Turismo, mini-boom ad agosto grazie alle vacanze patriottiche

Nell’ultimo weekend quasi tutto esaurito al mare e in montagna. Ma per le città d’arte la crisi resta nera. In Europa, meglio di noi solo la Francia. All’appello mancano le presenze straniere. La stagione chiuderà con un calo del 44%

Una rondine non fa primavera, specie in piena estate. Ma l’Italia del turismo festeggia un po’ a sorpresa un agosto all’insegna del (quasi) tutto esaurito: il 94% delle strutture ricettive in vetrina su Booking.com nello Stivale non aveva più posti disponibili nell’ultimo weekend. E anche questa settimana viaggia su livelli d’occupazione simili.

“Ci sarebbe stato da preoccuparsi del contrario”, ride dalle vacanze – “ovviamente in Patria!” – Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Meglio di noi però in Europa fa solo la Francia (per un pelo, 96% e penalizzata ora dalla “fuga” degli inglesi) mentre Spagna (90%) e Grecia (81%) sono alle nostre spalle. La classifica e le distanze rimangono invariate anche guardando alle prossime settimane: in una stagione turistica dove si decide dove andare all’ultimo minuto – “anche stamattina sono arrivate famiglie a chiedere sdraio e ombrelloni che non avevo”, dice Marco Daddio, presidente dei balneari di Lido di Camaiore – l’87% di hotel e B&B tricolori è pieno fino al 24 agosto, percentuale che scende al 71% la settimana successiva.

Il quadro d’insieme, nell’anno nero del Covid, resta ovviamente difficile: gli arrivi dall’estero negli aeroporti italiani sono in calo del 90% a fine luglio, certifica l’Enit. La stagione si chiuderà con 51 milioni di turisti in meno (-44%) e con 67 miliardi di mancata spesa degli stranieri. Gli italiani, però, ci hanno messo una toppa: solo il 7% di chi andrà in vacanza quest’estate andrà oltrefrontiera, contro il 32% dello scorso anno dice Swg, e la ripresina di questi giorni ha riportato il sorriso sul volto i molti operatori di settore.

“Agosto, al netto dei primi giorni, va molto bene”, ammette Daddio. “Chiuderemo il mese con entrate appena sotto quelle dell’anno scorso”, conferma soddisfatto Alberto Maschio, presidente dell’associazione di albergatori di Jesolo. “È presto per cantare vittoria ma l’estate di Riccione è un successo inatteso e inaspettato”, conferma dalla Romagna l’assessore al Turismo, Stefano Caldari.

La ripresa, purtroppo, viaggia zoppa – “gli stranieri spendono più degli italiani”, spiega Bocca – e non è uguale per tutti. “Il mercato viaggia a diverse velocità – dice il presidente Federalberghi – . Bene mare e montagna, malissimo le città d’arte. E la cosa più preoccupante è che a Roma, Milano, Firenze e Venezia con lo smart working confermato dopo agosto e senza riaperture agli stranieri, le prenotazioni di settembre sono al palo”. I dati di Booking.com confermano.

Le regine delle vacanze di questa fine agosto sono le località di mare più vicine alle grandi città (Liguria, Toscana e Lazio), la Puglia dove c’è il pienone e le isole minori dove trovare una camera libera fino a fine agosto è un’impresa. Da Courmayeur a Cortina, anche in montagna i letti disponibili sono pochi. Mentre fatica un filo la Sardegna – meta più complessa per viaggiatori che stanno decidendo dove andare all’ultimo minuto – e arrancano le grandi città: Venezia e Firenze – le nostre “punte” nel turismo d’arte – erano piene a Ferragosto solo all’82% e al 75%, percentuale che scende al 42% e 46% nell’ultima settimana del mese. Roma e Milano, malgrado moltissimi alberghi non abbiano nemmeno aperto – erano al 67% e al 65% nell’ultimo weekend e crollano al 37% e al 30% a fine mese.

“L’incognita ora è cosa succederà a settembre quando arrivavano molti stranieri – dice dalla Versilia Daddio – . E oltretutto c’è l’incognita dei contagi…”. “Ad agosto abbiamo avuto più ospiti dall’estero che italiani, speriamo continui nelle prossime settimane”, spiega Maschio. Mentre resta il buco nero delle città d’arte: “Non ci sono prenotazioni. Io – dice Bocca – non so nemmeno se converrà riaprire il mio hotel di Roma”.

La speranza è che a sostenere la domanda ci sia il “bonus vacanze” del governo. Finora l’hanno prenotato 150 mila nuclei familiari per un valore di 450 milioni (sui 2,4 miliardi stanziati) ma ne sono stati spesi ad oggi meno di 100.