Vita (libera) da vaccinati: come Israele, Stati Uniti e Gran Bretagna escono dalla pandemia

Nel mondo 68 milioni di persone sono immunizzate e oltre 312 milioni hanno ricevuto la prima dose. Ecco come tre Paesi stanno tornando alla normalità, con prudenza

Usa, gli scienziati contrari ad allentare i divieti ma 13 Stati li tolgono

Negli Usa le regole anti pandemia sono fissate Stato per Stato. L’istituzione federale, Centers for disease control and prevention (Cdc), può solo indicare «le linee guida», semplici raccomandazioni per i cittadini americani.

L’8 marzo il Cdc ha pubblicato sul suo sito le istruzioni per chi è stato «completamente vaccinato», cioè per chi ha ricevuto due dosi del siero Pfizer o Moderna oppure una di Johnson & Johnson. Non è affatto un «liberi tutti». Secondo gli scienziati di Atlanta, i 31, 4 milioni di immunizzati (il 9,5% della popolazione) potranno togliersi la mascherina solo in un caso: piccoli ritrovi in casa con altre persone, che siano vaccinate o meno. Per tutto il resto non cambia nulla. Il Cdc invita a proteggersi sempre naso e bocca; lavarsi le mani; mantenere il distanziamento sociale; evitare «assembramenti» in locali chiusi o comunque raduni di massa; rinunciare ai viaggi sul territorio nazionale o all’estero. Vincoli ancora molto stringenti, dunque. Perché? Due motivi: «Non sappiamo ancora se chi è vaccinato possa comunque trasmettere il virus agli altri»; «stiamo studiando se i vaccini siano efficaci contro le varianti del Covid». Ma negli Stati Uniti l’ultima parola spetta alla politica.

Proprio oggi, mercoledì 10 maggio, in Texas entra in vigore l’ordinanza del governatore, il repubblicano Greg Abbott: via l’obbligo di mascherina per tutti, vaccinati o non. Altri 12 Stati hanno fatto la stessa cosa e altri ci stanno pensando, nonostante il parere contrario dei medici. (Giuseppe Sarcina)

Regno Unito, le quattro tappe per uscire dal tunnel

«Abbiamo fatto il primo passo sul cammino irreversibile verso la libertà», ha proclamato lunedì Boris Johnson: perché lo straordinario successo del programma di vaccinazione britannico – il più avanzato al mondo in un grande Paese – ha consentito a Londra di avviarsi verso l’uscita definitiva dalla pandemia.

Non sono state introdotte esenzioni particolari per chi è stato già vaccinato, anche se ormai si tratta del 30 per cento della popolazione (il 40 per cento degli adulti): ma il programma di immunizzazione di massa ha consentito di avviare il superamento del lockdown, che qui è stato imposto ai primi di gennaio e che Johnson promette sarà l’ultimo.

Dunque lunedì hanno riaperto le scuole e gli ospiti delle residenze per anziani, isolati ormai da un anno, potranno finalmente ricevere un visitatore designato: qui la vaccinazione è stata somministrata rigorosamente per fasce di età e dunque adesso gli ultrasettantenni sono quasi tutti immunizzati.

Dal 29 marzo sarà possibile per tutti incontrarsi all’aperto, dunque anche nei giardini di casa, in gruppi di sei persone ; dal 12 aprile riapriranno negozi, parrucchieri e ristoranti all’aperto; dal 17 maggio gli hotel e tutti i ristoranti; e infine il 21 giugno ci sarà il «liberi tutti».

Il governo sta considerando l’introduzione di «patentini vaccinali», per consentire piena libertà a chi è immunizzato: ma è un’idea che suscita forti resistenze, perché considerata da molti discriminatoria e lesiva delle libertà individuali.

 

Le bancarelle nelle stradine dietro al mercato di Tel Aviv sono tornate dopo mesi. Come ogni martedì e venerdì. Resta l’obbligo di girare con la mascherina tra i vasi fatti a mano, i taglieri di legno esibiti da un artigiano sceso dalle colline della Galilea, il miele prodotto nei boschi attorno a Gerusalemme. Resta pure il controllo della temperatura – una barriera rimovibile a creare il percorso obbligato – anche se da due giorni non sarebbe più previsto.

Domenica i ristoranti hanno registrato migliaia di prenotazioni: chi vuole mangiare all’interno deve dimostrare con un certificato di avere ricevuto la seconda dose di vaccino da almeno una settimana o di essere guarito dal Covid-19 (vale anche per palestre, cinema o teatri). Tutti possono consumare di fuori, con una distanza di due metri tra i tavoli. Gli amici o i famigliari ci arrivano insieme: il governo ha cancellato le limitazioni al numero di persone che possono viaggiare in un’auto privata. Nei locali è possibile togliere la mascherina solo quando si è seduti, si sta mangiando o bevendo.

Fra due settimane il Paese torna a votare per la quarta volta in due anni. Il premier Benjamin Netanyahu annuncia che il «peggio è ormai alle spalle», che le famiglie israeliane potranno riunirsi per la sera di Seder a celebrare la Pasqua ebraica: l’ipotesi è di innalzare entro il 27 marzo il limite per i ritrovi in casa, che oggi è di 20 persone, e tranquillizzare sulla necessità o meno di portare protezioni in un incontro con persone immunizzate e categorie non a rischio. Di permettere gli abbracci tra nonni e nipoti.(Davide Frattini)