Messaggio del 25 Agosto 2026

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MEDJUGORJE: MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 agosto 2026

“Cari figli

Oggi vi invito: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera per diventare i portatori della pace. Figlioli, pregate per la pace che è in pericolo.

La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi!

Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano.

Io sono con voi e prego per voi presso mio Figlio Gesù.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

(Con approvazione ecclesiastica)

Archivio dei messaggi di Medjugorge | Radio Maria AUDIO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/08/2026

 

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VIDEO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/08/2026 

 

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Al Meeting in 60mila acclamano il Papa: l’incontro coi ragazzi, il discorso a Comunione e Liberazione

Leone XIV richiama alla responsabilità e alla pace. «Prima dei confini, ci sono le persone. Al falso realismo che riarma le menti, le parole e le nazioni, opponiamo il realismo della misericordia per il quale non possono esistere nemici». Ai giovani: «Il mondo ha bisogno di voi». E a Cl consegna un invito: «Amate e preservate l’unità. La Chiesa non fa proselitismo»

Il volto è sorridente. Il passo sostenuto. Migliaia di braccia si allungano verso di lui. Leone XIV entra nella Fiera di Rimini alle tre di pomeriggio. E la attraversa tutta: sia a piedi, sia in golf cart. Alla fine farà quasi un chilometro in mezzo a sessantamila persone. È il “popolo” del Meeting che accoglie il Papa nel giorno del suo ritorno alla kermesse di Comunione e Liberazione. Dopo 44 anni dalla visita di Giovanni Paolo II, un altro Papa accetta l’invito a intervenire alla manifestazione giunta alla sua 47ª edizione che ha scelto di mettere al centro dei dibattiti, delle mostre e delle attività le intuizioni della prima enciclica di Leone XIV, “Magnifica humanitas”, a tre mesi dalla pubblicazione. Una festa l’arrivo del Pontefice. E un orgoglio averlo ospite per il movimento fondato da don Luigi Giussani oltre settant’anni fa. Leone XIV ne percepisce l’entusiasmo e ricambia.

«In questo momento storico comprendiamo più profondamente la profezia che quasi mezzo secolo fa venne inscritta nel nome dato a queste giornate: “Meeting per l’amicizia fra i popoli”», dice nel suo intervento sul palco del Grand Auditorium. Cita Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco per affermare che «oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi» e per ricordare che «seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male». Da qui il monito: «Al falso realismo che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità. Il peccato esiste, certo, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da quanto la cultura della potenza ha inquinato».

Ciò che Leone XIV chiede è di «coltivare l’amicizia sociale che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo». E indica compiti precisi: «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte». Ancora: «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi». Che «si mettano a servizio di un’autentica conversione di popolo».

Dalla “cattedra” del Meeting il Papa chiama all’impegno. Lo fa a braccio nel suo giro fra i padiglioni quando esorta a «cambiare il mondo» e a «camminare insieme per costruire» un avvenire «di pace e di amore». E lo fa nel suo discorso ufficiale. «E’ l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura». Poi richiama il fondatore di Cl per dire che «la bellezza disarmata» dell’Incarnazione «domanda di correre “il rischio educativo” di cui parlò don Giussani. Egli intuì che “il metodo educativamente più capace di bene non è quello che vive di fuga dalla realtà, per affermare separatamente il bene, ma quello che vive della promozione del bene nel mondo”».  Guai, ammonisce Leone XIV, a «chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni. Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia». Un pensiero particolare lo rivolge ai giovani che riempiono la Fiera. «Che siate cristiani è oggi per molti una sorpresa», nota. E sprona: «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia. Mettetevi in gioco. Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti». E a braccio aggiunge: «Il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità, della vostra fedeltà».

«Benvenuto papa Leone XIV», ripetono gli striscioni che coprono le transenne lungo cui si assiepano famiglie, bambini, anziani ma soprattutto ragazzi per salutare il Pontefice. E ancora: il logo della diocesi di Rimini che il Papa abbraccerà al termine dell’appuntamento al Meeting; e poi il tema di quest’anno: l’ultimo verso della Divina Commedia, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. L’amore, incoraggia Leone XIV, «non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature. Sì, l’amore muove». Sul palco i “vertici” della segreteria di Stato, con il cardinale Pietro Parolin, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, il sostituto Paolo Rudelli, e per la Chiesa italiana il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, e il segretario generale, l’arcivescovo Giuseppe Baturi.

