Una casa per i giovani: garantisce lo Stato

La garanzia sui mutui per gli under 35 dovrebbe arrivare con un decreto in “imminente approvazione” e prevede la possibilità che il finanziamento bancario possa arrivare fino al 100 per cento. Qualche paletto

Cari genitori, compro casa e non ho bisogno del vostro aiuto né di quello dei parenti. Potrebbe portare una rivoluzione nelle case degli italiani la garanzia statale per i mutui degli under 35 anni citata in Parlamento dal premier Mario Draghi come esempio dell’attenzione che il Pnrr dedicherà ai giovani. La misura dovrebbe arrivare con un decreto in “imminente approvazione” che prevede la possibilità che il finanziamento bancario per la prima casa possa arrivare fino al 100 per cento. Questo vuol dire che non ci sarà più bisogno di rivolgersi a mamma, papà, nonni e zii per mettere insieme la somma da dare per l’anticipo eliminando ogni tipo di discussione familiare.

Un bel vantaggio per gli aspiranti acquirenti – una platea di 400 mila soggetti sotto i 35 anni, secondo una stima fornita al Foglio da Nomisma – che in gran parte già soffre il disagio di doversi sottoporre alle severe valutazioni della banca a causa di contratti di lavoro discontinui.

“Il governo sta dando un forte segnale di fiducia nei confronti delle nuove generazioni, ma la portata di questa novità dipende da come sarà attuata – dice Marco Marcatili, economista di Nomisma – Partiamo da un dato: in Italia solo una piccola percentuale di persone possiede tutte le risorse necessarie per acquistare un appartamento, mentre l’82 per cento è costretto a rivolgersi alle banche, ma resta sempre l’obbligo di versare un anticipo che soprattutto per i giovani vuol dire dover bussare alla porta dei parenti. Questa condizione di sudditanza insieme con la precarietà contrattuale genera spesso un’autocensura per cui alla fine in tanti decidono di rinunciare. Poi c’è il tema delle garanzie richieste per il finanziamento. In alcuni casi, la banca arriva a valutare la solidità reddituale in relazione alle prospettive di tenuta dell’azienda per la quale si lavora. Un approccio che punta alla salvaguardia del credito ma che per tanti neo-assunti con formule contrattuali flessibili si rivela un ostacolo insormontabile. Ecco, penso che solo con una garanzia pubblica che copra l’intero valore del prestito tutti questi problemi sarebbero superati”.

Per Marcatili, dunque, l’efficacia del provvedimento annunciato dal capo del governo sarà massima se lo stato si è davvero deciso a fare da garante non solo per la quota che riguarda l’anticipo ma anche per tutto il resto, visto che non è colpa di chi chiede il mutuo se in banca non può mostrare un contratto a tempo determinato. La garanzia pubblica sui prestiti per la casa non è una novità in Italia, come osserva Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, perché con la formula Consap si può già oggi ottenere una copertura per il 50 per cento. “Questa modalità è stata sperimentata finora con successo ma purtroppo i fondi scarseggiano sempre – dice Anedda – Raddoppiare la garanzia vuol dire anche che bisognerà stanziare fondi sufficienti. Se questo avverrà, aumenterà l’incentivo all’acquisto di case in un mercato che è già in forte risalita. Nonostante la pandemia, infatti, le erogazioni di mutui nel 2020 sono leggermente aumentate rispetto all’anno precedente, da 48 a 50,2 miliardi e il 27 per cento di queste erogazioni riguarda la fascia d’età compresa tra 26 e 35 anni”.

Ma quanto spende in media un giovane per l’acquisto di un appartamento? Circa 200 mila euro, che però, è una cifra media nazionale che tiene conto delle differenze tra diverse aree, precisa Anedda. “In Italia la cultura della casa di proprietà resiste – continua Marcatili – È l’aspirazione di un giovane su tre perché, a differenza di quanto accade in altri paesi europei, rappresenta un traguardo da raggiungere. Attenzione, però, perché nel nostro paese non c’è un’offerta adeguata per soddisfare una domanda selettiva come quella espressa dalle nuove generazioni e parlo di condomini dotati di servizi, della prossimità ai centri delle città, di mezzi di trasporto efficienti e di infrastrutture digitali. Garanzia statale o no, se non ci sono queste condizioni, i potenziali acquirenti preferiscono aspettare”.