Ve lo dico io dove va mandato questo governo

Ci prendono in giro sui soldi e sulle paritarie. Siamo così messi male in questo sabato santo in cui Gesù Cristo scende a condividere anche il nostro piccolo inferno nazionale, che ieri mi è arrivato il grido di dolore di un esponente delle nostre care scuole popolari. A quanto pare, le uniche escluse – insieme a mafia e camorra, almeno ufficialmente – dai provvedimenti del “Cura Italia. «In Italia da settembre non esisterà più, di fatto, un vero pluralismo educativo; insomma siamo ormai vicini come pseudo-libertà educativa alla Corea del Nord».

Siamo chiusi in casa e vediamo volare numeri come rondini che non si capisce se fanno primavera o no. Quattrocento milioni annunciati da Giuseppi due settimane orsono che nessuno ha ancora capito dove siano finiti. Quattrocento miliardi l’altro ieri, sempre annunciati dal capo del governo, diventati nel giro di un’ora oggetto del contendere su chi dovesse decidere tra piddini e grillini a chi e come destinarli, e controllare chi e come li destina, e insomma burocrazia, codici degli appalti, Corte dei conti, ma dov’è finito Cantone? E occhio all’elenco dei ministri del Governo Conte, non c’è n’è uno, non uno, che non venga da un posto sotto Roma.

(Inciso: non per essere un prepotente del Nord, ma come fa un governo nazionale ad escludere dalle proprie fila la rappresentanza di anche uno, uno solo! politico non diciamo di Bressanone, ma di tutto quanto è Italia da Roma a Trieste?).

Ma tornando ai soldi che volano e al punto di Pil che se ne va ogni mese che l’Italia resta chiusa (Confindustria). Adesso Giuseppi “very very happy” come lo ha twittato Trump (che non mi ricordo se era proprio un eroe del Pd), sventola mi pare 500 miliardi. Che non ho capito se è un assegno circolare della Merkel, uno scoperto del Mes, o una presa per i fondelli di una finlandese resa celebre da Berlusconi. Quelli in Europa parlano di mettere mille miliardi nel piatto della crisi continentale. E a noi italiani ne regalerebbero la metà? Maddai! Che poi, come dice la tedesca Die Welt, finiscono a essere gestiti da mafia e camorra?

(Altro inciso: ah, vi siete indignati voi del governo e stampa alleata perché continuano a trattare l’Italia con quel fetido stereotipo dello “spaghetti&mafia”? Ma asini che non siete altro, chi è che, dal Fatto Quotidiano in giù, dalle fiction di Camilleri alle eneidi gomorristiche di Saviano, racconta e presenta l’Italia all’estero così, come una latrina di banditi e corrotti al “sole mio”? Perciò, che scusa volete che accampino per non scucire soldi all’Italia se non il logico e conseguente “guardate cosa narrano gli stessi professionisti dell’antimafia italiani” – dice l’Olanda –  “se diamo soldi a Roma, poi i soldi li gestiscono mafia e camorra”. Perfetto. Ma non sono gli olandesi i razzisti. Siamo noi i pirla che ci facciamo rappresentare all’estero dai Saviano e Grasso, che sono poi la quintessenza del governo Conte).

Siamo così messi male in questo sabato santo in cui Gesù Cristo scende a condividere anche il nostro piccolo inferno nazionale, che ieri mi è arrivato il grido di dolore di un esponente delle nostre care scuole popolari. A quanto pare, le uniche escluse – insieme a mafia e camorra, almeno ufficialmente – dai provvedimenti del “Cura Italia”. Lodevolmente ne ha esternato il deputato Maurizio Lupi in un’interpellanza urgente al governo. Ma ovviamente non basta, come mi scrive il vicepresidente Fism, ente che associa le materne paritarie, facendomi partecipe di una accusa ben circostanziata a colleghi esponenti di area governativa.

«Oggi (ieri ndr) il Pd (il Governo Conte con la componente Pd nel Governo) si è reso complice della cancellazione della libertà di scelta educativa e dell’azzeramento – di fatto – della Legge Berlinguer (Legge 62/2000)».

E ancora:

«In Italia da settembre non esisterà più, di fatto, un vero pluralismo educativo; insomma siamo ormai vicini come pseudo-libertà educativa alla Corea del Nord».

Infine:

«Sarebbe stato sufficiente “parlare” al Presidente Conte spiegando, ad esempio, che 550mila bambini sono stati sino ad oggi accolti nelle scuole materne paritarie in tutti i Comuni d’Italia, dai più piccoli (dove in moltissimi casi erano – parlo ormai al passato – l’unica presenza per la fascia 3/6) ai più grandi e che in certe Regioni d’Italia (Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria) le scuole materne paritarie rappresentano oltre il 40/50% del servizio educativo complessivo per l’infanzia».

Conclusione:

«Amarezza, sconcerto, delusione, rassegnazione; questo siete riusciti oggi a provocarci e Vi assicuro che, in tutta Italia, le scuole paritarie e le famiglie non dimenticheranno questa umiliazione e questa Vostra leggerezza e superficialità. Cordiali saluti. Gianluigi Magaglio».

Certo che non dimenticheremo. E il primo prete, vescovo, cardinale che viene a parlarci bene del governo Conte e, di riffa o di raffa, di implicito o di esplicito, di ruffiano o di guascone, del Pd dei “poveri” e degli “immigrati”, come singoli cittadini e come cattolici popolari sapremo dove mandarli. Con cordiali saluti, a quel famoso paese, e con i loro famosi sermoni.