Resterà due ore Leone XIV al Meeting che definisce «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini». Il tempo di sperimentare il bagno di folla che il movimento ha voluto riservargli. Il tempo di visitare due delle mostre che animano la rassegna e che sono state allestite in suo onore: quella per raccontare Agostino e i suoi scritti, il santo di cui Leone XIV è figlio; e quella dedicata a Léon Harmel, l’imprenditore francese dell’Ottocento che è stato uno dei precursori della dottrina sociale della Chiesa ed era amico di Leone XIII, il Pontefice a cui Prevost si è ispirato per la scelta del nome. Il tempo di incontrare bambini e genitori nel Villaggio Ragazzi. E il tempo del suo atteso discorso che è una sorta di consegna al popolo del Meeting e di Cl.

«Cari amici, amate sempre la Chiesa! Amate e preservate l’unità», ripete e fa ripetere. Anche di fronte a «una certa perdita di influenza che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto», il Papa ribadisce che «la Chiesa non fa proselitismo» e che «si sviluppa piuttosto per attrazione, attrazione per un modo di abitare il mondo». Poi tiene a far sapere che è necessario «anche il rinnovamento di ogni realtà associativa e movimento ecclesiale». Così sollecita il movimento a «camminare insieme: ognuno ascolta, si lascia trasformare dalla fede altrui; e insieme, sotto la guida dei pastori, si maturano nuove consapevolezze, passi ulteriori, obbedienze coraggiose allo Spirito Santo». In quest’ottica anche «l’autorità si converte in servizio che onora le diversità e ne facilita l’armonia». E «ogni carisma è per l’utilità comune», «ogni ricchezza si moltiplica se condivisa», «ogni paura può essere superata».

L’ecologia, vittima della guerra russa

La taiga brucia oltre gli Urali, i fiumi di Tjumen e della regione di Mosca sono pieni di pesci morti e si verificano sversamenti di petrolio nella parte russa del Mar Nero. Mentre un'indagine su vasta scala ha identificato 1.497 persone accusate di tradimento e spionaggio in Russia per azioni legate alla protezione dell’ambiente

L’ambiente sta diventando sempre più vittima di obiettivi militari ed economici, commenta l’esperta di ecologia Mariana Toročišnikova su Radio Svoboda. Le ultime settimane in Russia sono sembrate un film catastrofico, solo senza effetti speciali, perché “tutto sta accadendo davvero”. La taiga brucia oltre gli Urali, i fiumi di Tjumen e della regione di Mosca sono pieni di pesci morti e si verificano sversamenti di petrolio nella parte russa del Mar Nero. La natura sta diventando una vittima, scrivono gli autori del rapporto di Greenpeace International “L’impero dei combustibili fossili”, osservando che dallo scoppio della guerra con l’Ucraina fino al 40% del bilancio russo è destinato al complesso militare-industriale, mentre i finanziamenti per numerosi programmi di protezione ambientale sono stati tagliati.

L’indebolimento delle politiche ambientali, in un contesto di crisi climatica e di espansione dell’agricoltura, sta destabilizzando gli ecosistemi naturali della Russia. Allo stesso tempo, il numero di incendi boschivi è in aumento e il disboscamento sta colpendo sempre più le foreste intatte e selvagge, soprattutto in Siberia e nell’Estremo Oriente. Secondo gli esperti di Greenpeace, ciò minaccia non solo il futuro della Russia stessa, ma anche la stabilità globale, in quanto accelera la crisi climatica e contribuisce alla perdita di biodiversità. Come se non bastasse, i servizi russi dell’Fsb si creano nuovi nemici in campo ecologico, e i casi in cui viene considerata in pericolo “la sicurezza dello Stato in Russia” sono diventati un sistema di produzione di massa. La corrispondente di Verstka, Julia Selikova, racconta di un’indagine su vasta scala che ha identificato 1.497 persone accusate di tradimento e spionaggio, per azioni legate alla protezione dell’ambiente.

