Test salivari, tempi più lunghi. E si punta sul tampone fai-da-te

Gli scienziati del Cts frenano sull’analisi rapida e chiedono più riscontri. “Ma la strada è giusta". Allo studio in Italia il kit che arriva a casa e permette di avere una risposta in pochi minuti -Intanto il Cts sta studiando da vicino i test rapidi fai-da-te a domicilio: un kit con le istruzioni per farsi da soli il tampone (ora nasale, poi salivare) e avere in pochi minuti il risultato. Un procedimento abbastanza simile a quello, ad esempio, del test di gravidanza. Le gare sono già avviate in Veneto e il governatore Luca Zaia spera di poter partire tra qualche settimana inviando gratuitamente i kit ai medici di base e ai pediatri. E realizzando in parallelo una piattaforma informatica per gestire e registrare le autodiagnosi.

Il test salivare rapido è il futuro. Ma un futuro non troppo vicino. Il Comitato tecnico scientifico, riunito anche ieri, frena sull’ipotesi di dare il via libera, in tempi brevi, al test antigenico (che ricerca cioè le proteine e non l’Rna del virus) sulla saliva e che, in pochi minuti, dà il verdetto: positivo o negativo. I risultati dello Spallanzani di Roma non sono stati incoraggianti: la cosiddetta saponetta a lettura visiva che non richiede strumentazione di laboratorio ha dimostrato di rilevare la presenza del virus in meno del 10 per cento dei campioni positivi al test molecolare standard.

La sperimentazione però va avanti a spron battuto perché, come spiega l’infettivologo del Policlinico Gemelli, Roberto Cauda, «c’è bisogno di più test possibili, secondo il modello Sud Corea. Il bisogno di processare tamponi cresce e così anche quello di risorse da mettere in campo per cui è necessario — aggiunge — semplificare le procedure . Il tampone molecolare resta il golden standard e oggi anche i test nasali, che in 20 minuti danno risposta, sono efficaci. Ma se davvero vogliamo cambiare passo e fare uno screening su grandi numeri che vada bene per i bambini ma anche per i passeggeri in transito negli aeroporti, dobbiamo introdurre i salivari. E solo in caso di positività, fare il tampone molecolare». Un double check tuttora necessario anche per i test rapidi nasali e per i salivari antigenici da processare in laboratorio.

Come quelli già validati e utilizzati nelle scuole in un progetto pilota della Regione Lazio: sono a un passo dal via libera per tutti del ministero della Salute che ne consentirà l’uso su larga scala a partire dagli under 12. Ridotto il prezzo: 8,33 euro per il salivare dell’azienda giapponese Fujirebio contro i 9,50 euro del tampone rapido coreano commercializzato da Biosensor. Semplicissimo il metodo: basta mettere in bocca per qualche istante una spugnetta che trattiene la saliva e che viene poi analizzata in laboratorio. Nel caso di riscontro positivo, non c’è bisogno di ripetere il tampone, ma sulla stessa spugnetta viene cercato l’Rna del virus. La vera svolta, in attesa del vaccino che cambierà le regole del gioco, è saltare la parte di analisi per accorciare i tempi, non ingolfare i laboratori e gli operatori.

Intanto il Cts sta studiando da vicino i test rapidi fai-da-te a domicilio: un kit con le istruzioni per farsi da soli il tampone (ora nasale, poi salivare) e avere in pochi minuti il risultato. Un procedimento abbastanza simile a quello, ad esempio, del test di gravidanza. Le gare sono già avviate in Veneto e il governatore Luca Zaia spera di poter partire tra qualche settimana inviando gratuitamente i kit ai medici di base e ai pediatri. E realizzando in parallelo una piattaforma informatica per gestire e registrare le autodiagnosi.

A giorni dall’Istituto superiore di Sanità, guidato da Silvio Brusaferro, arriverà un documento per precisare l’uso dei test già in uso e, in particolare, a chi bisogna fare i test molecolari, a chi gli antigenici e a chi i salivari.

In arrivo per le Regioni ci sono pure 5 milioni di test rapidi antigenici e altri 100 milioni sono pronti ad essere acquisiti per metterli a disposizione dei dottori di medicina generale. Un investimento importante documentato anche dal portale Openpolis secondo il quale la struttura del commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha speso 2,4 miliardi da luglio a oggi. Solo per test, tamponi e analisi sono 689 i lotti di appalto aggiudicati.