DALLA NIGERIA: Jean Paul Kayihura

 

 

Cari ascoltatori di Radio Maria, con un sentimento di gratitudine e di gioia, vi saluto sono Jean Paul Kayihura, coordinatore editoriale di Radio Maria nel continente africano. Con voi anch’io sono un grande ascoltatore di Radio Maria Italia e seguo il vostro zelo missionario, uno zelo che state manifestando adesso facendo tutto il possibile per fare nascere Radio Maria Nigeria proprio in quest’anno 2020. Infatti questo anno è già entrato nella storia come un anno della pandemia di Coronavirus, ma con il vostro sacrificio quest’anno potrà essere un anno dove potete portare una grande gioia in Nigeria, specialmente in Abuja. Per chi non lo sa, la Famiglia mondiale di Radio Maria ha voluto iniziare Radio Maria in Nigeria da circa venticinque anni. Io vado in Nigeria da circa undici anni, ci sono stati tanti ostacoli, ma recentemente è stato possibile acquisire la frequenza in Abuja. Adesso la Famiglia mondiale ha già finito completamente la riabilitazione della sede offerta per l’arcidiocesi di Abuja. Abbiamo già un prete direttore che ha già ricevuto la formazione a Erba e a Kibeho e in poche parole siamo pronti per lanciare effettivamente questa importantissima Radio in un Paese che conta più di cinquanta milioni di cattolici. Cosa manca per iniziare? Mancano tutti i materiali, gli studi, i materiali radiofrequenza, gli studi mobili, l’impianto elettrico, i generatori e il materiale della cappella. Anche se i bisogni sono tanti, la cosa che conta è un tuo gesto di generosità, piccolo o grande per fare nascere questa Radio proprio quest’anno. Il cardinale emerito di Abuja, mi diceva l’anno scorso così: «L’esperienza ha dimostrato che in questo momento la radio è un mezzo più accessibile a maggiore numero di persone. Radio Maria nella nostra arcidiocesi sarà sicuramente un grande impulso per i nostri sforzi di evangelizzazione». E durante questo periodo di pandemia dove abbiamo le Radio Maria in Africa, la Chiesa riesce a continuare la sua opera di evangelizzazione tramite Radio Maria. Ma dove non c’è Radio Maria, come in Abuja, gli ostacoli pastorali si sono moltiplicati. In Nigeria c’è la pandemia di Coronavirus come ovunque al mondo, ma hanno anche un’altra pandemia di Boko Haram che uccide spesso i cristiani. Contro il vento dell’odio Radio Maria Nigeria sarà utile per proporre la cultura della pace. Su questo tema di pace, il cardinale mi diceva: «La Chiesa cattolica ha una dottrina sociale che in grande parte è tenuta segreta nel nostro mondo, vale a dire la sua Buona Notizia che non stiamo diffondendo a sufficienza». Poi il cardinale aggiunge che anche tra le Chiese cristiane, la Chiesa cattolica ha la dottrina era idee più elaborate e praticabili sulla cooperazione e il dialogo interreligioso, sulla convivenza pacifica, sulle buone relazione interne etniche. Quindi, cari ascoltatori, con l’arrivo di Radio Maria in Abuja, sarà possibile diffondere questi buoni insegnamenti e buone esperienze per promuovere la cultura della pace e della riconciliazione in Nigeria. Il cardinale pensa anche che Radio Maria avrà tanti ascoltatori per il semplice motivo che Radio Maria è una radio che parla sempre di pace, di riconciliazione, di perdono reciproco. Una radio così piace sempre alla gente di ascoltarla. Secondo la mia esperienza personale di circa sedici anni di Radio Maria, ho notato che veramente in Africa Radio Maria dà un contributo immenso nel creare ponti di pace, la cultura della non violenza. Potrei citare anche alcuni esempi: in Sierra Leone, in Ruanda, in Repubblica Democratica del Congo, in Burundi. E sono convinto che questo avverrà anche in Nigeria. Concludendo, cari ascoltatori, vi chiederei di essere protagonisti tutti per questo progetto di Abuja perché si tratta di costruire la prima fondazione di un progetto immenso. Infatti Radio Maria in Abuja aiuterà in un prossimo futuro a coordinare le sottostazioni in altre quattro province ecclesiastiche in Nigeria. Durante questo mese mariano vi invito quindi a essere generosi dando un fiore alla Madonna e con la tua offerta data nella gioia, la Regina della pace potrà portare alla luce del Vangelo, del suo Figlio Gesù, a tanti milioni di persone ogni giorno in Abuja, in Nigeria. Vi ringrazio di cuore.