Buongiorno, mi chiamo Padre Aleksey, sono il direttore di Radio Maria Ucraina. Allora siamo nel nostro studio. Oggi è Venerdì Santo, giorno della morte del nostro Signore. Ma già siamo ad aspettare la Pasqua. Proprio davanti a me c’è questo agnello, un dolce speciale. La nostra suora che lavora qui a Radio Maria, suor Lucina, ha fatto questo dolce, però oggi non si può mangiare, si mangia proprio nel giorno della domenica. Questa è una tradizione ucraina.
Allora mi hanno chiesto di raccontare un po’ la situazione in Ucraina, la situazione in Radio Maria Ucraina. Quindi vorrei cominciare dall’Ucraina. Purtroppo, già abbiamo tre anni di guerra. Non abbiamo pensato che sarebbe stato così lungo, così difficile, con tanta sofferenza. Però questi anni che il Signore ci ha dato, questa è la nostra croce. Proprio questa settimana, questa Settimana Santa, posso dire anche le mie esperienze, in questi tre anni sì, certo c’è stata tanta sofferenza, personalmente per me, ma questa settimana proprio mi sentivo ucciso e anche crocifisso, perché provengo non da Kiev, dove c’è Radio Maria, provengo dalla città che si chiama Sumy, vicino alla Russia, e proprio Domenica delle Palme, proprio all’ inizio della Settimana Santa, alla mattina alle 10:30, quando tutta la gente andava alla chiesa, proprio al centro della mia città ci sono tante chiese, c’è la chiesa cattolica, ortodossa, ci sono protestanti, proprio due missili russi, proprio dalla Russia sono venuti, tanta gente è stata uccisa.
Proprio in quel momento, su questa strada centrale andava un pullman e proprio praticamente tutti quelli che erano dentro di pullman sono stati uccisi. Più di 30 uccisi, anche bambini, tanti feriti, più di 100. Non lo so, questa Domenica delle Palme proprio per me è stato Venerdì Santo. Per me Gesù è stato crocifisso prima anche, prima di Venerdì Santo, proprio nella mia propria città.
Tanta sofferenza. Spero che la settimana prossima, dopo la Pasqua, vado alla città mia. Grazie a Dio proprio i nostri parrocchiani, i miei amici, i vicini sono vivi, però la gente è davvero scioccata perché proprio è stata colpita la gente normale, non solo militari. Anche oggi, Venerdì Santo, proprio alla mattina un altro colpo su un’altra città che si chiama Kharkiv, anche di là, sono state uccise delle persone. Non lo so, tante queste conversazioni di pace in Ucraina, però in questi ultimi due mesi più morti che prima, più civili morti. È ovvio quando sono feriti o uccisi soldati militari, questa è la guerra, ma quando muoiono i bambini, le donne, la gente civile, questa è una tragedia.
Quindi, tutta Ucraina vive. I nostri ascoltatori domenica, lunedì, quando abbiamo parlato di questo, hanno pianto, hanno pianto proprio in diretta in tutti i nostri programmi di Radio Maria. Questa è la situazione. Però, questo anno è l’anno di speranza, l’anno del Giubileo. La cosa che il Signore ci insegna è di credere, di avere la speranza, perché non lo sappiamo quando finisce la guerra, non lo sappiamo, forse presto, forse ancora tre anni, non lo sappiamo, però c’è la speranza.
Nella mia esperienza, le cose che la nostra gente, i nostri ascoltatori hanno bisogno, hanno bisogno di avere una luce in queste tenebre, una speranza. La cosa che diciamo anche con i nostri conduttori, con i nostri volontari: “provate”. Anche se è difficile dare questa speranza. A volte sembra che questo è impossibile, perché quando tu, tu stesso hai una tenebra dentro, il tuo cuore è spezzato, sembra che non è possibile, però sempre quando siamo al microfono il Signore ci dà lo spirito, lo spirito per parlare, per parlare, per dare questa speranza. Questo è importante, questo è un anno giubilare qui in Ucraina.
Quando abbiamo avuto l’incontro con le Radio Maria Europee qualche settimana fa, tanti sacerdoti, anche presidenti, mi hanno chiesto: “Ma quando finisce la guerra?” Non lo sappiamo. Purtroppo, non lo sappiamo. Abbiamo sentito tante predicazioni, tante profezie sulla durata di questa guerra, però non lo sappiamo. L’unica cosa che proprio il Signore ci dà a capire, se dobbiamo parlare della speranza in Radio, dobbiamo parlare di Gesù Cristo, del suo amore, a questa gente che soffre. Anche in questo Venerdì Santo, dove c’è il Signore, soffre insieme con noi. Queste cose abbiamo imparato.
L’altra cosa è certo che l’Ucraina è pronta a difendere sé stessa, perché abbiamo visto questa crudeltà, abbiamo visto tanti morti qui vicino a Kiev, quando i russi sono venuti qui, abbiamo visto questi bambini uccisi e quindi l’unica cosa che possiamo fare adesso è pregare e difendere la nostra patria. Vogliamo finire questa guerra, l’Ucraina vuole la pace, però è difficile parlare con quella gente che proprio vuole conquistare il nostro Paese. Questa è la nostra esperienza. Queste sono le cose che dobbiamo difendere, la nostra libertà, la nostra patria, la nostra fede. Vogliamo finire le guerre.
Adesso vorrei fare anche gli auguri di Pasqua. Quando c’è stata la Seconda guerra mondiale, in Ucraina, tutti dicevano: “Cristo è risorto!” E la risposta era “risorge anche l’Ucraina”. Speriamo che con la Resurrezione di Cristo risorga anche la nostra patria da tutte queste tenebre, da morte, da questa crocifissione che adesso abbiamo.
Grazie a voi, grazie per la vostra preghiera, grazie per il vostro aiuto e il Signore vi benedica.




