Contemplare il dono della vita ed avere a cuore la terra che la sostiene mentre il mondo gli sforzi dell’uomo vanno verso la guerra e la violenza. Il messaggio del Papa per l’XI Giornata Mondialedi Preghiera per la Cura del Creato, che sarà celebrata martedì 1° settembre 2026, sul tema “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4), parte dagli insegnamenti del Concilio Vaticano II per stigmatizzare la guerra.
“L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale,- scrive il Papa- inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti”.
Distruzione fisica e morale dell’uomo che richiedono conversione perché “è il cuore umano il luogo in cui si svolgono le lotte più profonde e in cui si rivela la nostra condizione decaduta. Esso, oltre che la sede delle emozioni, è il centro della persona, in cui convergono ragione, desiderio, volontà e coscienza. È lì che combattiamo con le voglie contraddittorie che ci abitano, amore e indifferenza, verità e illusione, giustizia e ingiustizia”. E dal cuore dell’uomo si deve ripartire, perché “quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine”.
Leone XIV cita Benedetto XVI che “ci ha ricordato che «i deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi»”
Rinnovare i cuori e trasformare ciò che è male in vita. Non basta un cambiamento esteriore, serve una conversione profonda. E “il Signore non ci lascia privi dei mezzi di guarigione e di trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il Dio della pace ci dona la forza di guarire, riconciliare e costruire una civiltà dell’amore”.
