Trapela online video “riservato” del Ceo di Twitter: “Trump è l’inizio dell’operazione”

In un video "riservato" trapelato in rete, il Ceo di Twitter Jack Dorsey ha spiegato ai suoi dipendenti che la sospensione degli account di Donald Trump è definitiva e che l'obiettivo della piattaforma sarà "molto più ampio" Quello che Dorsey ha dichiarato ai suoi dipendenti è un cambiamento epocale del ruolo dei social media all’interno della nostra società. Mentre prima il ban era riservato e si limitava agli account che trasgredivano le regole di buona condotta, ora dalle parole del Ceo appare lampante che la politica giocherà un ruolo chiave. I social network si stanno trasformando in “giudici” della rete, stabilendo cosa è giusto e cosa è sbagliato, compiendo un passo che porterà inevitabilmente, verso una censura della libertà di espressione.

La discussa sospensione degli account di Donald Trump da Twitter, in seguito ai disordini del 6 gennaio a Capitol Hill, sta assumendo dimensioni decisamente più grandi e inquietanti.

In una registrazione diffusa in rete da un insider e pubblicata dall’account Project Veritas, Jack Dorsey, Ceo della piattaforma dell’uccellino, spiega ai dipendenti del piano di cancellazione degli account considerati pericolosi per il loro contenuto, e conferma che il ban dalla piattaforma del presidente uscente degli Stati Uniti, sarà definitiva.

“Per ora siamo concentrati su un account, ma ciò prenderà una forma molto più grande di un solo account”, ha affermato Dorsey durante una video call con i suoi dipendenti, riferendosi al profilo di Trump. Il Ceo prosegue spiegando la strategia della piattaforma, che non si limiterà a silenziare un account, ma molti altri. “E non si fermerà ad oggi, a questa settimana o a quelle a venire. Andrà avanti anche dopo l’inaugurazione. Quindi il nostro focus va a questo account, che ha incitato alla violenza, ma dobbiamo pensare che queste dinamiche andranno avanti per molto tempo”. Le parole di Jack Dorsey sono più o meno le stesse che il Ceo ha pubblicato sul suo profilo Twitter, dove ha affermato che lo scopo del gruppo “è disarmare il più possibile ed essere sicuri di costruire una maggior comprensione comune e un’esistenza pacifica sulla Terra”.

Ma per quanto il discorso scritto da Dorsey confermi in parte quanto trapelato dalla registrazione messa in rete, le sue parole svelano un obiettivo molto più invasivo. “Le mosse che oggi stiamo attuando riguardo agli account QAnon, sono un esempio dell’approccio molto più ampio che dovremo adottare in futuro”. Non solo gli account di Donald Trump sono sotto attacco, quindi, ma tutti quelli considerati sovversivi e complottisti. In questi giorni infatti sono stati sospesi i profili di alcuni promotori della teoria QAnon, come quello dell’avvocato di Trump Sidney Powell e del colonnello Mike Flynn. Stando al discorso di Dorsey, in futuro ci sarà una pulizia di massa degli account che potrebbero minare la stabilità e la democrazia non solo nei social, ma “nel mondo” reale.

Quello che Dorsey ha dichiarato ai suoi dipendenti è un cambiamento epocale del ruolo dei social media all’interno della nostra società. Mentre prima il ban era riservato e si limitava agli account che trasgredivano le regole di buona condotta, ora dalle parole del Ceo appare lampante che la politica giocherà un ruolo chiave. I social network si stanno trasformando in “giudici” della rete, stabilendo cosa è giusto e cosa è sbagliato, compiendo un passo che porterà inevitabilmente, verso una censura della libertà di espressione.