Via Colombo dalle scuole di New York. Sindaco “ignaro”

Sicché anche New York cancella il Columbus Day dalle sue scuole, la giornata dedicata alla scoperta dell’America e celebrata il secondo lunedì di ottobre a livello federale. E’ stata sostituita dalla Giornata dei Popoli Indigeni. Il sindaco De Blasio ha fatto poi marcia indietro e la festa è diventata anche Giornata del Patrimonio Italiano. Ma Colombo è comunque scomparso.

Sicché anche New York cancella il Columbus Day dalle sue scuole, la giornata dedicata alla scoperta dell’America e celebrata il secondo lunedì di ottobre a livello federale. E’ stata sostituita dalla Giornata dei Popoli Indigeni, come ha annunciato con un tweet il locale Dipartimento per l’Istruzione. Poi lo stesso Dipartimento si è corretto a stretto giro di posta e ha chiamato la nuova festività con un doppio nome: “Giornata del Patrimonio Italiano/Giornata dei Popoli Indigeni”. Il perché di questo repentino cambiamento è interessante da scoprire ed è rivelatore del clima che si respira nella politica americana divisa fra cause identitarie.

Il Columbus Day era stato sostituito per la prima volta con la Giornata dei Popoli Indigeni nel 1992, nell’università di Berkley, San Francisco, quella del ’68 americano. La decisione era stata presa in occasione del 500mo anniversario della scoperta dell’America, facendo propria una causa indigenista che stava maturando da anni, in tante sedi internazionali, fra cui l’Onu, organizzazioni sovranazionali latino-americane, oltre che nelle organizzazioni non governative di nativi americani. Dopo la prima sostituzione, nel corso degli anni ben 14 Stati, tutti a guida democratica, hanno sostituito il Columbus Day con la nuova festività. Simbolicamente è un atto molto forte, perché ritiene Colombo come il “primo genocida” e i popoli indigeni come vittime della colonizzazione europea. Come già abbiamo scritto su queste colonne, a Philadelphia la comunità italiana si è però opposta alla sostituzione della festività e ha fatto causa al comune. Il Columbus Day è infatti anche il giorno dell’orgoglio della comunità italiana.

A New York, sia il sindaco (Bill De Blasio) che il governatore dello Stato (Andrew Cuomo) sono entrambi di origine italiana. Ma, per ideologia, evidentemente non si sono opposti alla cultura della sostituzione. Così, nel presentare il calendario scolastico dell’anno 2021-22, il Dipartimento dell’Istruzione ha presentato le nuove festività. Non saranno contenti gli scolari e gli studenti per la prima novità post-Covid: preso atto che si possono anche tenere lezioni a distanza, come si è fatto in tutti i mesi di pandemia, le lezioni non saranno più sospese, neanche in caso di forti nevicate e freddo estremo. Niente più vacanze a causa del mal tempo. Nessuno ha avuto da ridire, giustamente, sull’introduzione della festa del Juneteenth (19 giugno) che celebra l’abolizione della schiavitù nel 1865. Ma sul cambio di nome al Columbus Day, i rappresentanti della comunità italiana non sono rimasti con le mani in mano. Joe Borelli, consigliere comunale repubblicano di Staten Island ha massacrato il provvedimento con una dura risposta: «Non c’è niente di male a celebrare la Giornata dei Popoli Indigeni, ma farlo a spese di una festa che celebra la cultura e la storia degli italo-americani è un insulto. Farlo, poi, in silenzio aggiunge solo codardia, ora sistematicamente mostrata dalla sinistra woke”, dove il neologismo “woke” (vigilante e consapevole) è usato dagli alfieri della causa antirazzista. Altri senatori dello Stato di origine italiana si sono uniti al coro di proteste. Così, nella successiva comunicazione del Dipartimento, la giornata è stata ribattezzata con il suo doppio nome: Giornata del Patrimonio Italiano/Giornata dei Popoli Indigeni.

Il sindaco di New York, Bill De Blasio si dice completamente all’oscuro della decisione del Dipartimento. A detta sua, è un processo messo in moto sotto il precedente segretario all’Istruzione, Richard Carranza, sostituito il 15 marzo da Meisha Ross Porter. «Non mi hanno informato, come avrebbero dovuto. E non hanno nemmeno informato lei (la Porter, ndr). Non è questo il modo di lavorare», lamenta il sindaco di origine italiana. Angelo Vivolo, presidente dell’associazione Columbus Heritage Coalition, definisce “non credibili” le scuse di Bill De Blasio. Si tratterebbe di una marcia indietro dovuta alla levata di scudi di una delle comunità italiane più grandi d’America, quindi?

Vittoria italiana, almeno in questa partita, ma non completa. Riconoscere la scoperta dell’America è un conto, celebrare l’eredità e il patrimonio della comunità italiana è un altro. Gli italiani sono uno dei popoli europei che hanno colonizzato il Nuovo Mondo, emigrandovi e insediandovisi. La scoperta dell’America è invece l’inizio di una nuova era. Ed è proprio questo inizio che si vuol negare. La cancel culture imperante negli Usa non vuole ammettere che la colonizzazione europea e cristiana del continente americano abbia dato il via a uno sviluppo senza precedenti. Gli stessi studenti e movimento sociali che combattono per il riconoscimento dei popoli indigeni, sono essi stessi un prodotto della cultura europea, anche se ora tendono a vergognarsene.