunisti di Mao Zedong si imponevano nella guerra civile cinese sui nazionalisti di Chiang Kai-shek, costretto a riparare a Taiwan.

Il 15 luglio 1950 Pio XII lo ha nominato Vescovo di Shangai, dove subì diverse pressioni da parte del regime comunista senza però mai cedere o interrompere il legame con la Sede Apostolica.

L’8 settembre 1955 Monsignor Kung, insieme ad altri numerosi sacerdoti cattolici e laici vennero arrestati dalle autorità comuniste cinesi con l’accusa di attività controrivoluzionarie. Il futuro porporato venne condannato all’ergastolo.

Nel 1979 Papa Giovanni Paolo II lo ha creato cardinale di Santa Romana Chiesa, riservandosi il nome in pectore.

Le autorità cinesi decisero di concedere a Monsignor Kung gli arresti domiciliari nel 1986, per poi essere liberato due anni dopo, nel 1988.

Nel 1991 Giovanni Paolo II rese pubblica la sua creazione a cardinale.

Trasferitosi negli Stati Uniti, il Cardinale Kung Pin-mei morì nel 2000, a 98 anni.