Troppo pochi i 9 miliardi per la Sanità

Una scelta politica del governo. La salute non è una priorità? Dobbiamo affidarci a fondi e privati? Non abbiamo proprio imparato nulla, pare, se non capiamo che prima dobbiamo riorganizzare la nostra sanità e che riorganizzare costa: occorre assumere personale con una visione sul prossimo ventennio, capire quanti infermieri e quanti medici saranno necessari, quali specializzazioni diventeranno fondamentali, cominciare a ridisegnare gli ospedali per future epidemie, e questo è solo l’inizio.

209 miliardi, in parte a fondo perduto e in parte da restituire con grandi agevolazioni: tanto è il contributo dall’Europa all’Italia. Tanti soldi, generati dall’impatto catastrofico del Covid-19 sia dal punto di vista sanitario che da quello economico/sociale, ma di questi soldi solo 9 miliardi saranno allocati sulla sanità, e chi conosce meglio di me il meccanismo europeo di assegnazione dei fondi mi spiega che il fondo sanitario europeo Eu4H si riferisce a eventi catastrofici rafforzando le strutture sanitarie. Avremo nove miliardi da impiegare nei futuri anni, pare sei – uso il condizionale perché è tutto poco chiaro –, quindi poco più di un miliardo l’anno da utilizzare per il 50 per cento nella telemedicina e per la restante parte per implementare le politiche sanitarie di presa in carico domiciliare dei malati. Non abbiamo proprio imparato nulla, pare, se non capiamo che prima dobbiamo riorganizzare la nostra sanità e che riorganizzare costa: occorre assumere personale con una visione sul prossimo ventennio, capire quanti infermieri e quanti medici saranno necessari, quali specializzazioni diventeranno fondamentali, cominciare a ridisegnare gli ospedali per future epidemie, e questo è solo l’inizio. Siamo uno dei migliori servizi sanitari al mondo ma abbiamo un’incidenza enorme di mortalità da Covid, seconda solo al Messico, questo significa che qualcosa di importante non è andato bene. Stupisce questa scelta del governo.

A breve pubblicheremo come Fondazione The Bridge un’analisi di quanto i tagli lineari negli ultimi dieci anni abbiano impedito alle regioni di reagire con efficienza ed efficacia agli impatti sanitari, regioni alle quali viene data la colpa di tutto – basti pensare a come lo stato centrale abbia usato la pandemia per riprendersi quel pezzettino di autonomia sanitaria e ricentralizzare un potere che prima del 2001 era completamente in mano ai ministeri. Nove miliardi su 209 sono una chiara presa di posizione politica, che ci dice che la sanità non è una priorità del nostro paese, ed è triste che avvenga con un governo che si dichiara di sinistra. Sarebbe interessante capire, nei mesi di pandemia, quanti cittadini hanno usato le assicurazioni private per effettuare i controlli medici, quanti non avendo né soldi né assicurazioni moriranno non per Covid, perché non si muore solo di questo, ma perché poveri. Questa sarà la fine degli italiani? La sanità affidata a fondi finanziari e alle assicurazioni private? Noi non possiamo permetterlo.