La Papua Nuova Guinea, a sud-ovest del Pacifico, comprende la regione orientale della Nuova Guinea e le sue isole.
Caratterizzata da una vastissima diversità culturale, piena di villaggi di tribù locali, molte delle quali parlano ancora la propria lingua.
I Papua comprendono innumerevoli popoli; il loro nome deriva dal termine malese papuah, che indica la loro caratteristica capigliatura cespugliosa.
L’84% della popolazione è autoctona, il 13% di origine europea, l’1% di origine indonesiana, il 2% di altra origine.
In Papua Nuova Guinea esistono centinaia di gruppi etnici indigeni; il più numeroso è rappresentato dai papuani. La restante parte della popolazione è composta da austronesiani. Vi sono, infine, consistenti minoranze di cinesi, europei, australiani, filippini, indiani e cingalesi. La popolazione è prevalentemente rurale e giovane. Pensate : l’84% degli abitanti abita nelle campagne e il 40% ha meno di quindici anni.
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Per quanto riguarda la religione, il 30% della popolazione pratica culti tradizionali, per lo più combinandoli con il Cristianesimo. Il restante 69% degli abitanti dichiara di praticare esclusivamente la religione cristiana. Il 36% della popolazione appartiene alla Chiesa cattolica, il resto è composto da diversi gruppi protestanti. Lo 0,8-1% della popolazione è islamica: si tratta prevalentemente di immigrati dall’Indonesia durante il regime di Sukarno.
In Papua Nuova Guinea ci sono tre lingue ufficiali (inglese, tok pisin e hiri motu) a cui si aggiungono circa 850 lingue locali (appartenenti alle famiglie austronesiane e papuane). Questa incredibile varietà linguistica fa sì che nel paese si concentri circa il 10% delle lingue parlate nel mondo. Con una media di soli 7.000 parlanti per ogni lingua diffusa, la Papua Nuova Guinea è il paese che vanta, nel mondo, la seconda più alta densità linguistica (il primo è Vanuatu).
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Pur essendo lingua ufficiale, l’inglese è parlato da un’esigua minoranza. La lingua tedesca, anch’essa poco parlata, deriva dagli antichi coloni tedeschi trasferitisi qui dalla Germania per motivi di lavoro, all’epoca in cui Nuova Guinea faceva parte dell’impero coloniale tedesco; assieme al tedesco è nata nel corso del tempo una sorta di lingua locale mescolata alla lingua germanica, o il creolo basato sul tedesco. Altra lingua, in uso presso la popolazione locale, è l’enga.
Il tok pisin poi è una vera e propria lingua franca che è usata al giorno d’oggi anche su molti giornali e persino nei dibattiti parlamentari. Nel Sud del paese, (“Papua”) e soprattutto nella capitale nazionale Port Moresby che è in pieno nella regione Papua, la lingua più utilizzata è l’hiri motu, tuttavia il tok pisin continua a diffondersi con forza, anche grazie alle immigrazioni interne dal Nord verso la capitale e per il fatto di costituire la necessaria base comune di comunicazione.
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Ora diamo uno sguardo al territorio:
La parte più grande del paese è sull’isola della Nuova Guinea dove si trovano le principali città: la capitale Port Moresby (300 000 ab.), Lae (110 000 ab.), Abau (105 000 ab.) e Mount Hagen (35 000 ab.). Questi centri raccolgono la maggior parte della popolazione urbana, che comunque costituisce una nettissima minoranza di quella totale. Sull’isola Bougainville (nella parte settentrionale delle Isole Salomone) si trova Arawa (36 000 ab.), mentre, nelle isole Bismarck, capoluogo della Nuova Irlanda è Kavieng (10 500 ab.) e, prima della sua distruzione per l’eruzione vulcanica del 1994, capoluogo della Nuova Britannia era Rabaul (ormai ridotta a 4.000 ab.)
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Dicevamo poco fa che i Papua Nuova Guinea, la popolazione è prevalentemente cristiana e i cattolici rappresentano il 26% della popolazione.
Purtroppo le tensioni tra i numerosi gruppi indigeni, portano spesso a scontri e violenza.
