Dieci uccisi a Kharkiv. Mosca minaccia Londra per i droni “inglesi”

Nonostante il logoramento reciproco, nessun segno della volontà di congelare la linea del fronte. L’ex ministro Fedorov sfida Zelensky e chiede elezioni

Russia e Ucraina combattono fino allo sfinimento reciproco, anche se entrambe sono vicine al punto di saturazione, con il consigliere del presidente Vladimir Putin, Yuri Ushakov, che in un’intervista al canale Rossiya 1 è tornato a escludere la possibilità del congelamento della linea del fronte per agevolare le trattative di pace, spiegando che i problemi devono essere risolti «alla radice».

L’altra notte, la regione di Mosca è stata bersaglio di una pioggia di droni, la seconda in pochi giorni. Stando al sindaco della capitale russa, Serghei Sobyanin, i velivoli senza pilota che hanno colpito l’area metropolitana sono stati 620, di cui 180 intercettati e distrutti dalle difese aree. Secondo il governatore della regione, il bilancio è di tre feriti, fra cui un bambino di dieci anni. Dall’altra parte, l’Ucraina conta i morti. A Kharkiv un attacco missilistico ha provocato dieci vittime. Sullo sfondo l’attacco all’Europa, accusata ancora una volta dal Cremlino di aver un ruolo concreto e diretto. Una parte dei droni che hanno colpito la Russia nella notte fra lunedì e martedì sarebbe di fabbricazione inglese. Sulla Piazza Rossa non chiedevano di meglio e, tramite l’ambasciata russa a Londra, hanno fatto sapere che il Regno Unito «pagherà un prezzo» per la fornitura di droni all’esercito di Kiev. La replica britannica è stata tempestiva, sottolineando che il governo ha scelto di dare all’Ucraina l’equipaggiamento necessario per difendersi dall’invasione.

Nonostante il reciproco indebolimento, la guerra va avanti. Il ministero della Difesa russo ieri ha annunciato la conquista di due città ucraine nella regione del Donbass. Si tratta di Dobropillia e Sloviansk. Secondo il dicastero, la capitolazione di queste due località è di alto valore strategico perché «priva il nemico della capacità di mantenere le difese sugli accessi meridionali a Dobropillia, complicando considerevolmente

la sua situazione in questo settore del fronte». Un’avanzata inesorabile, ma ancora troppo lenta per gli standard del Cremlino. Per questo nel Paese continuano a rincorrersi voci su una seconda mobilitazione, anche se dalla Piazza Rossa smentiscono, almeno ufficialmente.

Dall’altra parte della barricata, l’Ucraina conta i morti. Ieri dieci persone sono rimaste uccise in un attacco missilistico nella regione di Kharkiv. E chi non muore deve scappare. Oleksandr Ganzha, il capo dell’amministrazione militare di Dnipropetrovsk, nella parte centro-orientale del Paese e alle porte del Donbass, ha annunciato che le autorità ucraine hanno ordinato l’evacuazione di diverse famiglie, con circa 2.200 bambini, da varie località. Avranno un mese di tempo per lasciare la loro casa e la loro vita e verranno ospitati in centri dislocati in altre parti dell’Ucraina, ritenute se non più sicure almeno meno pericolose. La misura è stata dettata dall’intensificazione dei bombardamenti. La regione di Dnipropetrovsk è bersaglio di regolari attacchi da parte di droni e missili russi. Nonostante questo, secondo i dati dell’Institute for the study of war, l’esercito ucraino proprio in queste aree a luglio ha riguadagnato terreno. Non si salva nemmeno la regione di Kiev, dove i missili hanno colpito la cittadina di Brovary, danneggiando un edificio che ospitava uffici, alcuni magazzini e provocando incendi in tre punti. Secondo l’amministrazione regionale, sono stati presi di mira anche edifici religiosi. Nella capitale, il presidente Volodymyr Zelensky ha formalmente nominato ministro della Difesa Yevhen Khmara, che ricopriva l’interim, dopo la rimozione di Mychajlo Fedorov, avvenuta il 16 luglio e che aveva dato luogo a manifestazioni di piazza. Ieri l’ex ministro ha chiesto elezioni.