Yangon (AsiaNews) – L’esercito del Myanmar ha schierato centinaia di truppe in aree liberate con la forza nel sud del Paese bruciando villaggi e sigillando le terre circostanti, sulle quali sta avviando una Zona economica speciale (Sez) sostenuta dalla Russia nell’ambito di un legame crescente fra i due Paesi. L’offensiva a Dawei, che include un porto in acque profonde e una centrale elettrica sul Mar delle Andamane, mostra come il governo del Myanmar – sostenuto dall’esercito – sia disposto a usare la forza per rilanciare un progetto propagandato come alternativa strategica allo Stretto di Malacca.
Economia e diplomazia
La spinta coincide anche con un’offensiva di natura diplomatica: l’ex capo della giunta, e attuale presidente, Min Aung Hlaing considera Dawei come potenziale porta di accesso all’Asia meridionale e occidentale come ha sottolineato in una recente visita in Thailandia. E del progetto ne ha discusso anche con l’omologo russo Vladimir Putin nel viaggio a Mosca della scorsa settimana.
Secondo quanto riferito da fonti dell’agenzia Reuters a luglio l’esercito ha stanziato centinaia di soldati nella regione meridionale di Tanintharyi, al confine con la Thailandia, dove si trova Dawei, scatenando battaglie con gruppi di resistenza locali che sono stati costretti a ritirarsi. Fonti locali parlano di colonne di militari in avanzamento e villaggi bruciati, con l’uccisione di tre operatori umanitari impegnati nell’opera di assistenza alle comunità locali sfollate.
La spinta di Dawei riflette una strategia più ampia da parte dell’esercito per recuperare un territorio considerato strategico e le zone di confine passate sotto il controllo di gruppi di opposizione all’indomani del colpo di Stato nel febbraio 2021, che ha innescato la guerra civile. In oltre cinque anni sono morte circa 100mila persone, più di 3,5 milioni sono rimaste senza casa.
Il nuovo governo del Myanmar sta ora cercando di far rivivere il progetto della Zona economica speciale col sostegno della Russia, un alleato chiave per Min Aung Hlaing e i militari. In un forum d’affari a Mosca la scorsa settimana, il ministro capo della regione di Tanintharyi Zaw Naing Oo ha detto che il progetto potrebbe consentire al carico di spostarsi da quattro a sei giorni più velocemente che se dovesse attraversare lo Stretto di Malacca. Il porto dovrebbe anche sorgere in una zona vicina ai principali giacimenti di gas offshore del Myanmar. Le aziende russe intendono lavorare a Dawei con l’obiettivo di espandere il commercio e creare nuovi posti di lavoro anche nelle piccole e medie imprese, come ha annunciato il primo ministro russo Mikhail Mishustin incontrando Hlaing. Infine, il progetto potrebbe garantire a Mosca un maggiore accesso al mercato nel Sud-est asiatico e una base portuale nella regione dell’Oceano Indiano.
Asse Mosca-Naypyidaw
Il progetto riguardante la zona economica speciale è solo uno dei tasselli della rinnovata alleanza fra Mosca a Naypyidaw, suggellata la scorsa settimana dalla visita del leader golpista – oggi presidente – del Myanmar Min Aung Hlaing al Cremlino dove ha incontrato Vladimir Putin. La Russia è stato il quinto Paese visitato dal leader birmano dalla nomina a presidente, dopo i viaggi ufficiali in India, Cina, Laos e Thailandia. In passato l’ex generale, oggetto di numerose sanzioni occidentali e in cerca di legittimità internazionale, ha effettuato quattro visite a Mosca come capo della giunta, la prima nel giugno 2021 per partecipare a una conferenza sulla sicurezza, cinque mesi dopo aver preso il potere con un colpo di Stato. Si è recato nel Paese due volte nel 2022 e di nuovo nel marzo 2025, quando ha tenuto colloqui formali con Putin.
Il rapporto fra i due Paesi è di interesse anche per la stessa Russia, che spera di rafforzare la presenza nel Paese del Sud-est asiatico e offrire nuove opportunità per le aziende energetiche per sopperire ai mancati introiti collegati agli effetti della guerra in Ucraina. I due Paesi hanno già siglato un accordo per la costruzione di una centrale nucleare su piccola scala in Myanmar in occasione dell’incontro tra Min Aung Hlaing e Putin nel 2025. A questo si aggiunge la firma di un memorandum sulla cooperazione in materia di investimenti per la Zona Economica Speciale di Dawei, in posizione strategica, che comprende la costruzione del porto e di una raffineria di petrolio. L’ultimo viaggio ha poi incluso un forum aziendale fra Myanmar e Russia, sancendo una crescita ulteriore nei legami che prevedono anche addestramento militare e borse di studio universitarie per migliaia di soldati birmani in Russia, unita alla vendita di armi e caccia da guerra.
Colpito un monastero
Sul fronte del conflitto interno, infine, nel fine settimana almeno 14 persone sono state uccise in attacchi aerei che hanno colpito ancora una volta un luogo di culto. Stavolta a finire nel mirino dei militari è stato un monastero buddista nella città di Myaung, regione centrale di Sagaing, a circa 70 km a ovest di Mandalay, colpito alle 9 del mattino del 21 agosto scorso. Testimoni locali riferiscono che tutte le vittime erano anziani, mentre fra i feriti vi sarebbero diversi monaci, aggiungendo che il sito è stato colpito due volte. I civili si erano riuniti sul sito per un ritiro di meditazione, ma sono stati colpiti dalle bombe dei jet; sinora l’esercito del Myanmar non ha voluto commentare l’operazione, che ha causato fra gli altri la morte di tre donne.