L’Asia sta diventando la regione più importante ed influente del XXI secolo, in cui giace un enorme potenziale di crescita per la Chiesa Cattolica. Per noi poter raggiungere le minoranze cattoliche del Paese in tutte le zone rurali e non solo, portare il Vangelo e l’amore di Maria madre nostra, è una sfida e una missione da compiere
🙏Pregate per questo e siate con noi⭐️
Il Direttore di Radio Maria PNG Padre Joseph Emmanuvel Amith davanti alla sede di Radio Maroa e per le strade dell’arcidiocesi di Mount Hagen!
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RM PAPUA NG trasmette da una sede in affitto nel complesso della conferenza episcopale della PNG nella città di Port Moresby. Attualmente trasmette in ben undici diocesi.
Mancano, tuttavia, tutte le risorse economiche per procurare questo materiale, dato che la radio stessa fatica a sostenersi se non per le spese ordinarie.
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Nel frattempo, abbiamo tamponato recuperando la vecchie attrezzature del primo piccolo studio destinandole allo studio della città di Vanimo.
In questa sottostazione il Direttore sta svolgendo una missione-lavoro di evangelizzazione eccezionale con la gente locale, attraverso la voce di Radio Maria!
Purtroppo anche lo staff sta vivendo un momento di difficoltà. Tentiamo infatti di acquistare un mezzo di trasporto per poter andare anche su strade sterrate in modo da raggiungere più luoghi comunità villaggi possibili per i collegamenti di preghiera di questo paese complesso e così distante da tutto il resto del mondo!
La visita di Sua Eccellenza l’arcivescovo Antoine Bo, consacrazione dell’altare della nostra Cappella !
🙏Grazie Italia per aver donato questo tesoro preziosissimo!〽️
⏳〽️🕊️Clessidre Missionarie di Radio Maria. Se hai 5 minuti e sei curioso o interessato a conoscere le opere realizzate e aperte in questo momento dalle Clessidre Missionarie degli ascoltatori sostenitori di Radio Maria apri qui per AFRICA
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Cari amici, in questi ultimi mese la pace è la preoccupazione principale della Madonna, che ha voluto dedicare a questa intenzione l’impegnativa Novena in preparazione al 43.mo Anniversario delle apparizioni.
Nel mese di Luglio la Madonna ha ribadito di essere stata mandata a noi da Dio con questa precisa intenzione.
“La pace è in pericolo e la famiglia è sotto attacco” ci ha ammonito nel messaggio dell’Anniversario, indicando con queste parole il fronte dell’attacco delle potenze del male.
La guerra in Europa e nel Medio Oriente potrebbe infatti estendersi rapidamente in altre parti del mondo e innescare un spirale di odio e di violenza da portare alla catastrofe.
La Regina della pace è qui da così tanto tempo, con apparizioni quotidiane, per guidarci sulle vie della pace, dono inestimabile di Dio per i cuori che la cercano e la vivono.
Per questo la Madre è instancabile nell’esortare i suoi figli a coltivare la pace interiore, nel rapporto con Dio e col prossimo, in modo tale che la pace possa prevalere in noi e attorno a noi e fermare l’ondata di odio e di violenza che sta invadendo il mondo.
“Satana vuole l’odio e la guerra”, ha ammonito la Madonna in numerosi messaggi ” e il suo obbiettivo è quello di “distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete.” (25 Gennaio 1991)
E’ necessario erigere una diga per fermar questa catastrofe ogni giorno più minacciosa. Dio infatti ha bisogno di uomini di speranza, di preghiera e di fiducia, per impedire all’impero delle tenebre di prevalere.
Noi dobbiamo fare la nostra parte, perché con la preghiera e il digiuno “si possono fermare le guerre per quanto violente possano essere”. “Al Creatore tutto è possibile” ci rassicura la Madonna, ma ha bisogno di abbastanza persone che rispondano alla chiamata.
La Madonna ci dà infine la sua benedizione materna, con la quale riversa il suo amore nl cuore dei suoi figli, in modo tale che siano “gioia” per tutti coloro che incontrano.
Vostro Padre Livio
5° giornalino SETTEMBRE/OTTOBRE 2024