Gallagher torna a Mosca: è la prima volta dal 2021 – Oggi l’incontro con Lavrov

Dall’ultimo viaggio sono trascorsi molto più dei quasi cinque anni registrati dal calendario. Nel novembre 2021, quando si è svolta la precedente missione a Mosca dell’arcivescovo Paul Gallagher, una nuova e difficilissima stagione geopolitica era alle porte. A inaugurarla, tre mesi dopo, la guerra del Cremlino all’Ucraina. Da allora, nel mappamondo, i conflitti si sono moltiplicati e l’impiego disinvolto della forza mina i fondamenti dell’architettura multilaterale. Qualcuno addirittura vede il suo crollo imminente.

Eppure la Santa Sede prosegue ostinata nella via del dialogo. In quest’ottica va inquadrato l’arrivo ieri nella capitale russa del segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano, dove rimarrà fino a venerdì, per una serie di appuntamenti in cui – sottolinea Vatican News – la dimensione propriamente diplomatica si affianca a quella ecclesiale.

Oggi l’appuntamento cruciale: l’incontro di monsignor Gallagher con Sergeij Lavrov, lo stesso ministro degli Esteri con cui si era visto nel 2021. Nelle ore successive, poi, è prevista la riunione con il metropolita Antonij di Volokolamsk, responsabile per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa che, da giugno 2022, ha preso il posto di Ilarion. Domani, il numero due della diplomazia della Santa Sede vedrà Yuri Ushakov, consigliere del presidente per la politica estera. L’agenda si concluderà giovedì con l’incontro con il clero, i religiosi e le religiose, i vescovi e la Messa nella cattedrale dell’Immacolata a Mosca. L’indiscrezione del viaggio di Gallagher – il primo dall’inizio della guerra – e del meeting con Lavrov era stata diffusa da Tass al principio del mese. Il faccia a faccia avviene a oltre un anno dalla telefonata tra i deu dell’aprile 2025 e rappresenta – ha precisato l’agenzia di Stato – l’opportunità per «uno scambio di opinioni sullo stato attuale e sulle prospettive della cooperazione bilaterale tra Russia e Vaticano, un confronto in seno ai forum multilaterali» nonché sulle «questioni internazionali di interesse comune».

Una formula volutamente vaga che va letta in continuità con l’impegno della Santa Sede per aprire spiragli fra i due Paesi-nemici mentre i negoziati languono. In questo senso, è eloquente la dichiarazione dell’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky: «È l’opportunità per illustrare direttamente, da parte dei nostri alti funzionari, la posizione su molte questioni ». A metà luglio, il segretario per i rapporti con gli Stati era stato a Kiev come rappresentante di Leone XIV per le celebrazioni del trentacinquesimo anniversario della restaurazione delle strutture della Chiesa cattolica latina nel Paese. Appena prima si era svolta la missione di Matteo Zuppi, inviato di pace vaticano, che aveva incluso l’incontro con prigionieri di guerra russi rinchiusi a Zalhid-1, vicino a Leopoli. Esperienza che il cardinale Zuppi dovrebbe ripetere nell’imminente viaggio a Mosca previsto entro la fine di settembre.