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Home » Argomenti » Santi Sebastiano e Fabiano

Santi Sebastiano e Fabiano

Santi Sebastiano e Fabiano

Gli antichi testi liturgici romani prevedevano che San Fabiano e San Sebastiano venivano venerati separatamente, più tardi vennero ricordati in un’unica celebrazione, ma il nuovo calendario, richiamandosi all’antico uso, prescrive due memorie facoltative separate, ciò dipende dal fatto che il corpo di Fabiano venne traslato nella basilica di San Sebastiano.

Nacque a Narbona (Francia), ma fu educato a Milano, ricevendo una buona cultura. Egli apparteneva all’armata dell’imperatore, godeva uno dei primi posti ed era caro a tutti per le sue belle qualità; lo stesso imperatore l’aveva in grande stima, e tanto l’amava che lo fece capitano dei pretoriani.

Ma egli ben comprese che tutti quei sorrisi, quelle ricchezze, quelle dignità erano lacci che il demonio gli tendeva, ed in cui cercava di prenderlo, e, fedele a Gesù Cristo, non si lasciò adescare. Avrebbe però lasciato al più presto ogni cosa, se non fosse stato mosso dal desiderio di arrecare aiuto, conforto ed incitamento ai Cristiani perseguitati.

Conservò quindi sotto la veste militare un ardente spirito di fede, speranza e carità, convertendo molti alla religione di Cristo ed aiutando i Martiri in tutti i modi. Per questo il Signore volle dare il premio al suo servo, e fece sì che i pagani si accorgessero dello spirito di Sebastiano. Avvisarono l’imperatore, il quale, chiamato Sebastiano a sé, si lamentò con lui perché così male corrispondesse ai favori ricevuti.

Ma il santo gli rispose che gli era sempre rimasto fedelissimo, non solo, ma che più di ogni altro gli sembrava di aver corrisposto ai suoi favori, perché egli non pregava per l’imperatore gli dei falsi e bugiardi, ma pregava l’unico vero Dio, che solo e veramente poteva fare del bene alla sua angusta persona.

Avvedutosi di ciò l’imperatore, lo fece legare ad un palo, e lo diede in bersaglio agli arcieri di Mauritania. Eseguito l’ordine, lo credettero morto; ma, la notte, Irene una cristiana di Roma venuta per dargli sepoltura, lo trovò vivo, lo fece portare in sua casa, ove in breve guarì.

I cristiani volevano che fuggisse, ma il santo, invocato il suo Dio, si sentì ispirato di recarsi sulla gradinata ove solea passare l’imperatore, e là ne attese la venuta. Giunto che fu Diocleziano, gli disse: « Sire, voi siete ingannato dai vostri cortigiani, i quali disonorano il vostro nome e oltraggiano la giustizia spingendovi a perseguitare i cristiani.»

Diocleziano si stupì di vederlo vivo, e temette non fosse stato eseguito il suo ordine. Ma Sebastiano scoprì il petto, mostrò le cicatrici delle frecce e soggiunse: « Sappilo per bene: quel Gesù che adoro, mi campò da morte affinché ti dicessi una volta ancora, che i tuoi dei sono bugiardi, che i cristiani soli adorano il vero Dio.»

Il barbaro lo fece condurre nell’ippodromo, e uccidere a colpi di dava. Dopo di che fu gettato in una cloaca. Era l’anno 288. La notte successiva apparve in sogno alla matrona Lucina, le additò il luogo ove giaceva, e le disse che voleva essere seppellito nelle catacombe, alla bocca della grotta degli Apostoli. Lucina eseguì religiosamente il comando.

San Fabiano

Poco si legge nella storia di lui, ma è celebre per il modo con cui fu eletto a reggere la cattedra di S. Pietro. Era essa rimasta vacante per la morte di S. Antero, ed i fedeli di Roma si erano raccolti per l’elezione del nuovo pastore. Vi era fra essi Fabiano, venuto di fresco dalla campagna, che certamente non si sarebbe mai immaginato di essere l’eletto dal Signore. Stavano i fedeli in fervorosa orazione, pregando lo Spirito Santo a intervenire, quando di improvviso si vide una luce splendidissima discendere dal cielo, e di poi una colomba che leggermente venne a posarsi sul capo di Fabiano.

Non poteva essere più manifesta la volontà di Dio, e poche altre volte lo Spirito Santo è intervenuto così visibilmente nella elezione del Sommo Pontefice. Unanimi i fedeli elessero Fabiano a loro pastore.

Ferveva allora la persecuzione contro i Cristiani, e contro Fabiano specialmente volgevano i Gentili il loro odio, perché credevano che, tolto il padre, i figli cedessero. Lo catturarono infatti, e gli diedero la morte l’anno 250, soffrendo egli gloriosamente per Gesù Cristo; ma i fedeli rimasero saldi nella fede e tanti diedero il loro sangue dietro al suo esempio, piuttosto che cedere alle vane pretese dei loro persecutori.

Santi Sebastiano e Fabiano

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Data di pubblicazione: 20 Gennaio 2026
Di: Radio Maria
Tratto da: Il Santo del giorno 20 Gennaio
Tratto dal sito: "santodelgiorno.it"

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