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Home » Santi » San Giovanni XXIII Papa

San Giovanni XXIII Papa

San Giovanni XXIII

Era una tiepida serata d’autunno e Giovanni XXIII congedava così la gente accorsa in piazza San Pietro per celebrare l’avvio del concilio Vaticano II (11 ottobre 1962).

Quelle parole, intrise di umanità e di poesia, commossero il mondo e furono il miglior preludio della grande assise ecumenica destinata a rinnovare profondamente la chiesa e che fece di Giovanni XXIII, come scrisse Frainois Mauriac, il papa che ha gettato «un ponte sui nove secoli che ci dividono dai cristiani dell’oriente e sui quattro che ci separano dai fratelli dell’occidente».

Insomma: il papa del dialogo, delle aperture, delle audaci novità che in pochi anni servirono ad avvicinare la chiesa al mondo moderno. Quando lo elessero, ormai prossimo agli ottant’anni, tutti pensarono che sarebbe stato un papa di transizione, per consentire alla chiesa di riordinare le idee di fronte alle sfide che la società le stava imperiosamente ponendo. Invece il suo pontificato fu sì di breve durata, ma come pochi altri significativo e incidente.

L’idea di finire lui stesso sul soglio di Pietro non l’aveva neppure sfiorato quando, il 12 ottobre 1958, lasciava Venezia per andare a Roma a eleggere il successore di Pio XII. Era certo che a Venezia, la città del santo papa Pio X di cui si sentiva onorato di continuare l’opera, si sarebbe conclusa la parabola della sua vita.

La domenica 15 marzo 1953 si era presentato ai veneziani con semplicità, e con stile confidenziale aveva fatto il punto della sua vita: «Desidero parlarvi con la più grande apertura di cuore e con molta franchezza di parola “aveva detto”. Sono state dette e scritte cose che sorpassano di molto i miei meriti. Mi presento umilmente io stesso. Vengo dall’umiltà e fui educato a una povertà contenta e benedetta.

Da quando nacqui io non ho mai pensato che a essere prete. Da giovane prete non aspiravo che a diventare curato di campagna nella mia diocesi, ma la Provvidenza ha voluto avviarmi per altre strade prima di giungere qui. Mi trasse dal mio villaggio natio e mi rete percorrere le vie del mondo in Oriente e in Occidente.

Fui sempre preoccupato più di ciò che unisce che di quello che separa e suscita contrasti. Non guardate dunque al vostro patriarca come a un uomo politico, a un diplomatico: cercate il sacerdote, il pastore d’anime che esercita tra voi il suo ufficio nel nome di Dio».

Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, era nato a Sotto il Monte, piccolo paese del bergamasco, il 25 novembre 1881. Alla povertà contenta e benedetta lo ha educato la sua patriarcale famiglia contadina che viveva nella cascina «La Colombera», alternando lavoro e preghiera, sotto la guida saggia dello zio Saverio.

Di indole buona e sensibile, sentì presto il desiderio di consacrare la propria vita a Dio per poter servire meglio gli altri nella carità. Nel seminario di Bergamo iniziò la lunga strada di preparazione al sacerdozio, che si concluse a Roma il 10 agosto 1904.

Pretino novello, invece che nella desiderata parrocchietta di campagna, fu mandato a fare il segretario del nuovo vescovo di Bergamo, monsignor Radini Tedeschi, al fianco del quale rimase dieci anni, imparando che un uomo di chiesa deve essere soprattutto buono e caritatevole.

Una lezione, accompagnata dall’esempio, che non scorderà mai più. Intanto viveva la terribile esperienza della prima guerra mondiale, alla quale partecipò come sergente di sanità e cappellano militare.

Neppure alla morte del monsignore si aprirono per don Angelo le porte di una canonica. Lo vollero a Roma, all’Opera della propagazione della fede, diretta dal cardinale von Rossum, il quale vide nell’intelligente e saggio prete bergamasco l’uomo giusto da inviare nelle capitali del mondo a intessere rapporti con le chiese e con gli stati. «Dovrete viaggiare, viaggiare molto. Sarete il viaggiatore di Dio», gli disse papa Benedetto XV nell’affidargli l’incarico.

Consacrato vescovo il 15 marzo 1925, cominciò il suo lungo viaggio che lo porterà in missione come visitatore apostolico in Bulgaria, poi delegato apostolico in Turchia e in Grecia e poi nunzio apostolico a Parigi, ultima tappa prima dell’approdo a Venezia.

Partendo per la Bulgaria, annotava nel diario (Giornale dell’anima): «La chiesa mi vuole vescovo per mandarmi in Bulgaria, a esercitare un ministero di pace. Forse nella mia vita mi attendono molte tribolazioni. Con l’aiuto del Signore mi sento pronto a tutto».

E con l’aiuto del Signore invocato nella preghiera, e con le sue doti di pazienza, di bontà, di tenacia, di rispetto delle posizioni degli altri, ottenne in Bulgaria, dove i rapporti con la chiesa ortodossa non erano dei migliori, ottimi risultati. Come avvenne poi anche in Grecia e in Turchia.

Il suo spirito ecumenico si formò da quelle parti, sul campo: certi pregiudizi incrostatisi nel tempo cominciarono qua e là a sciogliersi al calore della bontà e della carità di questo insolito rappresentante della chiesa di Roma. Spesso, tra la sorpresa e l’ammirazione dei presenti, gli incontri di monsignor Angelo Roncalli con i vescovi ortodossi si concludevano con un abbraccio, a suggellare un’amicizia che cancellava, nei loro rapporti, secoli di divisioni e di incomprensioni.

