I primi nove venerdì del mese

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“A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.”
Con queste parole, rivolte a S. Margherita Maria Alacoque, Gesù ha promesso la salvezza eterna dell’anima a coloro che faranno questa pia pratica, il cui valore è quello di indicare nell’Eucaristia la sua divina presenza come Salvatore e Redentore del genere umano.
L’Eucaristia, infatti, è il dono per eccellenza del Cuore di Gesù, che si è addossato sulle spalle i peccati del mondo per espiarli al nostro posto e per nostro amore. Gesù mantiene le sue promesse, ma noi dobbiamo fare i primi nove venerdì del mese, non come una pratica da sbrigare, ma come un atto di amore crescente, che ci unisca più intimamente e Gesù, così come il tralcio è unito alla vite. Coltivando l’unione con Gesù, nel momento della morte sperimenteremo l’abbraccio della sua infinita misericordia e la gioia della vita eterna. I primi nove venerdì del mese vanno fatti per intero e consecutivamente, facendoli precedere dalla Confessione nel caso non fossimo in grazia di Dio. Essi devono essere uno spinta sulla via della salvezza, lungo la quale camminare con perseveranza. Molti però sono quelli che cedono alle debolezze della carne, alle illusioni del mondo e alle tentazioni del demonio. Gesù però non viene meno alla sua “Grande Promessa” e non mancherà di concedere la grazia della conversione a coloro che li avranno praticati.

Vostro Padre Livio