Vaccino AstraZeneca, la cautela di Aifa: «Prodotto efficace, più benefici che rischi»

Il direttore dell’agenzia: «Dobbiamo continuare a credere nel valore del vaccino AstraZeneca e fare una valutazione con tranquillità». I contatti con l’europea Ema, sulla stessa linea

«C’è solo un nesso temporale e non causale» fra la morte del militare di Catania e la vaccinazione con AstraZeneca, ricevuta poche ore prima. «In attesa di raccogliere maggiori elementi anche attraverso la risposta dell’autopsia», Aifa sospende (mantenendo la fiducia in una soluzione positiva) il giudizio sul caso che minaccia di compromettere il normale corso della campagna di immunizzazione col preparato dell’azienda anglo-svedese.

Il direttore dell’Agenzia del farmaco Nicola Magrini tende ad essere rassicurante: «Dobbiamo continuare a credere nel valore di questi vaccini, il rapporto fra il beneficio e il rischio resta favorevole. Bisogna considerare questi eventi con molta tranquillità e credere nella validità della campagna di profilassi. Il preparato di AstraZeneca è capace di prevenire la malattia e gli effetti gravi». Aifa ha dunque optato per una temporanea sospensione del lotto «fino a quando avremo elementi certi per escludere o confermare il nesso causale con gli episodi verificatisi in Italia». È la stessa prudenza raccomandata dall’ente regolatorio europeo Ema. Il fatto che gli eventi avversi, in Italia e all’estero, si siano concentrati in un ristretto lasso di tempo ha fatto alzare il livello di guardia.

Il caso del lotto italiano ABV2856

Il lotto italiano cui appartengono le dosi sospettate di reazioni avverse gravi (identificato col numero ABV2856) è stato «bloccato in via precauzionale» e non ci sono elementi per ritenere al momento che l’inoculazione possa aver provocato un effetto «che non è mai stato segnalato nonostante nel mondo siano state inoculate diversi milioni di dosi, più di 10 solo nel Regno Unito». Finora, ha detto Magrini, i 40 decessi avvenuti nel corso della campagna portata avanti oltre che con dosi Astrazeneca, soprattutto con Pfizer e Moderna, «sono stati attentamente esaminati. Non erano correlati alle inoculazioni».

Un altro lotto sospeso in Europa

È costante il collegamento con il quartier generale di Ema, ad Amsterdam, che si avvale del Prac, il comitato di farmacovigilanza. Il 10 marzo l’organismo ha lanciato un’allerta che però riguarda un lotto diverso, l’ABV5300, sospeso in Austria dopo un caso di trombosi multipla e la morte di una donna a 10 giorni dalla somministrazione di una dose. Ancora ricoverata una seconda persona colpita da embolia polmonare. «Non c’è indicazione che il vaccino abbia causato queste condizioni, non elencate fra gli eventi avversi».

Il lotto era stato distribuito a 17 Paesi europei per un totale di un milione di dosi, fra i quali Francia e Spagna, ma non all’Italia. Alcuni governi lo hanno sospeso in via precauzionale, altri come la Danimarca, hanno preferito rinunciare del tutto all’uso di queste fiale. «È improbabile ci sia un difetto di produzione», afferma il Prac. E riporta i casi di embolia venosa: 22 su 5 milioni di dosi, la stessa incidenza che si riscontra negli non immunizzati.

Per ora non c’è nesso tra vaccino e trombosi

Molto prudente Flora Peyvandi, direttore unità medicina generale, emostasi e trombosi dell’istituto di ricerca Ca’ Grande-ospedale Maggiore di Milano, contraria a decisioni affrettate, non basate sull’evidenza: «Normalmente i vaccini non creano questi danni. Per ora non c’è nessun elemento per ipotizzare un nesso di casualità tra vaccinazione e trombosi. L’Ema deve essere trasparente nel comunicare eventuali rischi per i nostri pazienti mantenendo il dialogo costante con le società scientifiche. Sarebbe interessante se l’agenzia pubblicasse i dati di trombosi e la mortalità sia fra i vaccinati con Pfizer-Biontech sia con AstraZeneca in modo da poter fare un confronto e verificare se gli stessi eventi si sono avuti con altri principi attivi. Non deve essere difficile per l’autorità inglese riportare tale confronto visto che altri 10 milioni di persone sono state trattate con le dosi di Pfizer.».