Fu per questo il primo dignitario della chiesa cattolica a visitare il celebre, e inavvicinabile per i cattolici, monastero del monte Athos in Grecia. E l’ecumenismo sarà un punto forte del suo programma pastorale anche a Venezia, città da sempre considerata ponte tra occidente e oriente.

Eletto papa, al cardinale Tisserant che gli chiedeva con quale nome volesse essere chiamato, disse: «Mi chiamerò Giovanni, un nome dolce e nello stesso tempo solenne». Il 28 ottobre 1958, l’umile figlio della terra bergamasca, a settantasette anni, cominciava il servizio che la provvidenza gli aveva assegnato; lo svolgerà con il suo stile accattivante di bontà, di umiltà, di comprensione che faranno di lui il «papa buono». Una bontà sempre condita dal buon umore, dall’ottimismo della fede.

Monsignor Loris Capovilla, segretario personale, racconta: «Don Gelmo, amico da settant’anni, visita papa Giovanni in Vaticano, s’inchina per baciargli i piedi. Il vecchio amico papa lo richiama, guardandolo negli occhi: “Don Gelmo che cosa fai? Siamo pur sempre gli stessi figlioli delle nostre buone mamme”. Don Gelmo si giustifica: “Ma voi siete il vicario di Cristo”. E papa Giovanni, abbracciandolo: “Sono però, ancora, il tuo antico compagno di scuola e amico. Ricordati che dal Vaticano e da Seriate [paese di don Gelmo] la strada per giungere al paradiso è la stessa”».

Ad attirare la simpatia della gente, la devozione, l’ ammirazione per papa Giovanni, è soprattutto la sua umiltà: «Il Signore mi ha fatto nascere da povera gente e ha pensato a tutto. Io l’ho lasciato fare. Mi sono lasciato condurre in perfetta conformità alle disposizioni della provvidenza, veramente: Voluntas Dei pax nostra (nella volontà di Dio sta la nostra pace)».

A monsignor Giovan Battista Montini (il futuro Paolo VI), che nel novembre del 1952 dalla Segreteria di stato gli comunicava l’intenzione di Pio XII di trasferirlo da Parigi alla sede patriarcale di Venezia, scriveva: «Assicuri Sua Santità che io ho pochissima stima di me stesso: per me tutto è superiore al mio merito; ma avendo da tempo rinunziato a tutto quel che riguarda la mia persona, ciò mi rende tutto più facile e tranquillo, e mi assicura in ogni evento una grande pace».

Riusciva a unire la pazienza al coraggio: «Il coraggio si esercita quando sono in pericolo i supremi interessi dell anima e non meschine rivalità di casta o il desiderio, sia pur legittimo, di personale soddisfazione». L:anziano papa è stato una primavera per la chiesa e, per il mondo intero, una porta aperta alla speranza. Non hanno avuto ragione quanti avevano ravvisato nelle sue aperture la rovina della chiesa.

Il 3 giugno 1963, alle ore 19.45, in Vaticano, si spegneva una grande luce sul mondo. Il suo nome era Giovanni. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 3 settembre 2000 ed è stato canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.

San Giovanni XXIII Papa

San Giovanni XXIII Papa

Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2025
Di: Radio Maria
Tratto da: Il Santo del giorno 11 Ottobre
tratto dal sito: "santodelgiorno.it"

Giovani per pomeriggio insieme – 10/10/2025

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Data di pubblicazione: 10 Ottobre 2025
Di: Radio Maria
Tratto da: Pomeriggio insieme San Giovanni XXIII - Testimonianze degli ascoltatori - Angolo Missionario

In ricordo di San Giovanni XXIII – 11/10/2024

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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2024
Di: Roberta
Tratto da: Roberta racconta Curiosità e approfondimenti sulla vita del “Papa buono” – Il Decalogo della quotidianità di Papa Giovanni XXIII – La supplica a Papa Giovanni

Santi dei nostri giorni – 30/03/2019

Santi dei nostri giorni – 30/03/2019

Data di pubblicazione: 1 Aprile 2019
Di: Gaeta Saverio
Tratto da: Trasmissione Radio Maria sui Santi dei giorni nostri Giovanni XXIII

Cristiani per l’Europa – Casini  Carlo –  29/04/2014

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Data di pubblicazione: 29 Aprile 2014
Di: Casini Carlo
Tratto da: Cristiani per l'Europa Dichiarazione di Santita' di Giovanni XXIII° e Giovanni Paolo II°

Ripartire da Cristo – 30/10/2013

Ripartire da Cristo – 30/10/2013

Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2013
Di: Colombo Don Ferdinando
Tratto da: Ripartire da Cristo Papa Giovanni XXIII

Problemi di Storia della Chiesa – Arnaldi Andrea – 22/07/2013

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Data di pubblicazione: 22 Luglio 2013
Di: Arnaldi Andrea
Tratto da: Problemi di storia della Chiesa Giovanni XXIII e la controversia sulla poverta'

Papa Giovanni XXIII – Capovilla Mons. Loris – 16/09/2012

Papa Giovanni XXIII – Capovilla Mons. Loris – 16/09/2012

Data di pubblicazione: 16 Settembre 2012
Di: Capovilla Mons. Loris
Tratto da: Altre trasmissioni

Ripartire da Cristo – 28/03/2012

Ripartire da Cristo – 28/03/2012

Data di pubblicazione: 28 Marzo 2012
Di: Colombo Don Ferdinando
Tratto da: Ripartire da Cristo Riscopriamo la figura di Papa Giovanni XXIII

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