Variante inglese, dpcm Natale, vaccino. Le ricerche degli italiani su Google

Per una comunicazione efficace sulla lotta al Covid, il governo cerchi di capire le domande che si fanno gli italiani Quali sono le domande e le perplessità maggiori degli italiani, per quel che riguarda Covid-19? Se lo si sapesse, si potrebbe forse rispondere nel modo giusto in termini di comunicazione, per evitare per esempio che la campagna vaccinale appena cominciata fallisca. Se lo si sapesse, forse la politica potrebbe reagire nel modo migliore di fronte alle paure delle persone, oltre a poter intercettare per tempo le reazioni alle proprie disposizioni e i problemi che ai governati stanno più a cuore. Se lo si sapesse, infine, forse tutti potrebbero farsi un’idea migliore di ciò che rende le persone perplesse, di quale informazione si cerca disperatamente, di quali dati c’è bisogno.

Ebbene, come molti sanno esiste un metodo semplicissimo attraverso cui è possibile fare un po’ di luce; non infallibile, non completo, certo, ma utile di sicuro. Si tratta di esplorare quali sono le ricerche che gli italiani hanno fatto nel tempo in merito al tema di interesse, in questo caso Covid-19; allo scopo, si può utilizzare uno strumento gratuito e di immediata comprensione, fornito da Google.

Dunque vediamo: se esaminiamo per esempio l’ultimo mese, troviamo che al primo posto la ricerca degli italiani in tema di Covid-19 si è accentrata sulla cosiddetta nuova variante inglese, a testimoniare la preoccupazione creata da una comunicazione (intenzionalmente diretta dalla politica) che definire irresponsabile, almeno nella sua fase iniziale, è un eufemismo. Tuttavia, è interessante notare come, immediatamente dopo, è la burocrazia a tenere impegnato il motore di ricerca in tema di Covid in Italia: le persone hanno cercato informazioni sulle autocertificazioni e sui divieti, le regole e le chiusure di Natale. Da un lato, è bene notare che tanti si sono informati; dall’altro, forse questo è anche il riflesso della complessità di un intricato sistema di regole e norme, che non trova riscontri in altri paesi, visto che se si cerca per lo stesso periodo per esempio ciò che ha interessato i cittadini britannici o quelli francesi, non si trova nulla del genere.

D’altra parte, se si restringe l’analisi alle ricerche effettuate negli ultimi 30 giorni in Italia, riguardanti più direttamente l’area della salute in tema di Covid-19, si nota come, non inaspettatamente, al primo posto troviamo la ricerca di informazioni sul vaccino. Non solo, tuttavia, in forma generica: si cercano in particolare informazioni sulle allergie indotte e su vaccino e gravidanza. Da questo, dovrebbe essere chiaro che, forse, la comunicazione istituzionale dovrebbe muoversi su tali temi, prima che lo facciano su larga scala i cospirazionisti e i negazionisti vari – i quali, peraltro, si stanno già dando molto da fare in proposito sui social forum.

Fa piacere tuttavia riscontrare che, fra i primi dieci temi ricercati, due riguardino la possibilità di prenotare il vaccino contro il Covid-19 (in Toscana e in generale); per il resto, le informazioni richieste riguardano la potenziale associazione di alcuni sintomi (come il mal di stomaco) e il Covid-19, a sottolineare il ruolo del dott. Google nelle case degli italiani, ed entro i primi 25 temi ricercati, anche le informazioni sui test diagnostici (un tema che rimane costante ormai da mesi e mesi).

Nei prossimi giorni, vedremo come evolverà questa richiesta di informazione che parte dal basso; e sarebbe forse il caso di giocare d’anticipo e utilizzare dati come questi, considerato che la comunicazione resta uno dei pilastri fondamentali non solo per la campagna vaccinale, ma anche per il contenimento dell’epidemia.