Il pensiero del giorno

È in famiglie come quella di Nazareth, fondate su un amore forte, casto e fedele, che i bambini crescono in sapienza, età e grazia, dispiegando tutte le loro qualità come fiori che si aprono al sole.

(Da La pazienza di Dio, di Padre Livio)

 

Messaggio del 25 Dicembre 2021

Apparizione Marija di Medjugorje 25-02-2021

Messaggio del 25 Dicembre 2021 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje

 

”Cari figli!

Oggi vi porto mio Figlio Gesù affinché vi doni la Sua pace.

Figlioli, senza la pace non avete né futuro, né benedizione, perciò ritornate alla preghiera perché il frutto della preghiera è gioia e fede, senza la quale non potete vivere.

La benedizione odierna che vi diamo, portatela alle vostre famiglie ed arricchite tutti coloro che incontrate affinché sentano la grazia che voi ricevete.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

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 LEGGI  E ASCOLTA IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE

 

 

Messaggio del 25 Dicembre 2021

Jakov di Medjugorje

Messaggio della Regina della Pace a Jakov di Medjugorje nell’apparizione annuale del 25 Dicembre 2021

«Cari figli,
siete e siete chiamati figli di Dio e, se solo i vostri cuori sentissero l’immenso amore che Dio ha per voi,  i vostri cuori si inchinerebbero a lui e lo ringrazierebbero in ogni momento della  vostra vita.

Perciò, figlioli, oggi, in questo giorno di grazia, aprite i vostri cuori e pregate il Signore per il dono della fede, perché possiate diventare veramente degni del nome di figli di Dio, che con cuore puro ringraziano e adorano il loro Padre celeste.

Sono con voi e vi benedico con la mia benedizione materna.»

DA RADIO MARIA IRAQ:

RADIO MARIA IRAQ BAMBINI
SEDE DI ERBIL PIANA DI NINIVE
RADIO MARIA IRAQ BAMBINI RADIO MARIA IRAQ BAMBINI RADIO MARIA IRAQ BAMBINI

RADIO MARIA: QUANDO LA DIFFAMAZIONE È MEDIATICA

Radio Maria una voce cristiana

 

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QUI LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE SPOSA E MAMMA

“Ho 37 anni e convivo con la Sclerosi Multipla ormai da anni. È una malattia neurologica che non dà spazio al compromesso: bisogna vivere giorno per giorno senza fare troppi programmi perché purtroppo non ti dà avvisaglie, non ti prepara lentamente alle ricadute. Arrivano e basta. L’unica cosa che puoi fare è seguire le indicazioni del medico, risparmiare le forze senza strapazzarti, prendere le medicine. E pregare. Pregare tanto. Pregare alla sera per ringraziare Dio di aver portato a termine i piccoli progetti della giornata e chiedere che anche l’indomani sia lo stesso.
Da quando mi sono ammalata ho chiesto sempre e solo questo: Maria, aiutami a portare la croce ogni giorno, a sopportare la fatica e fa’ che non peggiori. Per me, per la mia famiglie a i miei cari, fa’ che la sofferenza sia solo mia e non ricada sugli altri. Posso sopportare la preoccupazione e la paura, se tu sei con me.
Da sempre prego la Madonna affinché interceda per me, difficilmente mi rivolgo al Signore. Come se non volessi disturbarlo, non mi sento abbastanza degna di “parlare” direttamente con lui. Allora parlo con Lei, chiedo a Lei che interceda, che mi conforti, che mi ascolti…come una mamma.
Dopo una risonanza di controllo, con esito molto preoccupante, sono stata a Medjugorje per la prima volta. Con mia mamma. Ho voluto andare con lei, che tanto soffriva per la mia salute e aveva bisogno del conforto della Madre delle madri.
Volevo affidare alla Madonna la mia salute, mettermi nelle sue mani e chiedere che non mi aggravassi.
Una volta lì ho potuto sperimentare quello che tanti pellegrini raccontano: la pace, la preghiera, il silenzio. Sul Podbrdo ho pianto tanto, non sono riuscita nemmeno a pregare. Ho solamente pianto, uno di quei pianti liberatori che si fanno abbracciati alla propria mamma, che sa cosa esattamente cosa ti passa per la mente e il peso che hai nel cuore. Ho consegnato tutto a Lei. Ho lasciato su quel monte tutte le mie preoccupazioni e paure. Ho sentito forte la sua vicinanza e se vivo questa malattia in modo sereno (che non vuol dire rassegnato) è solo perché so che Lei è con me.
Al ritorno, dopo qualche mese, ho dovuto fare un’altra risonanza, per capire se quella placca attiva che avevo alla testa necessitava di un cambio di terapia. La placca era sparita, riassorbita, scomparsa. La neurologa era incredula, continuava a confrontare le immagini e non capiva come potesse essere successo. Io lo sapevo, eccome se lo sapevo.
Ringrazierò per sempre la Madonna per questo dono e per avermi dato la grazia di diventare mamma di un bellissimo bambino, che ho scoperto di aspettare dopo il secondo pellegrinaggio. Ero andata a Medjugorje sconfortata e triste, con l’intento di mettere nelle sue mani lo sconforto per il figlio che non arrivava e che desideravo da anni. Lì ho sentito nuovamente la pace, che solo l’affidamento totale può dare. Il mio bambino è nato esattamente nove mesi dopo il ritorno dal pellegrinaggio.
E per lui abbiamo scelto un secondo nome che è tutto un programma di vita: Cristiano!

