portare il Vangelo di Gesù, nostro Salvatore e il messaggio della Regina della Pace in ogni continente. Radio Maria può farlo solo con l’aiuto di voi ascoltatori.
“…Un fiume d’amore scorra tra la gente piena di odio e senza pace….”
Regina della Pace- Medjugorje 25/2/1995
“Sono Monsignor Willy Ngumbi Ngengele, vescovo di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.
Innanzitutto, saluto tutti gli ascoltatori di Radio Maria in Italia. Auguro loro tutte le grazie del Signore in questo tempo dell’Anno Giubilare della Speranza. Vorrei condividere con voi la mia esperienza dei benefici di Radio Maria nella nostra Diocesi. Nella Diocesi di Goma, Radio Maria è uno strumento di evangelizzazione molto importante. È molto utile per noi, per il lavoro pastorale che svolgiamo, soprattutto in un contesto di conflitto. Radio Maria è molto popolare a Goma presso tutta la popolazione. Anche i credenti di religione musulmana.
I musulmani ascoltano Radio Maria e sono molto contenti delle informazioni e del messaggio evangelico che trasmette. Perché Radio Maria è uno strumento per costruire la pace, uno strumento per la riconciliazione tra i popoli, uno strumento per annunciare la giustizia e la fraternità, annunciare un mondo d’amore, l’amore di Dio, l’amore del prossimo come ci insegna la Chiesa cattolica. Ho ricevuto numerose testimonianze da musulmani, ma anche da altri cristiani di chiese revivaliste e di altre chiese come protestanti, anglicani e luterani, per i benefici che hanno tratto dall’ascolto di Radio Maria. Radio Maria ci invita davvero a costruire un mondo fraterno, un mondo di giustizia e pace. Di tanto in tanto, organizziamo dibattiti e persino programmi condotti da leader di varie chiese e religioni su Radio Maria, proprio per lavorare insieme per costruire un mondo fraterno, per lavorare insieme per combattere il tribalismo nella nostra regione, per lavorare insieme per combattere l’odio tra individui e tra popoli nella nostra regione.
Ecco perché, come vescovo, pastore di questa Chiesa che si trova a Goma, vorrei davvero ringraziare Radio Maria, la Famiglia Mondiale di Radio Maria per averci permesso di avere questo strumento di evangelizzazione, questo strumento per annunciare il Vangelo, il Vangelo di Cristo, il Vangelo della pace e della riconciliazione nella nostra regione. Abbiamo quindi un progetto importante nella nostra diocesi, perché ogni volta che vado in visita pastorale nelle varie parrocchie della diocesi, i cristiani mi dicono in alcune parrocchie che non ricevono Radio Maria, ma sentono molto bene che Radio Maria fa dalle testimonianze di altre chiese e di altri cristiani. Ecco perché abbiamo questo progetto per poter estendere il segnale di Radio Maria in modo che possa essere captato e seguito in ogni angolo della nostra diocesi di Goma. Abbiamo questo progetto ed è un progetto che ci sta molto a cuore, affinché Radio Maria rimanga uno strumento per costruire pace, riconciliazione, fraternità e amore nella nostra diocesi.
Per questo vorrei semplicemente lanciare questo appello affinché possiate aiutarci in un modo o nell’altro a trovare il modo di estendere il segnale di Radio Maria in modo che possa raggiungere l’intera diocesi di Goma, affinché il messaggio del Vangelo possa arrivare ovunque. Come sapete, a causa della guerra, a causa dei conflitti interetnici che abbiamo tra noi, ci sono luoghi, ci sono angoli della diocesi dove io non posso arrivare come vescovo, ma Radio Maria sì. Anzi, mi precede ovunque ogni volta che devo visitare la nostra diocesi. In ogni caso, Radio Maria è la voce che porta il Vangelo, il Vangelo della pace, il Vangelo dell’amore, della fraternità e della giustizia ovunque, in ogni angolo della nostra diocesi, ma volevamo che questa radio fosse ascoltata ovunque, anche negli angoli più remoti della diocesi, affinché la gente possa sentire Radio Maria. Quindi vi chiedo di aiutarci affinché questo progetto di estensione del segnale di Radio Maria possa essere efficace nella nostra diocesi. Vi ringrazio in anticipo per l’ascolto e per la vostra generosità verso Radio Maria Goma. Grazie.”













