Trump contrattacca. Show alla Casa Bianca per rispondere ai Dem

Il presidente prepara una convention scenografica e con un pubblico vero. E punterà su Cina, tasse e fondi alla polizia per superare lo sfidante democratico

«Joe Biden non ha mai parlato della Cina! E non ha pronunciato una sola parola in appoggio alle forze dell’ordine». «Rischia di non esserci un risultato dell’elezione per settimane, per mesi, dopo il 3 novembre». Donald Trump è già al contrattacco. Poche ore dopo il discorso di accettazione di Joe Biden alla convention democratica, sulle parole dello sfidante si abbatte la prima raffica di accuse del presidente. È un assaggio della strategia che Trump vuole sfoderare la prossima settimana alla sua convention. I suoi collaboratori lo descrivono concentrato anche sugli aspetti organizzativi, scenografici, spettacolari.

L’evento democratico lo ha deluso, gli è parso freddo. Per forza: a Milwaukee non c’era nessuno, per non correre rischi di contagio i democratici avevano spostato l’evento online, sia i leader che i delegati sono rimasti a casa, tutto avveniva in videostreaming. Trump la considera un fiasco. Lui in fondo è stato un grande produttore televisivo: forse l’unico vero successo della sua carriera professionale — prima della campagna elettorale del 2016 — fu il reality tv The Apprentice. L’istinto lo spinge a inventarsi qualcosa che mancava nella convention democratica, per catturare l’attenzione degli americani. Anche lui, causa pandemia, è stato costretto a cancellare tutti i raduni di massa: Trump non andrà né in North Carolina (sede originaria della convention repubblicana) e neppure a Jacksonville in Florida dove aveva sperato di spostare un mega-comizio. Si è rassegnato a parlare anche lui in modalità remota, dalla Casa Bianca. Però sogna qualche “sembiante” di pubblico, una sorta di set televisivo che riproduca un’atmosfera simile alle convention affollate, gioiose e urlanti di una volta.

Il suo piano è di piazzare qualche gruppo di fan sul prato davanti alla Casa Bianca, di accoglierne altri all’Andrew W. Mellon Auditorium, e altri ancora all’Hotel Trump di Washington, anche quello a pochi isolati dalla Casa Bianca. Tenuto conto delle restrizioni sanitarie, saranno poche centinaia di persone, un mini-evento, ma la regìa di Trump vuole un Truman Show che crei l’illusione della partecipazione. Manca la conferma del gran finale: i fuochi d’artificio per illuminare la spianata The Mall, il grande prato che va dall’obelisco al Campidoglio (sede del Congresso). Per i fuochi occorre il nulla osta dei Parchi nazionali, l’authority che gestisce quel verde pubblico. Sui contenuti politici, l’attacco di ieri ha rivelato quelli che Trump considera i punti deboli del suo avversario. «Se viene eletto Biden, la Cina possiederà il nostro Paese». Vuole incollare Biden al suo passato di libero-scambista, quando da senatore e da vicepresidente fu associato agli accordi che costruirono un mercato aperto su scala globale. Trump è convinto che quello resti il principale motivo per cui fasce di classe operaia hanno voltato le spalle ai democratici. Sull’economia Trump vuole accreditare lo scenario di una ripresa veloce di cui si vedono già alcuni segnali; ripresa che verrebbe uccisa da un’Amministrazione democratica sotto un’alluvione di nuove tasse.

Un altro terreno di attacco è l’ordine pubblico. Dopo le manifestazioni antirazziste per la morte di George Floyd, Trump accusa i democratici di avere delegittimato tutte le forze dell’ordine, di aver assolto le violenze dei manifestanti, di aver tagliato i fondi alla polizia. Col risultato che in diverse metropoli — New York, Chicago, Portland, Minneapolis — le gang hanno rialzato la testa e i reati aumentano. Infine, piano B, c’è lo scenario-brogli. «I democratici vogliono rubare questa elezione. C’è una teoria per cui se non abbiamo un risultato entro la fine dell’anno, diventa presidente la pazza, Nancy Pelosi». Cioè l’attuale presidente della Camera, democratica. Da settimane Trump agita questo scenario: accusa i democratici di voler estendere a dismisura il voto postale, «ingestibile». Li accusa di usare il voto per corrispondenza per far votare i morti, gli immigrati clandestini. L’allarmismo può preludere ad una guerriglia legale, fatta di contestazioni e ricorsi. Darà battaglia con tutti i mezzi, anche a costo di delegittimare l’elezione.