Tasse, il Tesoro non concede la proroga per la scadenza del 20 luglio

Nessuna nuova proroga dei versamenti delle imposte: la scadenza resta fissata al 20 luglio. Ma riparte il cantiere della riforma fiscale che avrà come obiettivo la riduzione delle tasse. È lo stesso ministero dell’Economia a sbarrare la strada a un’ipotesi di un ulteriore rinvio a settembre dei versamenti degli acconti e dei saldi delle imposte sui redditi in autoliquidazione (un flusso di cassa per oltre 8 miliardi, secondo le previsioni) già fatti slittare da fine giugno al 20 luglio, nonostante il pressing crescente per una proroga non solo nel mondo degli operatori professionali ma anche da parte della politica in Parlamento.

Gli ostacoli della nota al Def

«L’ulteriore proroga richiesta — ha spiegato il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, rispondendo a un’interrogazione in commissione Finanze della Camera, avvalendosi della nota predisposta dagli uffici del Mef— inciderebbe, secondo gli uffici, sull’elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della Nota di aggiornamento al Def che, come noto, deve essere presentata al Parlamento entro la fine del mese di settembre». Villarosa ha ricordato che «il differimento delle imposte è motivato dall’esigenza di agevolare il contribuente concedendo più tempo, anche a fini organizzativi. In tal senso, il governo ha operato, rinviando le scadenze ordinarie del 30 giugno e del 30 luglio con maggiorazione dello 0,4 per cento, rispettivamente al 20 luglio e al 20 agosto». Tuttavia il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha annunciato il ravvio dei lavori sulla riforma fiscale, sospesi a causa della pandemia. Riforma che avrà come direttrici il taglio delle tasse e del tax gap e la semplificazione, con una riduzione dell’Irpef sul lavoro e l’introduzione dal 2021 dell’assegno unico, come tracciato anche nell’atto di indirizzo 2020-2022 per rendere più equo ed efficiente il fisco.