Anche l’ecologo Vladimir Slivjak ha parlato in una trasmissione televisiva di come la guerra influenzi il clima e l’ambiente, affermando che “la Russia è un Paese enorme che influenza profondamente il clima, è uno dei maggiori inquinatori al mondo, uno dei cinque Paesi che inquinano maggiormente l’atmosfera”. Quando si parla di cambiamenti climatici, dell’enorme quantità di emissioni a livello globale e del conseguente cambiamento e riscaldamento del clima, la Russia gioca un ruolo chiave; naturalmente, la guerra in Ucraina sta portando a emissioni di gas serra significativamente più elevate rispetto al passato. Nel frattempo, la Russia è completamente assente dagli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra.

Le fuoriuscite di petrolio, ad esempio, sono una diretta conseguenza della guerra iniziata dalla Russia in Ucraina. Quest’anno si sono già verificati diversi incidenti di grave entità, e nel 2024 si è registrata la più grande fuoriuscita di petrolio della storia nel mar Nero. Il mar Nero abbraccia diversi Paesi, non solo la Russia, ed è evidente che se questo mare viene danneggiato, le conseguenze si ripercuoteranno su tutti i Paesi che si affacciano sulle sue coste. Quando un Paese grande e industrializzato è retto da un regime autoritario, se il presidente di quel Paese perde il controllo le conseguenze dal punto di vista ambientale sono davvero gravissime. E non solo dal punto di vista ambientale, ovviamente, come afferma Slivjak: “dicono che il clima stia cambiando, che la colpa sia della guerra, che la Russia sia direttamente o indirettamente responsabile, che per questo abbiamo ondate di calore, temporali secchi, incendi boschivi… ma le foreste non bruciavano anche prima della guerra? Credo di sì, e quasi ogni anno dicevano che c’erano stati più incendi rispetto agli anni precedenti. È compito dello Stato dire che dobbiamo ricostruire le nostre vite, perché in futuro ci saranno ancora più problemi a causa dei cambiamenti climatici”.

I cambiamenti climatici sul pianeta non sono iniziati oggi, e certamente non sono iniziati perché la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina. Sono in atto da molto tempo, ma ora stanno accelerando su tutto il pianeta, e si stanno verificando un gran numero di disastri naturali. Nel 2010 ci fu un’ondata di calore durante la quale le foreste intorno a Mosca bruciarono, avvolgendo tutto nel fumo; all’epoca, i climatologi affermavano che le ondate di calore si verificassero circa una volta ogni 10 anni. Guardando all’Europa negli ultimi quattro anni, tre di questi hanno registrato temperature estive da record, tre delle quali sono state caratterizzate da intense ondate di calore, ognuna delle quali è costata all’economia europea centinaia di miliardi di euro.

Questo fenomeno non si avverte solo in Europa o in Russia; si avverte in tutto il mondo, anche se si manifesta in modalità leggermente diverse. In alcune zone si tratta di siccità, in altre di inondazioni, in altre ancora si stanno diffondendo nuove malattie infettive perché gli agenti patogeni che le causano si stanno spostando più a nord. In precedenza, in alcune regioni faceva troppo freddo, ma ora la temperatura media globale è salita a un livello tale da renderle confortevoli, e le popolazioni del nord stanno iniziando a contrarre malattie che prima si riscontravano solo al sud, in Africa e così via. Purtroppo, le previsioni sui cambiamenti climatici sono molto negative, e pare che non si possa fare nulla per fermare questo processo: si può soltanto adattarsi, riducendo le emissioni di gas serra per evitare che il clima diventi ancora più catastrofico in futuro. Si tratta soprattutto di preoccuparsi delle generazioni future.

Come afferma Toročišnikova, se si riuscisse a ridurre oggi le emissioni di gas serra derivanti dalla combustione di combustibili fossili, ovvero carbone, petrolio e gas, nella seconda metà di questo secolo “probabilmente non sarà più necessario indossare tute protettive per uscire di casa”, e il clima sarà ancora relativamente mite. L’alternativa è che dopo il 2050-2060 “le persone non potranno più uscire di casa, avranno bisogno di tute protettive e tute spaziali, perché l’ambiente esterno sarà completamente ostile, impossibile da sopportare”. A questo si aggiungono la fame, la mancanza di acqua potabile e le epidemie, un quadro terrificante che si deve alleviare facendo tutto il possibile.

