Tutto sul volo 752 dell’Ukraine International Airlines

L’intelligence di America e Canada conferma: l’aereo ucraino è stato abbattuto da un missile iraniano

Secondo le immagini satellitari del governo americano il volo 572 della compagnia aerea privata Ukraine International Airlines precipitato all’alba dell’8 gennaio è stato abbattuto da un missile iraniano. Non si tratterebbe dunque né di un guasto tecnico, come ripetono dall’inizio le autorità iraniane, né di una “tragica coincidenza”, come hanno detto alcuni esperti. Un funzionario del Pentagono e uno dell’intelligence hanno confermato al magazine Newsweek che il Boeing 737-800 partito dall’aeroporto Khomeini di Teheran e diretto a Kiev è stato colpito da un sistema missilistico semovente terra-aria Tor-M1 (la Nato lo chiama Gauntlet) di fabbricazione russa. Si sarebbe trattato di un errore da parte del sistema antiaereo iraniano che in quel momento era attivo perché poche ore prima il regime di Teheran aveva compiuto l’attacco missilistico contro una base americana in Iraq come rappresaglia dell’uccisione, venerdì scorso, del generale Qassem Suleimani.

Il New York Times, dopo accurate verifiche, ha pubblicato un video spiegando che si tratta del momento in cui l’aereo viene colpito da un missile. Il velivolo non esplode, continua a volare e, spiega il quotidiano, prova a tornare verso l’aeroporto (clicca sull’immagine per vedere il video).

Il volo 752 era partito da Teheran la mattina dell’8 gennaio alle 6.12 e trasportava 167 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio di cui: 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afghani, 3 tedeschi e 3 inglesi. Sono morti tutti. Dopo due minuti dal decollo, le comunicazioni si erano interrotte, il Boeing 737-800 aveva perso quota ed era precipitato a circa quindici chilometri dall’aeroporto. Stando ad alcuni filmati circolati in rete, il velivolo ha preso fuoco.

Le autorità iraniane hanno detto che si è trattato di un guasto tecnico. Il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, ha annunciato ieri mattina che è stata aperta un’inchiesta e che non è esclusa nessuna ipotesi: il guasto tecnico, la collisione con un drone, un attacco terroristico o un missile. Stava già circolando in rete la voce che sul luogo dell’incidente fossero stati ritrovati frammenti di un missile antiaereo Tor: Danilov ha detto che il team di investigatori ucraini è stato inviato sul posto per verificare questa voce (è stato ricevuto ieri dal presidente Hassan Rohani, ma non è ancora andato sul luogo dell’incidente). Partecipano alla missione 45 esperti, tra cui alcuni che si sono occupati dell’inchiesta sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines nel 2014 nell’est dell’Ucraina, che fu causato da un missile fornito dai russi ai ribelli che ancora combattono la guerra civile contro il governo di Kiev.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che nei suoi primi mesi di mandato (ha cominciato nell’aprile scorso) è passato da una crisi all’altra, ha ribadito che sono state prese in considerazione “diverse possibilità” per stabilire la causa dell’incidente, ha telefonato al premier inglese Boris Johnson per invitarlo a unirsi nell’indagine, ma ha anche chiesto ai media e ai social di non credere troppo alle speculazioni e ai sospetti. Allo stesso modo il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha detto che le domande dei parenti delle vittime e dei canadesi tutti “troveranno risposta”. Anche l’intelligence canadese ha confermato che si è trattato di un missile, ma l’incidente, ha detto Trudeau, “non era intenzionale”.

Anche Donald Trump ha detto ieri che potrebbe esserci stato un errore, “non da parte nostra”. Quando il presidente americano aveva minacciato di colpire 52 siti culturali iraniani, uno per ogni ostaggio preso da Teheran nel ‘79, il presidente Rohani aveva risposto: noi ne colpiremo 290, il numero delle vittime del volo 655 iraniano abbattuto nel 1988 dagli americani. Che tragica coincidenza.