BUON NATALE DAI BAMBINI DI RADIO MARIA BURKINA FASO

Bambini Radio Maria Burkina Faso
PER VOI: “Ciao bambini italiani! Buon Natale! Amate la Madonna nostra Mamma!!!”🙏🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹
Mariatona natalizia di Radio Maria

I BAMBINI DI RADIO MARIA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO!!!

Mariatona Bambini Repubblica Democratica del Congo
🇮🇹🇮🇹BUON NATALE A VOI 🇮🇹🇮🇹

Riflettiamo sulla nostra vita nella Luce di Dio

Presepe di Radio Maria

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Guarda il video a cura di Padre Livio:

 

POMERIGGIO INSIEME DI MARIATONA NATALIZIA PER RADIO MARIA ANGOLA E RADIO MARIA UGANDA: Proposte di beneficenza

Proposte di beneficenza
⭐ 031 610600

PROPOSTE DI BENEFICENZA NATALIZIE AGGIUDICATE IN DATA 20/12/2021:

 

1 -Presepe realizzato all’interno di una bottiglia di vetro – 100€ da GIANLUIGI

Posta al centro della bottiglia c’è la Sacra Famiglia alla quale fanno da sfondo  personaggi e casette tipici del tradizionale Presepio

Presepe in bottiglia

 

2 – Bassorilievo trittico in argento e oro, in cornice di velluto bordeaux: al centro la Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino e alle estremità due angeli custodi – 700€ da MARIA

 

3 – Quadro incorniciato in tessuto con sfondo blu ricamato a mano rappresentante madonna con Gesù bambino

Tecnica intaglio e ricamo – 350€ da MARIA

Quadro Madonna con Gesù Bambino

 

4 – Natività in legno di ulivo realizzata a mano, proveniente da Betlemme – 500€ da GIANFRACO

 

5 – PROPOSTA DI BENEFICENZA rivolta solo alle ditte, alle fabbriche, agli uffici, alle officine che non hanno un angolo con la statua della Madonna

Statua della Madonna con Gesù bambino – 800€ da MANJOLA

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Madonna con Gesù bambino

 

6 – PRESEPE IN TERRACOTTA con personaggi – 115€ da MICHELE

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Presepe in terracotta

 

PROPOSTE DI BENEFICENZA SPECIALI 

 

1 – QUADRO GESÙ MISERICORDIOSO realizzato interamente a mano – 350€ da GIANFRANCO

2 – OVALE CON IL VOLTO DELLA REGINA DELLA PACE realizzato interamente a mano – 350€ da MARIA

OVALE CON IL VOLTO DELLA REGINA DELLA PACE

3 – PRESEPE REALIZZATO ALL’INTERNO DI UN VASO DI VETRO – 200€ da ANTONIO

Presepe in vaso di vetro1

4 – PRESEPE REALIZZATO ALL’INTERNO DI UN VASO DI VETRO – 200€ da MARIA

Presepe in vaso di vetro2

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QUI LA TESTIMONIANZA DI DIANA BASILE
LA PRIMA DONNA ITALIANA GUARITA INSTANTANEAMENTE DALLA SCLEROSI MULTIPLA

Uno dei miracoli più conosciuti di Medjugorje è quello della signora Diana Basile, nata a Platizza, Cosenza, il 5 ottobre 1940.

