La piccola Lourdes del Vaticano

La Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani custodisce una storia di devozione mariana che attraversa diversi pontificati. Nata come dono per Leone XIII, impossibilitato a raggiungere il santuario francese, è diventata un luogo di preghiera caro ai papi, dove anche Leone XIV ha recitato il Rosario per le persone colpite dalla guerra e dalla violenza. Fai clic su "A

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La piccola Lourdes del Vaticano: una grotta nel cuore dei Giardini

La Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani custodisce una storia di devozione mariana che attraversa diversi pontificati. Nata come dono per Leone XIII, impossibilitato a raggiungere il santuario francese, è diventata un luogo di preghiera caro ai papi, dove anche Leone XIV ha recitato il Rosario per le persone colpite dalla guerra e dalla violenza.

Una Grotta di Lourdes per Leone XIII

Nei Giardini Vaticani si trovano circa trenta immagini della Madonna. Dalle devozioni più conosciute, come quelle alla Madonna di Guadalupe e di Fatima, a quelle meno note, come la Madonna della Veglia, ogni statua, santuario o immagine racconta un modo diverso di onorare Maria. Insieme, testimoniano anche l’attenzione con cui i papi hanno voluto dare spazio alla devozione mariana.

Tra questi luoghi, uno dei più conosciuti è la replica della Grotta di Lourdes. La sua presenza, tuttavia, continua a sorprendere molti visitatori.

«Tutti rimangono stupiti quando diciamo che al Vaticano c’è la Grotta di Lourdes e tutti chiedono: “Ma come ci è arrivata?”», racconta suor Emanuela Edwards, delle Suore della Divina Rivelazione.

La grotta originale si trova a Lourdes, nel sud della Francia. Tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous nella Grotta di Massabielle, vicino alla sua casa. Secondo il racconto della giovane, la Signora indossava una tunica bianca e una fascia azzurra, aveva rose gialle ai piedi e un grande rosario appeso al braccio destro.

Da allora, Lourdes accoglie ogni anno migliaia di pellegrini che chiedono l’intercessione della Madonna e cercano una guarigione dalle proprie malattie.

La replica vaticana nacque invece dal desiderio di consentire a Leone XIII di raccogliersi in preghiera davanti a una riproduzione del luogo delle apparizioni. Suor Emanuela ne spiega così l’origine: «Era un dono per Papa Leone XIII, che scrisse un’enciclica mariana ogni anno del suo pontificato, dimostrando così grande devozione alla Madonna. Inoltre, essendo coinvolto nella questione italiana, non poté lasciare il Vaticano durante il suo pontificato e quindi non poté recarsi a Lourdes. Così, per ovviare al problema, il vescovo di Tarbes realizzò questa meravigliosa grotta, che fu poi trasportata qui in Vaticano […] per il pontefice, affinché anche lui potesse pregare davanti alla Grotta di Lourdes».

Il Rosario dei papi e la preghiera per la pace

Per Leone XIII, la devozione a Lourdes aveva un significato profondamente personale. Il legame con la Vergine e con questo luogo di preghiera ha però attraversato anche i pontificati successivi.

Da Pio XI, che beatificò e poi canonizzò Bernadette, a Benedetto XVI, che raggiunse a piedi la Grotta nei Giardini Vaticani per pregare davanti all’immagine dell’Immacolata Concezione, numerosi papi hanno manifestato la propria devozione alla Madonna di Lourdes.

«Tutti i Santi Padri sono molto legati a questo luogo particolare e la Grotta occupa un posto speciale nei loro cuori; di solito, alla fine di maggio, si svolge una processione che attraversa l’intero Vaticano e si conclude qui con la recita del Santo Rosario, ed è quindi un luogo che si trova proprio nel cuore dei Giardini Vaticani», spiega suor Emanuela.

Come il suo predecessore Francesco, anche Papa Leone XIV ha recitato il Rosario presso la Grotta. Al termine del mese mariano, il Pontefice ha presieduto la preghiera dedicandola alle persone colpite dalla guerra e dalla violenza, accompagnando così i suoi ripetuti appelli per la fine dei conflitti.

