Vaccino, Sileri “Prima dose esclude ricovero”/ “Riaperture? Dopo anziani e fragili..”

Il punto sulla campagna vaccinale del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Dopo aver vaccinato anziani e fragili al via le riaperture”

Il confermato viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri, torna a parlare dei vaccini, e interpellato dai microfoni del programma radiofonico L’italia s’è desta su Radio Cusano Campus, sottolinea come già la prima dose sia fondamentale per ottenere una prima importante protezione: “Sapere che il vaccino ti protegge dalla malattia grave già con la prima dose è importante. Questo rende praticabile la via delle riaperture, perché una volta che sono protetti gli anziani e i fragili, la gente non muore più e ci sono meno ricoveri, diventa tutto fattibile”.

 

Per ora comunque non sono previste riaperture, ma come spiegato dallo stesso esponente del Movimento 5 Stelle, una volta che la vaccinazione raggiungerà una determinata quota di popolazione, a quel punto se ne potrà riparlare: “Si potrà ripartire con la vita quotidiana, ovviamente in un primo momento sempre con mascherine, distanza e tutte le accortezze del caso – aggiunge Sileri – se la scorta di vaccini che arriva è esigua a livello europeo, è chiaro che nascono maggiori problemi. Ora serve un cambio di passo. Avere più vaccini come accadrà già a marzo consentirà una vaccinazione più importante”.

SILERI: “BISOGNA ACCELERARE CAMPAGNA DI VACCINAZIONE”

E’ fondamentale quindi vaccinare il più possibile, a cominciare dalle fasce più a rischio come gli anziani e le persone già con patologie importanti: “Bisogna accelerare con la vaccinazione di anziani e fragili perché così avremo gli ospedali più vuoti e riusciremo a concentrare le cure su quei pochi pazienti che si ammaleranno in forma grave”. Sui contratti per i vaccini, Sileri si auspica un “boost”: “Noi dobbiamo migliorare i contratti per i vaccini, spingere le aziende a un prezzo più basso possibile. La produzione del vaccino Astrazeneca è no-profit, con un costo inferiore ai 3 euro. Bisogna lavorare per trovare una soluzione globale, le industrie devono fare accordi per una larga produzione al presso più basso, anche perché si tratta di vaccini che probabilmente dovranno essere modificati nel tempo. E’ necessaria un’azione globale”. Il problema attuale, al di là dei vaccini, restano comunque le varianti, a cominciare da quella inglese che sta facendo crescere a dismisura i nuovi casi: “Bisogna monitorare le varianti, laddove circolano di più queste varianti, i parametri cambiano e lì servono precauzioni maggiori. Sarà sempre più utile il meccanismo di ‘stop&go’ su base regionale, ma anche sub-regionale. Quindi massima precauzione e monitoraggio, chiusura laddove è necessario, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta”. Una mano, infine, potrebbe darla l’arrivo del caldo, così come già accaduto la scorsa estate: “Sono sicuro che con il progredire della vaccinazione e con l’arrivo della stagione più calda, la situazione migliorerà. Nel momento in cui avremo protetto il personale sanitario, anziani e fragili, la strada sarà in discesa. In Inghilterra calano i ricoveri ed i casi gravi, questo è dovuto al lockdown ma anche alla vaccinazione che sta avanzando. La stessa cosa accadrà progressivamente anche da noi”.