Vaticano, reti informatiche violate da un gruppo di hacker cinesi

La notizia è stata pubblicata dal New York Times. Gli attacchi sarebbero collegati ai colloqui diplomatici previsti a settembre fra la Santa Sede e Pechino

Hacker cinesi hanno violato le reti informatiche del Vaticano negli ultimi tre mesi. La rivelazione è del New York Times, in un articolo firmato da tre giornalisti di punta: David E. Sanger, Edward Wong and Jason Horowitz. Gli attacchi sarebbero stati messi a segno con modalità simili a quelle utilizzate in passato da pirati informatici accusati di essere finanziati dal governo di Pechino. Le azioni sono state rilevate e monitorate dagli esperti di sicurezza informatica di Recorded Future, società specializzata con sede a Somerville, in Massachusetts. In passato hacker cinesi avrebbero già raccolto informazioni grazie ad analoghi attacchi su gruppi di tibetani buddisti, uiguri musulmani e praticanti del Falun Gong al di fuori della Cina. E’ invece la prima volta che si ha notizia di un’attività di spionaggio informatico di questo tipo ai danni della Santa Sede. La rivelazione arriva in un momento particolarmente delicato nei già difficili rapporti fra il Vaticano e la Cina, visto che a settembre dovrebbero iniziare i colloqui per rivedere le norme sulla nomina dei vescovi e sullo status dei luoghi di culto, attualmente normate con un accordo provvisorio firmato nel 2018.

Le intrusioni informatiche, secondo quanto riferito dal New York Times, sarebbero cominciate all’inizio di maggio con un file-trappola su carta intestata ufficiale dell’arcivescovo Edgar Peña Parra e indirizzate alle autorità religiose cattoliche a Hong Kong. La lettera portava un messaggio del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano. Non è chiaro se la lettera sia stata falsificata o se si tratti di un documento reale che gli aggressori hanno ottenuto e poi collegato a un malware (software spia) per accedere ai computer degli uffici della chiesa di Hong Kong e ai server di posta del Vaticano.