In quell’occasione ha esortato i presenti a «disporre i propri cuori» all’ascolto della parola di Dio, seguendo l’esempio di Maria e riconoscendo nella preghiera la provvidenza divina che guida e sostiene.

«La Vergine Maria è modello del credente, che porge l’orecchio del cuore per ascoltare “che cosa dice Dio”. Ella ci è di esempio con la sua obbedienza, che accoglie l’incarnazione del Figlio di Dio nel grembo. Contemplare con Maria i misteri del Rosario ci conduce a riconoscere in Gesù Cristo l’unica definitiva Parola, che il Padre ha pronunciato, Parola di pace per tutti coloro che ritornano a Lui con il cuore pentito», ha affermato Leone XIV.

Il lavoro quotidiano dei giardinieri vaticani

La bellezza della Grotta e degli altri luoghi di devozione nei Giardini Vaticani è affidata anche a persone che i visitatori incontrano raramente. Sono i giardinieri che, ogni giorno, si prendono cura dei fiori e del verde, custodendo questi spazi storici e sacri.

Stefano Giampaolo, esperto di scienze forestali, descrive il proprio lavoro con parole semplici: «Non ho mai avuto il piacere di vedere il Santo Padre in preghiera e comunque sia devo dire che mi sento un privilegiato a lavorare qua in questo contesto e a prendermi cura di questi giardini».

Per lui e per la squadra di giardinieri vaticani, la manutenzione dei luoghi mariani richiede un impegno continuo. Le temperature estive particolarmente elevate rendono più difficile soprattutto la cura degli allestimenti floreali.

«La cura è costante. Sì, ce ne prendiamo cura costantemente. Negli ultimi anni è sempre più difficile prendersi cura soprattutto degli addobbi floreali, perché con queste temperature molto, molto elevate durante la stagione estiva c’è bisogno di un controllo continuo dei giardinieri a inizio mattinata. E bisogna intervenire molto spesso con delle sostituzioni per far sì che sia sempre al meglio, soprattutto la grotta di Lourdes, che è uno degli, diciamo, allestimenti di maggior pregio in questo senso», racconta Giampaolo.

Dietro un luogo che invita al raccoglimento c’è dunque una cura quotidiana, fatta di controlli, interventi e attenzione ai dettagli.

I dettagli della Grotta: l’iscrizione, il Rosario e l’altare

Oltre ai fiori e al verde, la Grotta custodisce particolari che possono sfuggire a una prima osservazione. Sotto la statua di Maria, un’iscrizione riporta le parole con cui la Vergine si presentò a Bernadette: «Io sono l’Immacolata Concezione», nel dialetto locale dell’occitano gasconese.

Anche il rosario della statua presenta una caratteristica particolare. Suor Emanuela invita a osservarlo con attenzione: «Se osservate la Madonna, noterete che il suo rosario è particolare, quasi unico nel suo genere. Come sapete, vedrete che è composto da sei decine, perché in quel luogo della Francia dove la Madonna è apparsa, era consuetudine recitare una decina in più per le anime sante. E quindi, quando la Madonna è apparsa, ha voluto presentarsi in un modo che fosse riconoscibile per la gente di quel luogo».

Al centro della Grotta si trova inoltre un altare donato a Giovanni XXIII. Nel descriverne il legame con Lourdes, la religiosa racconta: «Questo è l’altare che era effettivamente presente al momento dell’apparizione, come testimonia l’iscrizione in latino che vi si legge, ed è stato donato a Papa Giovanni XXIII. In questo modo, se volete, abbiamo qui, nel cuore del Vaticano, qualcosa che ci collega al momento stesso dell’apparizione».

Nata per permettere a un Papa di pregare davanti alla Grotta di Lourdes senza lasciare il Vaticano, questa replica continua ad accogliere la preghiera dei suoi successori. Tra il Rosario, i richiami alle apparizioni e il lavoro discreto di chi la custodisce, la piccola Lourdes conserva nel cuore dei Giardini Vaticani un legame vivo con il santuario francese.