La giornalista cerca di immaginare le reazioni delle persone, “ti chiederanno: quali prove hai? Perché ci spaventi? All’inizio del secolo scorso, anche gli scrittori di fantascienza scrivevano che entro la fine del XX secolo le persone avrebbero indossato tute spaziali e gli alberi non sarebbero più cresciuti, invece tutto cresce e fiorisce”, e quindi si chiede perché la gente non creda a queste previsioni di ecologi, climatologi e scienziati. Ricordando l’evoluzione della civiltà industriale, il progresso scientifico e tecnologico portò l’umanità a bruciare enormi quantità di carbone, petrolio e gas. Alla fine del XIX secolo, si trattava principalmente di carbone, nel XX secolo di petrolio e gas, e ora di tutti questi insieme, e questo ha portato a un’enorme quantità di gas serra che si immette nell’atmosfera, creando un effetto serra e riscaldando la Terra.

Questo accadeva quando le generazioni degli antenati erano ancora abituate a seminare in un momento e a raccogliere in un altro, abituate a determinate condizioni climatiche, ma poi tutto cambia in modo tale che il raccolto va perduto, e non c’è più niente da mangiare. “E andrebbe bene se questo accadesse in un solo posto: si può comprare altrove, ma quando questo accade in tutto il pianeta, non c’è più nessuno da cui comprare, i prezzi iniziano a salire e l’instabilità inizia a crescere”, ammonisce Toročišnikova. I rifugiati climatici stanno già comparendo, perché in molte zone si sta verificando la desertificazione, le dimensioni dei deserti si stanno espandendo, la quantità di terra fertile si sta riducendo. Questo crea naturalmente nuovi focolai di tensione, principalmente nei Paesi più sviluppati e anche in Russia, si assiste a crisi migratorie in Europa e altrove, ma “questa è solo la punta dell’iceberg, il meglio deve ancora venire”, afferma l’esperta.

Ora ci sono le inondazioni a Tjumen, dove non c’è acqua pulita, e la gente si lamenta su Instagram di come lavarsi con acqua che puzza di feci. Le inondazioni in Siberia saranno sempre più gravi, e la siccità sarà molto più intensa; il Reno e il Danubio sono già estremamente bassi, e rischiano di prosciugarsi completamente. Bisogna cercare di adattarsi, cambiando le catene di approvvigionamento, le strutture del trasporto merci, dell’approvvigionamento energetico, perché si vedono centrali nucleari che producono ancora molta energia e chiudono perché l’acqua si sta riscaldando troppo, e non riesce più a raffreddare i reattori. E soprattutto, bisogna smettere di inquinare il mondo con la guerra, cosa che al Cremlino non riescono a capire.

Papa Leone XIV: “Tutto ciò che siamo e abbiamo è dono di Dio”

L'incontro nella cattedrale di Rimini e la Santa Messa al porto

 

Un momento di commozione, vero, profondo, umano, quello vissuto nel tardo pomeriggio di oggi – prima della celebrazione eucaristica nel Porto di Rimini – con gli ammalati, i disabili ei poveri assistiti dalla Caritas presso la cattedrale di Rimini. Il papà è vicino a chi soffre ea chi aiuta ad alleviare le loro sofferenze. Una presenza, quella di papa Prevost, apprezzata dal vescovo di Rimini, Monsignor Nicolò Anselmi, che ha riservato al pontefice parole di grande gratitudine. Lo sguardo del presule si apre allora alle persone che sono riunite in questo luogo sacro: “Intorno a lei ci sono fratelli e sorelle che stanno attraversando un periodo impegnativo della loro vita, una salita ripida del pellegrinaggio: malati, disabili, persone che stanno facendo un percorso di liberazione dalle dipendenze, fratelli e sorelle che in carcere si stanno preparando a rientrare presto nella società, amici e amiche in difficoltà economiche, spirituali, psicologiche; siamo qui insieme ai loro familiari ea chi è loro particolarmente vicino: amici, personale medico, infermieri, operatori socio sanitari, educatori”. Tutti assieme con il pontefice. 

