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Home » Argomenti » San Giuseppe Calasanzio

San Giuseppe Calasanzio

San Giuseppe Calasanzio

Si deve a Giuseppe Calasanzio la prima scuola popolare gratuita e aperta a tutti, a Roma. Calasanzio era il vicario generale della diocesi di Urgel, in Spagna (dove era nato nel 1557). A Roma era approdato al seguito del cardinale Marc’Antonio Colonna in qualità di consulente teologo. Ma a Giuseppe quel ruolo di quasi cavalier servente, sia pure per motivi teologici, andava un po’ stretto, tanto più che l’eminentissimo cardinale era abbastanza cresciuto per badare da solo alla propria formazione culturale.

E così Giuseppe trascorreva il suo tempo romano a visitare basiliche, assorto in lunghe e intense meditazioni, sfoghi di una voglia di vita eremitica che non aveva mai potuto soddisfare; e poi a visitare malati negli ospedali e prigionieri nelle carceri, alla ricerca di una precisa missione nella quale far convogliare tutto il suo impegno.

In quest’inquieto ricercare si imbatté spesso, soprattutto nel quartiere di Trastevere, in torme di bambini e ragazzetti senza istruzione, senza dignità, malconci e abbandonati a se stessi, che tiravano a campare ricorrendo a mille sotterfugi, primi passi verso le vie della delinquenza e del vizio.

Quei ragazzetti riuscivano a scucire a qualche anima pia e generosa un tozzo di pane, una minestra, un vecchio vestito, ma non trovavano nessuno che offrisse loro, con la scuola e l’istruzione, la possibilità di togliersi definitivamente dalla brutta strada. Alle scuole romane, tutte private, poteva accedere solo chi aveva un genitore con la borsa stipata di baiocchi, così come solo i figli di benestanti potevano sostenere le spese di frequenza nelle scuole comunali, che molte libere città del nord avevano istituito.

In Giuseppe, alla ricerca di un qualcosa di forte e importante da fare, quella dolente realtà apri spiragli luminosissimi: se voleva che le cose cambiassero doveva fare qualcosa.

Cominciò interessando alla causa sacerdoti e laici disposti a condividere la sua passione; assieme a loro si mise poi a dare lezioni gratuite a quei poveri ragazzi. Alla fine riuscì a raggruppare un bel numero di signori che trovarono straordinario poter impegnare in quel versante nuovo della carità cristiana la propria vita.

E così, insieme alla prima scuola popolare, ponevano la prima pietra di una nuova congregazione, i Fratelli delle scuole pie, detti anche scolopi, i quali ai tre classici voti di povertà, obbedienza e castità, ne aggiunsero un quarto che li impegnava all’istruzione dei ragazzi.

Quella del Calasanzio fu un’idea vincente e le sue scuole in brevissimo tempo si diffusero in tutta Italia e poi anche in Germania, in Boemia, in Polonia e altrove. Ma il successo fu per lui fonte di innumerevoli guai e dolori. «Se il grano non muore…», diceva Gesù nel Vangelo. E così l’opera dell’ex vicario di Urgel doveva morire per mettere solide radici. Alcuni discepoli e confratelli, intriganti e pieni di ambizioni e di malanimo, lo accusarono di incapacità, lo diffamarono, lo calunniarono sperando di toglierselo di torno. E ci riuscirono.

La Santa Sede inviò a dirimere la questione un «visitatore» prevenuto e poco intelligente: Calasanzio finì arrestato e sottoposto a sfibranti interrogatori. Alla conclusione dell’inchiesta Innocenzo X degradava l’Ordine delle scuole pie a semplice e ininfluente confraternita. Il Calasanzio vide nella persecuzione un disegno provvidenziale di Dio: «Sarebbe follia  diceva preoccuparsi delle cause seconde, che sono gli uomini, e non vedere la causa prima, cioè Dio, che invia questi uomini per il nostro maggior bene».

Ma anziché arrendersi all’apparente fallimento, si rimboccò le maniche e ricostruì l’intera opera sotto forma di congregazione religiosa e con le medesime finalità della precedente e cioè l’istruzione dei ragazzi. Giuseppe Calasanzio non fece in tempo a vedere la sua opera affermata e consolidata, moriva infatti nel 1648, a novantuno anni, con il cuore ancora ferito dalle tristi vicende che lo avevano coinvolto, ma mormorando parole di perdono e di fiducia. La sua santità venne ufficialmente riconosciuta nel 1767.

Pomeriggio insieme – 25/08/2017

Pomeriggio insieme – 25/08/2017

Data di pubblicazione: 25 Agosto 2017
Di: Roberta
Tratto da: Pomeriggio insieme San Giuseppe Calasanzio - Radio Maria Pellegrina - Preghiera a Gesù Crocifisso e Coroncina alla Divina Misericordia

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Data di pubblicazione: 19 Maggio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 18 Maggio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 17 Maggio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 21 Aprile 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 20 Aprile 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 19 Aprile 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 17 Marzo 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 16 Marzo 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 15 Marzo 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 17 Febbraio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 15 Febbraio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 20 Gennaio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 19 Gennaio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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Data di pubblicazione: 18 Gennaio 2010
Di: Roberta
Tratto da: San Giuseppe Calasanzio

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