Trump galvanizza i fan: «In 22 giorni vinceremo e mi amerete ancora di più»

Tornato in campagna elettorale a Sanford dopo lo stop per il coronavirus, il presidente Usa è apparso in grande forma: «Sono immune, potrei scendere tra voi e baciarvi tutti»

Aveva promesso un ritorno spumeggiante, è stato di parola. Lunedì 12 ottobre il presidente Usa Donald Trump è tornato in campagna elettorale, tenendo il suo primo comizio da quando ha contratto il coronavirus, il 2 ottobre. The Donald è salito sul palco a Sanford, a una trentina di chilometri a nord di Orlando. Il rally in Florida, uno stato imperdibile per Trump, dà il via a una settimana di viaggi aggressivi per il presidente, che include anche tappe in Pennsylvania, Iowa e Carolina del Nord.

Voce decisa, cravatta rossa e postura da anchor, il tycoon, 74 anni, è apparso in forma smagliante, mandando in delirio i sostenitori, accorsi più numerosi e adoranti che mai. «Mi sento potente», ha assicurato Trump, ribadendo di essere immune al punto tale da poter scendere tra la folla e «baciare i giovani e le belle donne». Poco prima, il medico della Casa Bianca, Sean Conley, aveva fatto sapere che il presidente è risultato negativo al tampone.

«Tra 22 giorni vinceremo la Florida e la presidenza», assicura Trump nella cittadina dell’«I-4 Corridor», la regione che prende il nome dalla statale che collega Tampa a Daytona Beach. È stato il suo primo comizio da quando gli è stato diagnosticato il coronavirus lo scorso 2 ottobre. Il risultato dell’«I-4 Corridor» generalmente anticipa il verdetto elettorale della Florida che spesso poi decide la corsa alla Casa Bianca. I sondaggi vedono lo sfidante democratico Joe Biden in marginale vantaggio in Florida dove Trump nel 2016 vinse per appena 1,2 punti, ma il bagno di folla riservato lunedì sera al tycoon solleva qualche interrogativo. «Questi sono i veri sondaggi», rivendica The Donald mentre chiede alle telecamere di girare l’obiettivo sulla folla davvero sterminata che gli urlava in coro: «We love you».

Con la sua ben nota modestia lui ha risposto: «E mi amerete ancora di più» perché «io mantengo le promesse e metto sempre l’America First». Anche Biden ha annunciato di aver fatto il tampone e di essere risultato negativo. L’ex vice presidente ha fatto campagna a Toledo, nell’Ohio, importante hub per la produzione di auto. Ha accusato il comandante in capo di aver «voltato le spalle» agli americani sul coronavirus ma è inciampato in una serie di gaffe che gli sono state prontamente rinfacciate da Trump, a partire dal fatto di aver detto di correre per il Senato anziché per la Casa Bianca.

Biden «perderà alla grande in Florida», ha twittato Trump poco prima del suo comizio nello Stato del Sole. «Solo i sondaggi fake mostrano il contrario», l’ex vicepresidente «pensa di correre per il Senato. Si è scordato il nome di Mitt Romney — ha rincarato Mr. President — e dove si trovava». I morti per il Covid negli Usa hanno intanto superato quota 215.000 mentre i contagi sono oltre 7,7 milioni. Il virologo Anthony Fauci ha avvertito che la situazione è destinata a peggiorare. «Non siamo messi bene», ha ammonito durante un’intervista alla Cnn. «La cura non può essere peggiore del problema stesso», è stata la replica indiretta del presidente che ha ricordato come i lockdown abbiano distrutto l’economia di interi Paesi nel mondo.

Oltre dieci milioni di americani, intanto, hanno già votato per le presidenziali americane, un record a 21 giorni dalle elezioni. Lo rivelano i dati della University of Florida, che monitora l’andamento dell’early voting attraverso lo Us Election Project. Nel 2016 a tre settimane dall’Election Day i voti espressi erano molti di meno. L’impennata di quest’anno si spiega soprattutto con il boom del voto per posta, con molti elettori che in tempi di pandemia lo hanno preferito piuttosto che recarsi alle urne il 3 novembre.