Vaccini in farmacia, come funziona e chi può farlo/ 118 in caso reazioni e adrenalina

Dopo la somministrazione scatta un periodo di attesa di almeno 15 minuti per la sorveglianza della persona vaccinata. Se non emergono eventi avversi immediati, si programma o conferma la data del richiamo. In caso di reazione anafilattica si allerta il 118, il cui intervento sarà assicurato nel più breve tempo possibile. In caso di grave anafilassi con pericolo di vita, il farmacista può somministrare adrenalina intramuscolo.

Via libera alle somministrazioni dei vaccini anti Covid in farmacia. L’accordo quadro è stato siglato da Governo, Regioni, Federfarma e Assofarm. Questo vuol dire che i farmacisti saranno coinvolti nella campagna di vaccinazione. Ad annunciarlo il ministro della Salute Roberto Speranza dopo aver firmato il protocollo: «La campagna di vaccinazione è la vera chiave per chiudere questa stagione così difficile. Oggi facciamo un altro importante passo avanti per renderla più veloce e capillare», il suo commento.

L’intesa non prevede la somministrazione ai soggetti fragili, quindi persone con vulnerabilità estrema o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica. Per quanto riguarda prenotazioni e somministrazioni, queste verranno eseguite dalle farmacie in base ai programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità e seguendo i criteri di priorità. È previsto, inoltre, che i farmacisti vengano pagati 6 euro a singola inoculazione.

Marco Cossolo, presidente di Federfarma, è convinto che questo accordo verrà recepito rapidamente dalle Regioni e che le farmacie aderiranno numerose a questa iniziativa, dando un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di una copertura vaccinale adeguata. «Quello che stiamo vivendo in questi giorni è il coronamento di un impegno avviato ben tre anni fa, è infatti dal 2018 che nelle assemblee della nostra Federazione si parla del Farmacista Vaccinatore», ha evidenziato Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm.

Le farmacie che intendono aderire alla campagna vaccinale, devono darne comunicazione. I farmacisti abilitati, sulla base di specifici programmi e moduli formativi organizzati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), dovranno occuparsi della somministrazione dei vaccini anti Covid. Si prevedono requisiti minimi strutturali dei locali e misure opportune per garantire la sicurezza degli assistiti. Va predisposto uno spazio separato da quello dell’attività ordinaria. Si possono eseguire le somministrazioni a farmacia chiusa o allestire unità mobili, purché le dimensioni siano adeguate a garantire il distanziamento. In ogni caso si raccomanda l’uso delle mascherine Ffp2. All’ingresso andrà esposto un avviso con istruzioni chiare sulle modalità di accesso e il numero massimo di persone che possono accedervi, assicurare ricambio d’aria e gel igienizzanti. I vaccini vanno conservati nei frigoriferi freezer destinati solo alla conservazione dei prodotti farmaceutici con monitoraggio costante della temperatura. Bisogna ovviamente acquisire il consenso informato e la scheda anamnestica prima della vaccinazione.

Dopo la somministrazione scatta un periodo di attesa di almeno 15 minuti per la sorveglianza della persona vaccinata. Se non emergono eventi avversi immediati, si programma o conferma la data del richiamo. In caso di reazione anafilattica si allerta il 118, il cui intervento sarà assicurato nel più breve tempo possibile. In caso di grave anafilassi con pericolo di vita, il farmacista può somministrare adrenalina intramuscolo.