Soffriva di sclerosi multipla, una malattia incurabile, dal 1972 fino al 23 maggio 1984.

Nonostante l’aiuto professionale di professori e dottori della Clinica di Milano, era sempre più malata. Per un suo desiderio, venne a Medjugorje e presente all’apparizione della Madonna nella stanza laterale della Chiesa, fu istantaneamente guarita.

E’ successo in un modo così veloce e totale che il giorno seguente la stessa donna ha comminato per 12 km, a piedi nudi, dall’hotel di Ljubuski dove alloggiava, fino alla collina delle apparizioni per ringraziare la Madonna della guarigione.

Da allora sta bene. Dopo il suo ritorno a Milano, i dottori, colpiti dalla sua guarigione, hanno immediatamente creato una commissione medica per esaminare di nuovo a fondo sia le sue condizioni precedenti che quelle del momento.

Hanno radunato 143 documenti e alla fine 25 professori, specialisti e non, hanno scritto un libro speciale sulla malattia e sulla guarigione, dove dichiarano che la signora Diana Basile soffriva veramente di sclerosi multipla, che per molti anni era stata curata senza successo ma che ora era completamente guarita non grazie alle terapie o alle medicine, che la causa della guarigione non era scientifica.

Così, il 23 Maggio, Diana Basile era davanti dell’altare nella Chiesa di San Giacomo.
Poco dopo, e senza rendersene conto, si ritrovò, invece, inginocchiata, insieme ai veggenti, in sacrestia.
Cosa le era accaduto?

La Madonna era apparsa, come ogni giorno a Medjugorje, e lei, in quel preciso momento, aveva sentito un forte rumore, seguito da una gioia indescrivibile.
aveva visualizzato molti eventi e situazioni della sua vita, a cui non pensava da tempo. In tutto questo, non si era nemmeno accorta che stava ripetendo i movimenti dei veggenti e, per questo, si era alzata con loro e li aveva seguiti fin li.

I presenti non potevano credere a quel prodigio, avvenuto sotto i loro occhi: Diana Basile era completamente guarita, si muoveva agilmente e ci vedeva benissimo, anche dall’occhio destro!
Il giorno dopo, infatti, percorse a piedi nudi 10 chilometri, per raggiungere la collina delle apparizioni e ringraziare la Vergine Maria di averla guarita.

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QUI LA TESTIMONIANZA DI CRISTIAN FILICE guarito dopo un viaggio a MEDJUGORJE di Giovanni Pastore
29 Marzo 2017 Gazzetta del Sud

Cristian guarito dopo un viaggio a Medjugorie
Sembra sospesa tra cielo e terra, Piane Crati in questo inizio di primavera asciutta. Dal borgo è possibile scrutare i picchi delle montagne che si alternano alle valli che cominciano a colorarsi di verde. Ed è proprio qui che vive un uomo toccato dalla grazia. Si chiama Cristian Filice e il 26 settembre del 2013, dopo cinque anni trascorsi immobilizzato su una sedia a rotelle, è tornato a camminare. Era affetto da Sla, una malattia spietata, senza speranze e senza ritorno. È guarito dopo un viaggio a Medjugorje. Cercava la pace attraverso la preghiera alla Vergine, e sul Colle delle apparizioni, a 37 anni, è stato toccato dalla misericordia di Dio.

