Si può prevedere quanto ancora durerà l’epidemia e se potrà tornare

Secondo alcuni specialisti, il picco in Cina è previsto entro fine febbraio, poi dovrebbe esserci una graduale flessione dei casi, anche in concomitanza dell’arrivo della bella stagione. Il consulente medico senior del governo cinese, Zhong Nanshan, ha detto che l’epidemia potrebbe concludersi entro aprile.

Anche l’Oms fa questa previsione?

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, invita alla cautela, non si possono trarre conclusioni dalle cifre, anche se sono corrette. In questo momento non è possibile dire con precisione quando finirà l’epidemia, dipenderà dall’efficacia delle attuali misure di contenimento, particolarmente in Cina. Facendo un’analogia con la Sars si parla comunque di mesi.

Il coronavirus è stagionale?

I coronavirus e i rinovirus (del raffreddore) sono tipicamente associati alla stagione fredda perché si riproducono nel naso e nelle vie respiratorie, che in inverno sono maggiormente vulnerabili alle infezioni. Con l’arrivo della bella stagione i contagi per questo tipo di virus vanno scemando, di solito nel secondo trimestre dell’anno. Ovviamente le epidemie non finiscono da sole, ma vanno contenute.

Adesso il numero di casi è aumentato?

L’improvviso aumento in Cina dei contagi (14.840 nuovi casi mercoledì rispetto ai 1.638 del giorno prima) è legato a un cambiamento dei criteri diagnostici adottati da parte delle autorità sanitarie nell’Hubei (oltre a una sottostima dovuta alla mancanza di kit per il test e ai giorni necessari per avere i risultati). Adesso, coerentemente con le linee guida dell’Oms, tra i casi confermati ci sono anche quelli diagnosticati in laboratorio. Ecco spiegato l’andamento e perché non è motivo di allarme.

Come monitorano i casi positivi ora?

Oltre ai positivi al test ci sono anche le diagnosi cliniche da polmonite e quelle fatte sulla base delle immagini da tomografica computerizzata (la cosiddetta CT scan). I parametri sono variati per ora solo nella provincia di Hubei.

Potrebbe modificarsi anche la letalità?

Il tasso complessivo di letalità non è mai mutato: per ora rimane di poco superiore al 2%. Potrebbe essere più basso, dato che cambiano i conteggi degli infetti, ma potrebbe anche crescere. Se il focus viene fatto sulla provincia di Hubei si ottiene un valore molto vicino al 3%. Nel resto della Cina il valore scende allo 0,36%.

Quali sono gli scenari futuri?

La speranza è che mantenga l’attuale (relativamente limitata) patogenicità e letalità e che non muti geneticamente. Le ipotesi sono: successo del contenimento (come con la Sars); l’epidemia si estingue dopo aver contagiato il maggior numero possibile di persone (come per Zika); il virus perde di intensità e resta endemico come altri (come l’influenza).

(Ha risposto alle domande Walter Ricciardi, professore di Igiene e medicina preventiva all’Università Cattolica di Roma e membro dell’Executive Board dell’Oms)