Un discorso che commuove papa Prevost e che lo spinge a pronunciare alcune parole che fanno da contraltare a quelle del presule e che rimarranno indelebili nella memoria dei presenti: “Il Signore Gesù, quando incontrava persone malate, o con disabilità, o povere, le accoglieva e le metteva al centro, per guarirle, per restituire loro una vita secondo la loro dignità. Così mostrava a tutti i segni dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. E poi queste persone, guarite e risollevate da Gesù, spesso lo seguivano ed entravano a far parte della comunità dei discepoli”. E aggiunge: “Così dobbiamo fare anche noi: lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa, la comunità che Lui ha formato per portare a tutti il Vangelo della sua vittoria sul peccato e sulla morte”.

Le parole, invece, che papa Leone XIV riserva all’omelia della celebrazione liturgica, celebrata nel Porto di Rimini, sono parole che commentano il Vangelo letto durante la Liturgia della Parola. Le immagini sono suggestive: il palco che è stato adibito è una magnifica scenografia con dietro altrettanto suggestiva e affascinante scenografia naturale, il mare. Azzurro, così come il cielo che si ammanta di ambra per il tramonto che scende su Rimini. Sopra il palco, è stata posto il  quadro originale della  Madonna della Misericordia , Patrona della città: immagine custodita dai  Missionari del Preziosissimo Sangue  nel  Santuario della Madonna della Misericordia in Santa Chiara. 

La pagina del  Vangelo di Matteo: da questa pagina in cui Gesù domanda ai discepoli “Voi, chi dite che io sia?” papa Leone XIV comincia la sua omelia.E, nella stessa pagina, èPietro a rispondere “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Una risposta a cui siamo chiamati ad unirci: dobbiamo anche noi, infatti, “rinnovare la stessa professione di fede: siamo qui perché crediamo che Gesù è il Messia, il Figlio eterno del Padre”. 

Parla poi di una Chiesa che deve “servire”, papa Leone XIV. E lo fa ispirandosi alla figura di san Pietro. La Chiesa, oggi, come lui deve “servire”: o gnuno secondo il proprio stato, “secondo la sua specifica chiamata”. E ricorda, in merito, alcune parole di don Oreste Benzi: “La nostra vocazione consiste nel lasciarci conformare a Cristo povero, a Cristo servo, a Cristo che espia il peccato del mondo, a Cristo, l’Uomo Dio incarnato che vive in mezzo a noi in una forma di condivisione diretta a partire dagli ultimi”. Papa Leone, allora, continua nella sua omelia facendo riferimento alla Prima Lettura, quella del profeta Isaia  che ha parlato di Sebna che “per ambizione aveva cominciato ad abusare dell’autorità conferitagli, accumulando ricchezze per sé e per la sua cerchia di amici e parenti e spadroneggiando sulle persone. Aveva dimenticato che la cosa più importante dell’avventura in cui il suo Signore lo aveva coinvolto, non erano i mezzi economici e il potere, ma la possibilità, attraverso di essi, di promuovere un disegno di rinascita per il bene di tutta la comunità”. Per questo motivo venne destituito e la sua missione affidata a Eliakim, “uomo onesto e libero da condizionamenti, solido nella sua rettitudine”, così lo definisce papa Leone XIV.

E aggiunge: “Il messaggio è chiaro: tutto ciò che siamo e abbiamo è dono di Dio, affidatoci perché, nelle sue mani, possiamo essere gli uni per gli altri, strumenti di salvezza nella giustizia, a partire dai luoghi e dalle persone con cui viviamo e lavoriamo ogni giorno, per rivolgerci, con un cuore grande e aperto, al mondo intero”. Fa riferimento ai disegni di Dio – questo il riferimento alla Seconda Lettura, la pagina di san Paolo di Tarso – che rimangono imperscrutabili “non per la complessità dei suoi ragionamenti, ma per l’immensità disarmante del suo amore”.

E concludono: “Dio è semplice, perché è pura carità, e chiama anche noi ad amare con un cuore simile al suo, conformando alle sue vie le nostre vie e ai suoi pensieri i nostri pensieri”. Infine, un pensiero alla terra che lo ha ospitato oggi, Rimini e la costa adriatica. Parla della gente di questa terra che ha sempre dimostrato nel corso della storia “onestà, gratuità, benevolenza”. Ma aggiunge: “Il mondo in cui viviamo offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero “tornare in sé”, e lasciano il vuoto nel cuore. C’è chi le chiama “evasione”, come se la vita ordinaria fosse una prigione da cui fuggire. Ma noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell’anima. Come comunità cristiana siamo chiamati dunque in modo speciale a coltivare tale esperienza ea trasmetterla, nell’apertura e nell’ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all’aiuto e alla carità”.