Oggi Cristian vive la sua seconda esistenza, lontano dai riflettori. È tornato al suo impiego in un’azienda di Piano Lago e si dedica alla preghiera e alla famiglia. Una famiglia che s’è allargata con l’arrivo di un terzo figlio. La Sla non c’è più. Un miracolo rilanciato in questi giorni sui social dove è comparsa la testimonianza di uno dei due religiosi, testimoni oculari del prodigio, don Giovanni Palmieri cappellano Ospedale Cardarelli di Napoli.

Il dramma di Cristian era cominciato cinque anni prima con una visita specialistica dal responso terribile: «Lei è affetto da sclerosi laterale amiotrofica», gli comunicarono i medici. Una condanna a morte per lui e la sua famiglia. Un castigo difficile da accettare. Cristian, però, reagì prendendo sulle spalle quella croce incamminandosi lungo un percorso di fede insieme alla moglie e ai suoi figlioletti. Un sentiero impregnato di preghiera e di devozione verso la Vergine.

La malattia, intanto, progredì e s’impossessò del suo corpo e delle sue forze. Ben presto fu costretto alla sedia a rotelle, con la peg impiantata nello stomaco e il respiratore attaccato di notte. Fino a quel viaggio a Medjugorje, nel settembre di quattro anni fa. Ed è stato don Palmieri in una lettera pubblicata sul profilo social di “Radio Maria” a rivelare gli straordinari particolari di quel pellegrinaggio. «Dopo una preghiera di Viçka nel corso della testimonianza da suor Kornelia e dopo un’adorazione la notte del 25 quando si è sentito pieno di un’inesprimibile gioia al passaggio di una stella cadente che ha attraversato il cielo, e ha voluto farsi accompagnare il giorno dopo in carrozzina ai piedi della Collina delle apparizioni.

Lì, sentendosi interiormente chiamato, nei pressi della Croce blu si è alzato in piedi e ha mosso autonomamente i passi per salire appoggiandosi – non sorretto – a me, al suo parroco, all’accompagnatore – cosa fisicamente impossibile per le sue condizioni: è salito fino in cima insieme alla moglie e ai due bambini, e alla vista della statua della Madonna è scoppiato in lacrime. Per la strada più dolce dei misteri del Rosario siamo poi ridiscesi. Tornato al suo paese di Piane Crati cammina, non usa più le carrozzine, di notte dorme senza il respiratore e gli è stata tolta la peg.

I medici dichiarano inspiegabile questa condizione, non essendoci al mondo casi di remissione della Sla».

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QUI LA TESTIMONIANZA DI ARTHUR BOYLE:

“SEI MESI DI VITA. MA LA MADONNA È INTERVENUTA A MEDJUGORJE ”
Zenit – 7 Dicembre 2020

La storia di Arthur (Artie) Boyle guarito in modo davvero sorprendente da metastasi ai polmoni.

“Sei mesi di vita. Ma la Madonna è intervenuta a Medjugorje”, è stato scritto da Eileen McAvoy Boylen, collaboratrice del quotidiano statunitense The Boston Globe.

La storia di Artie è incredibile.

Una moglie piena di fede, Judy, amata fin da giovanissimo; tredici figli, di cui uno, Joseph, morto ancora nella culla e un secondo, Artie Jr., affetto da autismo.

Un cognato (Kevin) e un amico (Rob) premurosi e pronti a dare la vita per gli amici.

È questo il contesto umano di Arthur Boyle quando a 45 anni scopre di avere i giorni contati – “Sei mesi al massimo”, è la diagnosi – per una metastasi al polmone recidiva di un cancro al rene, da cui era già sorprendentemente scampato 8 mesi prima….

Trovandosi sul baratro, l’Autore, forte del sostegno di Judy decide di affidarsi totalmente a Dio. Contro il parere dei medici – “Il paziente potrebbe non riuscire a sostenere il viaggio” –, ma con i suoi due amici sempre al fianco, Artie attraversa l’Oceano per recarsi a Medjugorje.

E qui accade veramente di tutto… a incominciare dal cuore del protagonista fino al suo polmone malato. Il lieto fine: Artie dice di essere stato un cristiano molto tiepido: a 15 anni dalla sua guarigione inspiegabile ha dedicato questo libro alla Madonna e porta in giro per il mondo questa sua testimonianza: “È Gesù il Signore della vita”.

ll ‘caso di Boyle’ negli USA è stato analizzato e ha tenuto a lungo banco su tutti i principali media nazionali, e, a distanza di quindici anni, per i medici la sua guarigione resta un mistero.

