IN UNIONE CON TUTTE LE RADIO MARIA NEL MONDO:
GIORNATA DI DIGIUNO E DI PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI PARTICOLARI DELLA MADONNA
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la nostra ROBI IN DIRETTA CON GLI ASCOLTATORI
Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui.
Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze… È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata.
2. L’origine del presepe trova riscontro anzitutto in alcuni dettagli evangelici della nascita di Gesù a Betlemme. L’Evangelista Luca dice semplicemente che Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (2,7). Gesù viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice praesepium, da cui presepe.
Entrando in questo mondo, il Figlio di Dio trova posto dove gli animali vanno a mangiare. Il fieno diventa il primo giaciglio per Colui che si rivelerà come «il pane disceso dal cielo» (Gv 6,41). Una simbologia che già Sant’Agostino, insieme ad altri Padri, aveva colto quando scriveva: «Adagiato in una mangiatoia, divenne nostro cibo» (Serm. 189,4). In realtà, il presepe contiene diversi misteri della vita di Gesù e li fa sentire vicini alla nostra vita quotidiana.
“Aprite i vostri cuori a Gesù, che si dona a ciascuno di voi”
Cari amici, Gesù ci invita ad aprire i nostri cuori perché Lui per primo ci vuole donare il suo Cuore. Lui ci vede lontani, fragili, in balia del male e della morte. L’ingannatore del quale ci siamo fidati ci ha fatto suoi schiavi.
Il Cuore di Gesù si riempie di compassione e ci guarda con immenso amore. Eppure noi siamo quelli che lo hanno tradito, offeso, perseguitato, non solo quando é venuto sulla terra, ma che adesso.
Nella sua sconfinata umiltà si muove per primo, come se fosse Lui a doversi scusare, come se fosse Lui ad avere bisogno. Non può e non vuole frenare la forza dell’amore che lo muove verso le nostre vite malate.
Gesù Bambino si dona a ciascuno di noi. Quanti gli apriranno il Cuore in questo Santo Natale? Si dissiperanno le tenebre che ci accecano? Si scioglieranno i ghiacci che ci induriscono?
Dio sa quanti fiori sbucheranno da sotto la coltre di questo gelido inverno che paralizza le anime.
Vostro Padre Livio
Madre Teresa, quando parlava di << cadaveri ambulanti >> lungo i marciapiedi delle città dell’Occidente, dicendo che si trovavano in una situazione esistenziale più grave dei moribondi sui marciapiedi di Calcutta, aveva colto la triste realtà del peccato mortale.
(Da “Il volto della misericordia ” di Padre Livio)
Dio ha stabilito che la Madonna verrà per l’ultima sua grande battaglia, per l’ultima sua grande vittoria: il trionfo del suo Cuore Immacolato
(Da “Maria di Nazareth ” di Padre Livio)
Chi incontra Dio vuole farlo conoscere e amare. Desidera che la gioia della sua vita sia condivisa dal numero più grande possibile di persone.
(Da “La gioia di amare” di Padre Livio)
La santità non è un ideale irraggiungibile, né un dono concesso solo a pochissimi predestinati, ma la meta cui ogni cristiano deve tendere con tutte le sue forze, a qualsiasi età della vita.
(Da “I santi giovani” di Padre Livio)
Mai prima, come in questo passaggio storico decisivo, Maria è stata presente per illuminare e consolare, per proteggere e fortificare e per guidare i passi di questa nostra generazione sulla via della pace.
(Da “Le virtù cardinali” di Padre Livio)
4 dicembre 2020: editoriale del Direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga.
Gli uomini che sanno apprendere dalle proprie esperienze trascorse maturano rapidamente. Nessuna dottrina ti insegna chi sei e quanto vali come la tua vita quotidiana.
(Da “Le virtù cardinali” di Padre Livio)
PORTIAMO IL SORRISO DI MARIA NEL MONDO

Testimonianza di Litahamba, una religiosa delle Figlie di San Paolo: