Testimonianze di fede – Giovedì

fatto del giorno giovedì

Cari ascoltatori,

di seguito potrete leggere il fatto del giorno di oggi, Giovedì 10 Settembre, che riguarda la testimonianza di Maria Grazia.

Buona lettura!

Buonasera, mi chiamo Maria Grazia, ho 35 anni, sono calabrese e vivo a Bologna, ma in questo periodo della mia vita mi sto preparando a trasferirmi verso Ferrara. Nella vita sono un’insegnante di scuole superiori. La mia storia parte da una famiglia normale, nella quale ho ricevuto amore e anche un’educazione cristiana, ma crescendo, mi sono allontanata completamente dalla fede, soprattutto seguendo le idee di alcuni professori che mi facevano vedere la religione come una cosa per sciocchi, fino ad arrivare anche io a definirmi atea e a non voler avere più nulla a che fare con Dio e con la Chiesa.

Nella mia adolescenza sono entrata in dinamiche relazionali non sane: tante storie brevi, “usa e getta”, in cui cercavo affetto soprattutto attraverso la sessualità. Erano storie che mi lasciavano l’amaro in bocca, ma mi tenevano in una sorta di dipendenza da cui non riuscivo a uscire.

La mia prima conversione è arrivata all’università, a Siena, durante una conversazione con una ragazza con cui condividevo casa, oggi una delle mie migliori amiche: lei aveva fatto delle scelte importanti e radicali per seguire Gesù, e mentre la ascoltavo, ho avuto la sensazione quasi fisica del mio cuore che si scioglieva: ricordo esattamente le lacrime di quel momento, e la certezza che Dio mi avesse davvero toccata, nonostante tutte le porte che gli avevo chiuso in 10 anni di lontananza e indifferenza.

È iniziato così il mio lento ritorno alla fede, accompagnata dalla cappella universitaria, da sacerdoti e suore speciali, da tante amicizie e soprattutto dalla scoperta del carisma Nuovi Orizzonti.

Anche dopo il mio riavvicinamento a Dio, il cammino non è stato lineare: ci sono stati momenti di grande ardore, ma anche cadute profondissime, in cui sono tornata nelle stesse dinamiche di prima, forse anche peggiori. Ho vissuto in particolare delle relazioni tossiche in cui mi sono sentita di nuovo imprigionata e senza libertà, e avevo perso la gioia di Dio che avevo appena ritrovato, come quando il Vangelo dice che lo spirito impuro, tornando alla casa da cui è uscito e trovandola “vuota e adorna” porta con sé altri sette spiriti peggiori di lui.

A farmi rialzare è stato il sostegno della Chiesa, che per me ha avuto il volto concreto degli amici, di alcuni frati di Assisi che mi hanno accompagnata, e poi della famiglia che ho trovato in Nuovi Orizzonti. Grazie al cammino in questo carisma, piano piano e con fatica ho iniziato a fare pulizia di tutto ciò che nella mia vita mi faceva male e mi spegneva il sorriso, e ho sentito che volevo rimettere Dio al centro, perché solo Dio è gioia, e solo in Lui trovavo la pienezza!

Quel Dio che ho sempre visto come un giudice lontano, ho iniziato a conoscerlo come Padre: un Padre forte e tenero, che si prende cura di me nelle più piccole cose, che guarisce e mi aiuta sempre a ricominciare.

Dentro Nuovi Orizzonti sono consacrata come Piccola della Gioia, e vivere con Dio per me significa affrontare ogni giorno con la forza che mi danno la preghiera e i sacramenti; se metto Lui al primo posto, tutto il resto trova il suo ordine. E’ fondamentale poi per me avere momenti comunitari, perché non posso salvarmi da sola; seguirLo significa dare gratuitamente tutto quello che io ho ricevuto, mettendomi in donazione per gli altri; e significa anche continuare a lavorare su di me, attraverso il percorso della Spiritherapy, per scoprire sempre più qual è il modo di amare a cui Gesù mi chiama. Non posso non citare Maria, perché per me Lei è stata ed è davvero quella Mamma meravigliosa, premurosa e sempre presente che accompagna ogni mio passo.

Oggi non posso dire che la mia vita sia senza difficoltà. Anzi, mi trovo proprio in una fase di grande cambiamento, e questo trasferimento è un modo per poter vivere più concretamente il servizio all’interno di Nuovi Orizzonti. E’ anche una fase di stallo a livello affettivo, in cui sento fortemente di avere una vocazione alla famiglia che, però, non si sta realizzando; però so che non sono sola, e la mia forza è sentirmi figlia, amata e custodita sul palmo della mano di Dio. Non so sempre dove mi porteranno i Suoi piani, anzi non li capisco quasi mai, ma so che, anche quando non vedo la strada, posso fidarmi di quel Padre buono che l’ha già disegnata.