Messaggio del 25 Giugno 2026

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MEDJUGORJE: MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE 25 GIUGNO 2026 ~ 45mo anniversario delle Apparizioni

“Cari figli

gioite con me perché l’Altissimo mi ha permesso di stare con voi, di guidarvi a Lui che è Via, Verità e Vita.

Gioite, figlioli, e siate gioiosi anche nelle difficoltà e avrete la forza perché sarete coscienti di essere passeggeri, e saprete offrire tutto a Dio.

Perciò non dimenticate: io sono vostra madre e vi amo.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

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Messaggio del 25 Maggio 2026

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 Maggio 2026

“Cari figli

Questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di digiuno.

Figlioli, nell’amore ritornate a Dio che è la vostra pace.

Io sono con voi, figlioli, e vi amo con la mia tenerezza materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

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Messaggio del 25 Marzo 2026

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 Marzo 2026

“Cari figli!

Il veleno dell’egoismo e dell’odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace.

Vi invito, figlioli: siate amore e le mie mani tese verso tutti coloro che incontrate.

Nell’umiltà pregate per la pace e Impegnatevi per la riconciliazione fra gli uomini, affinché ogni uomo stia bene sulla terra.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

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Messaggio del 25 Febbraio 2026

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 Febbraio 2026

”Cari figli!

In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale.

Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

(Con approvazione ecclesiastica)

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Messaggio del 25 Dicembre 2025

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 dicembre 2025

”Cari figli!

Anche oggi – quando Dio mi ha permesso di portarvi fra le mie mani Gesù bambino,

il re della pace, affinché Lui vi colmi con l’ardore dell’amore e della pace,

perché ogni cuore sia simile al Suo cuore in questo tempo di grazia

– siate coraggiosi difensori dell’amore del vostro Dio,

affinché Lui vi doni la Sua pace in questo tempo di grazia.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

Archivio dei messaggi di Medjugorge | Radio Maria AUDIO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/12/2025

 

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MEDJUGORJE: MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – Apparizione annuale a Jakov – 25/12/25 – Santo Natale

Nell’ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 Dicembre, a Natale.

Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna è’ venuta con il Bambino Gesù tra le braccia.

L’apparizione è iniziata alle 14 e 38 ed è durata 8 minuti. La Madonna attraverso Jakov ha trasmesso il seguente messaggio:

 

Cari figli, oggi, in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito all’abbandono totale a Gesù.

Figlioli, offritegli tutte le vostre ferite e dolori, il vostro passato ed il futuro e permettete a Gesù di regnare nelle vostre vite.

Figli miei, soltanto con l’abbandono totale, Gesù si dona alla vostra vita e questo è il dono più grande che potete ricevere.

Pregate per comprendere quanto siete preziosi per Gesù e quanto Lui vi ama.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

(Con approvazione ecclesiastica)

Messaggio del 25 Settembre 2025

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 settembre 2025

“Cari figli!

Questo tempo sia per voi tempo di preghiera per la pace.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

Archivio dei messaggi di Medjugorge | Radio Maria AUDIO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/09/2025

 

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Messaggio del 25 Agosto 2025

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Medjugorje  – Messaggio della Regina della Pace – 25 agosto 2025

“Cari figli, figlioli miei, amati miei!

Voi siete scelti perché avete risposto avete messo in pratica le mie indicazioni ed amate Dio al di sopra di ogni cosa.

Perciò, figlioli, pregate con tutto il cuore affinché si realizzino le mie parole.

Digiunate, fate sacrifici, amate per amore di Dio che vi ha creati e siate, figlioli, le mie mani tese per questo mondo che non ha conosciuto il Dio d’amore.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

Archivio dei messaggi di Medjugorge | Radio Maria AUDIO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/08/2025

 

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Messaggio del 25 Giugno 2025

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Medjugorje – Messaggio della Regina della Pace –  25 Giugno 2025
44° anniversario

”Cari figli

Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace.

Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere.

Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

 

Archivio dei messaggi di Medjugorge | Radio Maria AUDIO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/06/2025

 

Cinepresa video
VIDEO – COMMENTO DI P. LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – MEDJUGORJE 25/06/2025 

 

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