Risultati scientifici della Commissione Medica “Medjugorje 3” del 1998

Su richiesta dell'ufficio parrocchiale di Medjugorje è stata condotta una ricerca psicofisiologica e psicodiagnostica sui soggetti che dal 1981 sono noti come i veggenti. Eccone i risultati principali.

La Terza Commissione Medica del 1998, conosciuta anche come “Medjugorje 3” è stata così denominata perchè, oltre alle singole ricerche mediche e psicologiche, prima di questo studio hanno lavorato due gruppi di lavoro: un primo gruppo di medici francesi nel 1984 ed un secondo gruppo di medici italiani nel 1985. Inoltre nel 1986 tre psichiatri europei hanno condotto ricerche esclusivamente psichiatrico-diagnostiche.

La ricerca è stata condotta in quattro fasi:

Le quattro fasi della ricerca

  1. 22 e 23 aprile 1998 su Ivan Dragicevic, Marija Pavlovic e Vicka Ivankovic
  2. 23 e 24 luglio 1998 su Mirjana, Vicka e Ivanka
  3. Su Jakov
  4. 11 dicembre 1998 su Marija

La prima analisi è stata eseguita il 22 e 23 aprile 1998 nella casa per gli incontri cristiani di Capiago Intimiano (Como), gestita dai padri devoniani. In questa occasione sono stati esaminati: Ivan Dragicevic, Marija Pavlovic e Vicka Ivankovic.

La seconda analisi è stata condotta il 23 e 24 luglio 1998 a Medjugorje. Sono stati esaminati Mirjana Soldo-Dragicevic, Vicka Ivankovic e Ivanka Elez-Ivankovic.

La terza analisi, esclusivamente psicodiagnostica, è stata condotta dalla psicologa canadese Lori Bradvica, in collaborazione con fra Ivan Landeka, su Jakov Colo.

La quarta valutazione psicofisiologica è stata eseguita l’11 dicembre 1998 nella stessa casa per gli incontri cristiani a Capiago Intimiano (Como) con Marija Pavlovic.

L’incompletezza delle ricerche psico-fisiologche è stata causata dalla parziale collaborazione di alcuni soggetti, i quali non si sono sottoposti a quanto richiesto dal gruppo di lavoro per motivi familiari o sociali oppure per riservatezza personale, sebbene fra Slavko Barbaric e fra Ivan Landeka li abbiano stimolati, senza esercitare alcuna influenza, ai programmi dei gruppi di lavoro.

Partecipanti al gruppo di lavoro Medjugorje 3

Al gruppo di lavoro Medjugorje 3 hanno preso parte:

  • Andreas Resch, teologo-psicologo dell’Istituto per la scienza di confine di Innsbruck, in qualità di coordinatore
    generale;
  • dott. Giorgio Gagliardi, medico, psico-fisiologo del Centro di ricerca sugli stati di coscienza di Milano, membro del
    consiglio della Scuola Europea Amisi di Milano e del centro di parapsicologia di Bologna;
  • dott. Marco Margnelli, medico psicologo e neurofisiologo del centro di ricerca sugli stati di coscienza, membro del
    consiglio della Scuola Europea Amisi di Milano e del centro di parapsicologia di Bologna;
  • dott. Mario Cigada, medico, psicoterapeuta ed oculista, membro del consiglio della Scuola Europea Amisi di Milano;
  • dott. Luigi Rovagnati, neurochirurgo, assistente di neurochirurgia, Università di Milano, membro del consiglio della
    Scuola Europea Amisi di Milano;
  • dott. Marianna Bolko, medico psichiatra e psicoanalista, docente presso la scuola di specializzazione in psicoterapia
    dell’Università di Bologna;
  • dott. Virginio Nava, psichiatra, primario di psichiatria dell’ospedale di Como;
  • dott. Rosanna Costantini, psicologo, docente presso la facoltà Auxillium di Roma;
  • dott. Fabio Alberghina, medico internista;
  • dott. Giovanni Li Rosi, medico ginecologo presso l’ospedale di Varese e specialista in psicoterapia ipnotica all’Amisi
    di Milano;
  • dott. Gaetano Perriconi, medico internista dell’ospedale FBF di Erba, Como;
  • prof. Massimo Pagani, medico internista, professore di medicina interna presso l’Università di Milano;
  • dott.ssa Gabriella Raffaelli, segreteria scientifica;
  • Fiorella Gagliardi, segretaria, assistente della comunità.

Test psico-fisici e psicologici eseguiti

Grazie ai test di seguito elencati sono state analizzate la situazione psico-fisica e psicologica:

  • anamnesi personale
  • anamnesi medica
  • MMPI, EPI, MHQ, prova dell’albero, test della personalità, matrice di Ravenov, test di Rorschachov, test della mano,
    test della verità e della bugia secondo Valsecchi;
  • visita neurologica
  • poligrafia computerizzata (attività elettrica della pelle, pletismografia, attività capillare periferica e frequenza cardiaca,
    pneumografia diaframmatica ed ossea) durante le apparizioni, nel momento del ricordo, nelle apparizioni con l’ipnosi e
    durante la visualizzazione;
  • registrazione dinamica della pressione arteriosa (Holter)
  • ecg e respirogramma (Holter)
  • riflesso pupillare (fotomotorio)
    riprese video
  • fotografie

Durante tutte le prove eseguite i veggenti hanno sempre deciso in piena libertà, prontamente e collaborando.

Conclusioni della ricerca

Da tali ricerche psicologico-diagnostiche emerge quanto segue:

  1. In un arco di tempo di 17 anni, dall’inizio delle loro esperienze di apparizione, i soggetti non hanno mostrato sintomi
    patologici come ad esempio estasi, disturbi dissociativi o di perdita del contatto con la realtà.
  2. Tutti i soggetti esaminati, tuttavia, hanno mostrato sintomi che sono legati a reazioni di stress giustificato derivante da
    un grande stimolo emotivo esogeno ed endogeno, conseguenza della vita quotidiana.
  3. In base alle loro testimonianze personali è emerso che l’iniziale e successivo cambiamento dello stato di coscienza è
    determinato da circostanze insolite che essi solo conoscono e che definiscono come visioni/apparizioni della Madonna.
  4. L’esame psichiatrico e psicologico sulle persone, che aveva come obiettivo quello di definire le caratteristiche personali
    più significative, non può essere reso noto poiché appartiene alla sfera privata.

La valutazione psico-fisiologica è stata condotta in quattro diversi stati di coscienza (veglia, stato di coscienza alterato -ipnosi con provocazione di estasi), visualizzazione di immagini mentali e stato di coscienza alterato (definito come estasi delle apparizioni).

L’obiettivo era quello di valutare se la condizione di estasi durante le apparizioni, registrata già nel 1985 dal gruppo di lavoro di medici italiani, fosse ancora presente o se fossero intervenuti dei cambiamenti. Inoltre si sono volute analizzare le possibili coincidenze/divergenze con altri stati di coscienza come ad esempio la visualizzazione indotta o l’ipnosi.

Le ricerche condotte hanno dimostrato che i fenomeni di estasi possono essere associati a quelli del 1985, con un’intensità minore. L’esame ipnotico dello stato di estasi non ha causato una fenomenologia di esperienze spontanee e pertanto si può concludere che la condizione estatica nelle apparizioni non sia una condizione di sonno ipnotico.

 

Capiago Intimiano, 12-12-1998

Sottoscritto da Andreas Resch, Dott. Giorgio Gagliardi, Dott. Marco Margnelli, Dott.ssa Marianna Bolko e Dott.ssa Gabriela Raffaelli.