A proposito del libro ha scritto Jim Caviezel, attore protagonista di The Passion:

“Senza Medjugorje, non avrei mai recitato la parte di Gesù in The Passion di Mel Gibson. Dopo essere stato in questo luogo remoto, per la prima volta nella mia vita ho preso coscienza che Gesù mi guardava, che era preoccupato per me e che mi amava. […] Quando ho letto Sei mesi di vita sono stato colpito di nuovo da questa verità”.

E Ray Flynn, già ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, “Artie offre in questo meraviglioso libro la storia impressionante della sua guarigione fisica e della sua conversione. Se avete mai avuto curiosità o dubbi sulla forza della fede, la testimonianza di Artie vi lascerà senza fiato. Essa dimostra che a Dio veramente nulla è impossibile.”

Il dottor James Michaelson, del Laboratory for Quantitative Medicine del Massachusetts General Hospital, aveva detto “Le probabilità di una sopravvivenza di 15 anni in questo stadio del tumore e con questa velocità di sviluppo sono “zero”.

Nell’Oxford Journals, Annals of Oncology, al volume 15, issue 4; American Urological Association è scritto “I pazienti ai quali è stato diagnosticato un carcinoma a cellule renali dello stadio quattro hanno una aspettativa media di vita di 10 mesi”.

L’urologo dr. Francis McGovern, del Massachusetts General Hospital, aveva affermato “Data la gravità e il progredire della malattia di Arthur Boyle, un carcinoma a cellule renali metastatico, per la medicina è difficile spiegare come sia possibile che egli oggi sia vivo: le probabilità di una remissione spontanea del carcinoma sono, infatti, fra l’1% e il 2%. Così ogni volta che lo incontro, mi sento sicuro che Dio esiste. Questa vicenda prova che c’è sempre una speranza”.

Bobby Orr, campione di Hokey su ghiaccio, celebrato nella Hall of Fame della NHL-National Hockey League, ha raccontato: “Una chiacchierata fatta per caso su una pista di hockey su ghiaccio conduce Artie e i suoi amici a un’esperienza che cambia le loro vite. Conosco la famiglia Boyle da tanti anni, e sono certo che la storia di Artie si rivelerà illuminante per chiunque legga questo libro”.

Bill Brett, ex direttore della fotografia del Boston Globe: “Artie Boyle ci racconta come la fede, la famiglia e gli amici lo hanno aiutato a ottenere un miracolo. Un libro che ispira, un libro indimenticabile. Assolutamente da leggere!”.

E Mary Lou Quinlan, attrice ed autrice di The God box, best-seller per il New York Times, ha aggiunto “Sei mesi di vita segue tre uomini normali in un viaggio disperato intrapreso per salvare la vita a uno di loro. Ricca di scoperte notevoli, questa è una storia indimenticabile di amicizia, di speranza e di fede incrollabile. Siate pronti a credere ai miracoli”.

Lo scrittore Jack Sacco, ha commentato “In un’epoca in cui l’umanità fa sempre più assegnamento sulla tecnologia per soddisfare le proprie esigenze, Artie Boyle non può fare altro che ricorrere alla fede. Affetto da un tumore terminale e non potendo sperare niente dalla medicina, questo padre di tredici figli è partito in viaggio per un paese lontano alla ricerca di un miracolo. Contro ogni previsione, è tornato a casa guarito. Il viaggio miracoloso di Artie vi scalderà il cuore…”.

E Glen Sather, presidente e amministratore delegato dei New York Rangers, “Uomini che si trovavano più a loro agio in un campo da golf, in una pista di hockey su ghiaccio o in un consiglio di amministrazione partono verso un posto che li attira per motivi spirituali, e tornano a casa completamente cambiati. Una testimonianza avvincente”.

