SONDAGGI/ Il 43% non si fida del vaccino e aspetta, giù ancora la fiducia nel governo

Sondaggi. Solo 3 italiani su 10 sono disposti a farsi vaccinare subito: c’è poca fiducia nella validità del vaccino. E cala anche il consenso verso il governo (31%)

Paura di ammalarsi e paura di perdere il lavoro corrono insieme, dice Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè e direttore di T-Mag, “sono imprescindibilmente legate, perché se uno si ammala perde il lavoro e se si ammala il suo datore di lavoro succede lo stesso. Inoltre i consumi non crescono, le aziende e le attività commerciali chiudono. Il 70% degli italiani vive questa doppia paura”. È un dato, osserva Buttaroni, che riflette la perdita quasi totale di fiducia degli italiani nei confronti delle istituzioni, dal governo, calato al 31% della fiducia, alle Regioni, “dopo la grande fiducia che si era avvertita attorno ai governatori nella prima fase”.

Gli italiani “non percepiscono una capacità di prevedere il futuro” e sono divisi sul vaccino: “Il 30% lo farebbe subito, il 43% preferisce aspettare per capire se è davvero valido e il 23% si rifiuta di farlo, perché non nutre alcuna fiducia in esso”.

Il 30% lo farebbe subito, si fida. Il 43% preferisce aspettare per capire se è sicuro, se ci saranno effetti collaterali, e un 23% invece si rifiuta di farlo perché non si fida del vaccino.

Questo 23% è costituito dai cosiddetti no-vax?

No, in realtà i no-vax, quelli che rifiutano ogni tipo di vaccino, in Italia sono pochi, circa un 10%. In questo caso invece c’è una percentuale alta che preferisce aspettare, visto che anche non tutti i medici sono concordi sul fatto di vaccinarsi e questo non fa che alimentare i dubbi.

Di chi si fidano gli italiani: del sistema sanitario, del medico personale, di internet o della tv?

È calata la fiducia in tutto. La tv dà ancora autorevolezza, “l’ho sentito in tv” è diventato un modo di sentire, oppure “l’ho letto sul giornale”. Gli organi di informazione godono ancora di una considerevole autorevolezza, ma anche per loro questa fiducia si è deteriorata.

Da cosa è stata deteriorata?

Dal contributo negativo che hanno dato i cosiddetti esperti od opinionisti, che sono apparsi spesso contraddittori e confusi.

Sul fronte della pandemia quanto è cambiata la fiducia degli italiani verso il sistema sanitario?

È sempre stata molto alta, soprattutto nei confronti dei medici, del personale sanitario più che del sistema. Ci sono storici elementi di negatività come le liste di attesa, la sporcizia, la scarsa accoglienza. A ispirare in senso positivo sono la professionalità dei medici e la bontà delle prestazioni.

Quanto è alta la fiducia nel governo e nella sua capacità di far fronte alla campagna di vaccinazione?

Poca, molto poca. È calata la fiducia in quel che il governo dice, ed è stato così tutte le volte che è stato dichiarato che era tutto sotto controllo ma poi non si è verificato. Magari non era colpa solo del governo, ad esempio è stata colpa della burocrazia tipica italiana che frena tutto.

Quanto è oggi la fiducia nel governo?

Poco sopra il 31%, in discesa.

E quella nei confronti del presidente del Consiglio?

In discesa anche Conte: oggi siamo al 37%.

Nel 2021 chi sarà capace di dare maggiore fiducia agli italiani: il governo? Il presidente della Repubblica? I presidenti di regione?

È un discorso ampio. Nella prima fase della scorsa primavera il fatto dell’emergenza inedita ha motivato un’altissima fiducia nelle istituzioni, nei politici, nella sanità. Adesso dopo quasi un anno c’è un deterioramento nella capacità di dare fiducia, i giudizi sono molto critici nei confronti di tutti. È una reazione naturale quando i cittadini sono sottoposti a una pressione così alta, perché si offusca la capacità di vedere oltre. La fiducia si basa non solo su quello che è stato fatto, ma anche su quello che si farà nel futuro. La difficoltà di prevedere il futuro fa crollare ogni fiducia.

Che cosa fa più paura dell’anno che arriva e perché? Terza ondata Covid? Le scuole chiuse? La perdita del lavoro? La crisi di governo?

La crisi di governo è l’ultimo pensiero degli italiani. La paura di ammalarsi è invece concreta ed è impossibile separarla dalla paura economica perché una richiama l’altra, siamo al 70% e oltre. A marzo si pensava che si sarebbe usciti velocemente da questa crisi, adesso è un incubo che ciclicamente ci fa tornare nel pieno del dramma.

Quanta fiducia nell’Europa?

L’Europa sta al bivio.

In che senso?

Il Recovery Fund fa tutti felici, se arriva, ma se non arriva per l’Europa sarà un disastro. Stessa cosa per la campagna di vaccinazione: quanto sta facendo la Germania preoccupa molto. L’Europa ha la grande opportunità di recuperare una credibilità che gli era mancata, ma rischia pure di perderla definitivamente. Se va in porto, senza privilegi verso nessuno, la vaccinazione e il Recovery arriva entro l’anno, il voto degli italiani all’Europa sale fino al 9, altrimenti è una bocciatura sonora senza appello.

Guardando ai partiti, chi sta guadagnando e chi sta perdendo consensi?

Gli scostamenti sono minimi. La Lega sale dello 0,2%, attestandosi al 23,2%. Il Pd perde lo 0,3, fermandosi al 20,5%. Sale di uno 0,1% Fratelli d’Italia (17%) e perde lo 0,2 il M5s (14,4%).

E tra i leader politici, chi sale e chi scende?

Sale lievemente Giorgia Meloni, adesso al 37,5%, al primo posto. Sale anche Salvini dello 0,4% (31,5%), mentre cala Zingaretti dello 0,3% (23,8%). Sale di uno 0,1% Silvio Berlusconi (23,2%), mentre Renzi perde un altro 0,4% (13,5%).