Buongiorno, mi chiamo Padre Aleksey e sono il direttore di Radio Maria Ucraina. Adesso mi trovo nello studio di Radio Maria a Kyiv dove abbiamo la sede centrale, poi abbiamo una sede a Ternopil. Mi è stato chiesto di raccontare come vive Radio Maria adesso in questo tempo di guerra. Praticamente tra qualche mese saranno quattro anni di guerra. Radio Maria esiste, qui in Ucraina non si è interrotto il suo lavoro neanche per un minuto, nonostante tutti i problemi.
Le torri radio televisive sono state distrutte, in alcune città non c’è stata Radio Maria per qualche giorno però, alla fine, siamo sopravvissuti. Purtroppo, la guerra non è finita, non sappiamo cosa succederà domani. Che cosa sta facendo Radio Maria in questo tempo? Anzitutto il suo primo compito è quello di stare con gli ascoltator; questa è la mia esperienza dopo questi quattro anni. Potremmo fare tante cose, potremmo invitare i sacerdoti e i vescovi, ma la cosa più importante è stare insieme ai nostri ascoltatori. Tanta gente dice: “quando accendo Radio Maria, vuol dire che tutto è a posto, il Signore Dio non mi ha lasciato, continua a parlare con me attraverso Radio Maria”.
Tanti nostri ascoltatori dicono che ogni mattina, la prima cosa che fanno è accendere Radio Maria perché se Radio Maria funziona vuol dire che è tutto a posto, si può continuare la vita. Abbiamo cercato di stare sempre accanto agli ascoltatori, in diversi modi. Cerchiamo di pregare insieme a loro, di parlare della vita, della guerra, visto che tanta gente soffre tantissimo. Tanti nostri ragazzi, che prima erano volontari di Radio Maria, adesso sono nell’esercito a combattere per l’Ucraina, per la nostra libertà. Tante nostre mamme e nonne soffrono perché i loro figli e nipoti sono nell’esercito, sotto le bombe.
Questa è la nostra esperienza e la cosa più importante che possiamo fare è pregare insieme con loro. Cerchiamo di dare qualche speranza, di dare la speranza che per Dio non ci sono cose impossibili. Dal punto di vista umano la pace sembra impossibile, ma con Dio tutto è possibile. Quando parlo con i nostri vescovi, sacerdoti, con i nostri ospiti cerco di dire: “provate a dare la pace”. Anche se a volte è davvero difficile perché i nostri collaboratori di Radio Maria sono proprio sotto gli attacchi; anche sul tetto della nostra radio sono cadute parti di missili. Anche noi viviamo sotto stress, ma nonostante questo cerchiamo di dare la pace, cerchiamo di dare la speranza e di stare con i nostri ascoltatori. Adesso che ho la possibilità di pregare con voi chiedo una preghiera per la pace per il popolo ucraino.