Padre Johann Roten, SM, direttore della ricerca, dell’arte e dei progetti speciali dell’International Marian Research Institute / Marian Library di Dayton, Ohio, ha sostenuto “Il racconto illuminante del signor Boyle – la cronaca di una guarigione fisica e di una trasformazione spirituale – è uno dei molti esempi dei ricchi frutti spirituali, psicologici e fisici di Medjugorje. Ci assicura che Maria ci ama incondizionatamente e che desidera intercedere per i suoi figli”.

Brian Boyle, figlio di Artie, giocatore di hockey su ghiaccio dei New York Rangers e dei Tampa Bay Ligtning, ha raccontato “La guarigione di mio padre è stata una fonte di conversione per me e per i miei undici fratelli.Ci ha cambiato tutti per sempre. Siamo immensamente grati a Gesù e a Maria per gli ultimi quindici anni con mio padre e per le cose che siamo stati in grado di condividere come famiglia. Spero che i lettori traggano incoraggiamento da questa storia di fede, di amore familiare e di amicizia”.

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QUI LA TESTIMONIANZA DI SILVIA BUSO 16 anni, sulla carrozzina miracolata durante un’apparizione.

“Una sera poco prima di Pasqua del 2005, mi si è avvicinata una signora e mi ha messo tra le mani una medaglietta della Madonna, dicendomi che era stata benedetta durante l’apparizione a Medjugorje e, anche se ne aveva solo una, in quel momento, riteneva che io ne avessi più bisogno di lei.
Io l’ho presa e appena tornata a casa l’ho messa al collo.

Lunedì 20 giugno 2005, quando la fisiatra mi ha detto che doveva accompagnare sua madre a Medjugorje, d’istinto le ho chiesto se poteva portarmi con lei! Mi ha risposto che si sarebbe informata e, dopo tre giorni, ero già sul pullman verso Medjugorje con mio padre!”.
Una volta li, alcune persone si sono offerte di portarla di peso, presso la collina delle apparizioni, laddove la carrozzina non sarebbe mai potuta arrivare.

Quella sera, la Vergine Maria avrebbe parlato col veggente Ivan, mentre Silvia Buso pregava, perché il Signore la aiutasse ad accettare la sua condizione.
Dopo un po’, intravide una luce, che durò per tutto il tempo dell’apparizione della Madonna, ma in un altro punto di quel luogo santo: “Mentre pregavo, fui attratta da una splendida luce alla mia sinistra, in alto. Era una luce meravigliosa, tenue e riposante, costante a differenza dei flash e torce che si accendevano e spegnevano in continuazione: era un’aureola viva”.

Al termine della serata e delle intense preghiere di tutti, le stesse persone che l’avevano condotta fin li afferrarono Silvia Buso, per riportarla a valle, all’alloggio.
Qualcuno inciampò e la ragazza cadde rovinosamente sulle pietre della strada, che le segnarono la schiena e la testa, nonché le gambe.
La soccorsero immediatamente, ma lei non dava più segni di vita.

Il tutto durò qualche interminabile minuto, in cui la diedero addirittura per spacciata.
Poi, Silvia Buso aprì gli occhi, come se si risvegliasse all’improvviso, e, tra la folla che assisteva incredula al prodigio, esclamò: “Sono guarita, cammino!”.
Raccontò, in seguito, di aver avuto la sensazione di essere atterrata su un materasso, mentre una voce le diceva di stare tranquilla e serena.

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QUI LA TESTIMONIANZA DEL DOTT. ANTONIO LONGO – Napoli

Il dott. Antonio Longo, pediatra, soffriva da tempo di tumore al colon. Così racconta: «Nella primavera del 1983 cominciai, improvvisamente, ad accusare dei disturbi e dei dolori all’addome. Si trattava di sintomi che, come medico, mi preoccuparono. Decisi di sottopormi a una serie di analisi ed esami clinici in modo da chiarire la situazione. Le risposte non fecero che confermare i miei timori. Tutte le indicazioni lasciavano intendere che fossi stato colpito da un tumore all’intestino. Fui sottoposto a una “emicollectomia a sinistra”, ossia mi asportarono, una porzione di intestino che venne sottoposto a esame istologico. Risultato: “tumore”.

