Sul Mes gli elettori premiano Salvini e Meloni. Ghisleri: “Loro messaggio più chiaro”

"Sul Mes il messaggio di Matteo Salvini e Giorgia Meloni è più chiaro e quindi paga di più in termini elettorali". A dirlo è la sondaggista Alessandra Ghisleri ospite di Omnibus su La7

Dalla loro, afferma la Ghisleri, ospite della giornalista Alessandra Sardoni ad Omnibus, su La7, c’è la “semplicità” e la “chiarezza” del messaggio. Un particolare questo, che “non aiuta i partiti di governo” che, secondo la direttrice di Euromedia Research, non riuscirebbero a spiegare con altrettanta chiarezza le proprie posizioni ai cittadini. Nei giorni scorsi, Matteo Salvini ha accusato il premier Giuseppe Conte di essersi accordato con i leader europei per firmare la bozza di riforma del Meccanismo europeo di stabilità senza prima consultare il Parlamento. Accuse che sono state rispedite al mittente dal capo del governo che ieri proprio alla Camera e al Senato ha assicurato di non aver firmato alcun documento.

Per Lega e Fratelli d’Italia il trattato, tra le altre cose, sarebbe un regalo alle banche tedesche e francesi che si trovano in difficoltà. “Dal nostro punto di vista – ha ribadito oggi il leader leghista in una conferenza stampa all’Eurocamera- il Mes non è emendabile, è da bloccare e basta”. “Per noi – ha aggiunto – è complicato e inutile nei suoi obiettivi”. “Gli italiani non sono il bancomat d’Europa”, ha ribadito oggi anche la Meloni in un editoriale apparso sul Secolo d’Italia, in cui chiede al governo di non “svendere la nazione” con lo “scempio del Mes”. Parole, queste, che secondo i sondaggisti sarebbero condivise da gran parte degli italiani.

“Il messaggio di Salvini è un messaggio fortissimo, che elettoralmente paga”, conferma Ghisleri. Al contrario il governo, ed in primis il premier, secondo la sondaggista avrebbero “difficoltà” nell’argomentare la propria posizione e i vantaggi del Mes. “Purtroppo – ha chiarito – la gente non conosce le peculiarità di questi vantaggi, quali sono le ricadute possibili e quali potrebbero essere gli sviluppi positivi”. E questo, ha aggiunto l’esperta, “non gioca a favore dei partiti di governo”. Forse anche perché è la stessa maggioranza ad essere divisa su questo punto.

Da un lato ci sono i Cinque Stelle, con i big del partito che si stringono attorno a Di Maio e rivendicano la propria coerenza rispetto al programma elettorale del Movimento, dove, ricorda oggi su Facebook il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, “si parla chiaramente di smantellare la Troika e liquidare Mes”. Dall’altro c’è il segretario Dem, Nicola Zingaretti, che ricorda agli alleati come sulla firma alla bozza di riforma del trattato si sia “fatto un vertice in cui si è decisa una linea comune”.

Il dibattito sul Fondo salva-Stati, però, sempre secondo la sondaggista, non inciderebbe nelle prossime elezioni in Emilia Romagna. “La campagna di Stefano Bonaccini è fatta sull’uomo, mentre quella di Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni è fatta su una coalizione”, ha spiegato. “Sono due battaglie completamente differenti”, sulle quali ad incidere sarà soprattutto il giudizio dei cittadini rispetto alle cose fatte dalla passata amministrazione. Anche qui, però, pesano gli “scivoloni” del governo. Due in particolare: la “tassa sulla plastica” e la “sugar tax”, che sposterebbero voti sulla coalizione guidata dalla leghista.