II responso fu una mazzata per me. Come medico, sapevo quale avvenire mi attendeva. In quei giorni i giornali parlavano di quello che stava avvenendo a Medjugorje e io sentii subito una grande attrattiva verso quei fatti. Cominciai a pregare, i miei familiari andarono in pellegrinaggio nel paesino jugoslavo per chiedere alla Madonna la grazia di allontanare da me lo spettro del tumore. Al quattordicesimo giorno dopo l’intervento, la ferita si aprì completamente, come se fosse stata appena fatta. E non solo la ferita esterna, ma anche quella interna, quella intestinale, provocando una peritonite diffusa e febbre altissima: le mie condizioni erano gravissime. Rimasi in ospedale quattro mesi, durante i quali i medici tentarono in tutti i modi di chiudere la fistola, ma inutilmente. Tornai a casa in condizioni pietose. Il professor Zannini, luminare della medicina e direttore dell’Istituto di Semeiotica chirurgica dell’Università di Napoli, mi disse che avrei dovuto rassegnarmi: la fistola non sì sarebbe più chiusa.

Il 4 aprile del 1989 andai dal professor Zannini per una visita di controllo. Egli constatò che la fistola era sempre in atto, inguaribile. Cinque giorni dopo, il nove aprile, la fistola era sempre là, viva, sanguinante, dolorante, inguaribile. Come sempre, anche quella sera prima di addormentarmi pregai la Madonna chiedendole la grazia di guarire. Al mattino, quando mi svegliai, mio figlio medico venne per la medicazione. Tolse le bende e con stupore constatò che la fistola non c´era più. La pelle dell´addome era perfettamente asciutta, liscia, il foro era scomparso. Non potevo credere ai miei occhi. Chiamammo gli altri familiari e tutti constatarono quanto era accaduto. Come avevo sempre detto, decisi subito di partire per Medjugorje per andare a ringraziare la Madonna. Solo lei poteva aver compiuto quel prodigio. Nessuna ferita può rimarginarsi dalla sera alla mattina. Tanto meno una fistola, che è una ferita gravissima e profonda, che interessa il tessuto addominale e l’intestino. Visitato nuovamente dal professor Zannini, costui sentenziò: “Lei è stabilmente guarito”. “Professore – domandai – è disposto a dichiarare che sono guarito senza alcun intervento chirurgico e senza fare nessuna cura specifica?”. “È la verità”, disse e mi rilasciò una dichiarazione in cui, dopo aver riassunto i vari interventi chirurgici che avevo subito e i sei anni di convivenza con quella fistola sorta in seguito alle operazioni, scrisse: “Attualmente la fistola è clinicamente guarita senza alcun intervento chirurgico”».

La malattia è documentata da un voluminoso dossier di analisi, radiografie, referti medici e giudizi di specialisti di fama internazionale. E la guarigione è stata improvvisa, totale e persistente nel tempo.
In ringraziamento della guarigione prodigiosa ricevuta, il dottor Longo oggi dedica gran parte del suo tempo ad aiutare il prossimo, non solo come medico, ma anche come Ministro straordinario dell’Eucarestia. «Porto la Comunione agli infermi tutti i giorni. Collaboro con il mio parroco a molteplici attività della nostra parrocchia. Ho un bel gruppo di preghiera che settimanalmente si riunisce con me per pregare per i nostri infermi e per tutti coloro che ci chiedono preghiere. Mi rendo conto che molti miei colleghi potrebbero pensare che sono un fanatico. Molti medici infatti non sono credenti e non ammettono l´esistenza di una guarigione per intervento soprannaturale. Ma glielo assicuro: non sono fanatico, e non sono uno che si lascia guidare dalle emozioni e dall’entusiasmo. Sono un medico, credo nella medicina, ho due figli medici. La mentalità professionale mi ha abituato a riflettere, a osservare le cose freddamente e con distacco. Ho seguito questa mia vicenda con la più scrupolosa obbiettività. Non ci sono dubbi di nessun genere: la mia guarigione non trova spiegazioni razionali. Quello che è avvenuto va attribuito soltanto alla Madonna».

⭐️MEDJUGORJE ⭐️SONO CENTINAIA LE GUARIGIONI IMROVVISE SEGNALATE ALLA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE DALL’INIZIO AD OGGI

QUI LA TESTIMONIANZA DI NANCY LAUER

“Mi chiamo Nancy Lauer, sono americana e vengo dall’America. Ho 55 anni, sono madre di cinque figli e fino ad ora la mia vita è stata un solo soffrire. Giro gli ospedali dal 1973 e ho subito numerose e pesanti operazioni: una al collo, una alla colonna vertebrale, due alle anche. Soffrivo costantemente dolori in tutto il corpo, e fra le altre disgrazie la mia gamba sinistra era più corta della destra…Negli ultimi due anni era anche apparso un rigonfiamento attorno al rene sinistro che mi provocava forti dolori”.

La vita di Nancy è stata molto dura fino a quel soggiorno a Medjugorje, i suoi problemi fisici erano frutto di una malattia presa in età adulta, ma le sue ferite interiori avevano radici molto più profonde: “Ho avuto un’infanzia difficile: ancora bambina mi hanno violentata lasciando nella mia anima una ferita insanabile e la cosa ad un certo punto avrebbe portato al crollo del mio matrimonio. Di tutto questo hanno sofferto a dismisura i nostri figli. Inoltre devo confessare una cosa di cui mi vergogno: per pesanti problemi famigliari a cui non trovavo una via di uscita, mi sono data, per un po’ di tempo, all’alcool… Tuttavia ultimamente ero riuscita a superare almeno questo handicap”.

Un esistenza tormentata che necessitava di un cambio di rotta, “Ma perché proprio Medjugorje?” Le chiede Padre Slavko e Nancy gli racconta come era capitata nel paesino bosniaco: “Una comunità americana si preparava ad un pellegrinaggio ed io desideravo ardentemente parteciparvi, ma i miei famigliari si opponevano e mi dissuadevano con validi argomenti. Così non ho insistito. Ma all’ultimo momento un pellegrino si è ritirato ed io, con il sofferto consenso della mia famiglia, ho preso il suo posto. Qualcosa mi attirava qui irresistibilmente.., ed ora, dopo nove anni cammino senza stampelle. Sono guarita”.

Dal racconto di Nancy sembra proprio che fosse la volontà di Dio a volerla a Medjugorje, il sacerdote lo sa, ma non si sofferma sull’argomento preferisce chiederle di descrivere la sua guarigione. La donna non se lo fa ripetere e con dovizia di particolari racconta quanto le era capitato il giorno precedente:

“Un po’ prima che iniziasse il Rosario sono salita, insieme ad altri del mio gruppo , al coro della chiesa… Abbiamo pregato. Alla fine quando poi il veggente Ivan si è inginocchiato e ha cominciato a pregare ho sentito dolori fortissimi in tutto il corpo e a stento sono riuscita a trattenermi dal gridare. Ad ogni modo ce l’ho messa tutta per rendermi cosciente che la Madonna era lì e non mi sono nemmeno accorta che l’apparizione era terminata e Ivan si era alzato. Alla fine ci hanno detto di scendere dal coro io volevo prendere le stampelle ma all’improvviso mi sono sentita nelle gambe una forza nuova. Ho afferrato si le stampelle, ma mi sono alzata con una facilità incredibile. Quando ho cominciato a camminare ho capito che potevo procedere anche senza sostegno e senza alcun aiuto. Mi sono avviata verso la casa dove risiedevo, sono salita e poi scesa dalla mia stanza senza alcuno sforzo. A dire il vero mi sono messa a saltare e a danzare”.

DA MEDJUGORJE ANCOR PRIMA DELL’ALBA DI OGGI

Una preghiera per voi sulla collina delle Apparizioni da Mario di Vicka

Il pensiero del giorno

Solo il Verbo incarnato poteva riscattare la condizione umana ed elevarla alla partecipazione della natura divina.

(Da La dottrina cattolica, di Padre Livio)

Il pensiero del giorno

il pensiero del giorno_18

L’acqua viva del perdono è un fiume d’amore che scorre nel deserto del mondo portando vita e speranza.

(Da La gioia di amare, di Padre Livio)