Si allontana l’obiettivo dell’immunità di gregge, mentre le regioni cambiano colore

L'obiettivo non è l'immunità di comunità, ma proteggere la popolazione più a rischio mortalità e rendere gli ospedali Covid-free. Così il Direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della conferenza stampa settimanale ha fatto il punto sull'obiettivo della campagna di vaccinazioni. "Stiamo vaccinando per proteggere delle persone, non per ottenere l'immunità di comunità. Vacciniamo gli operatori sanitari per rendere Covid-free gli ospedali, e le persone molto anziane perché sono quelle a maggior rischio di mortalità".

La parola definitiva arriverà con l’ordinanza del ministro della Salute, ma è già stato confermato ufficialmente il passaggio in zona arancione di Campania, Emilia-Romagna e Molise. Nessuna Regione sarà rossa né la Valle d’Aosta bianca, come si era immaginato in un primo momento.

Continua ancora la crescita dell’indice Rt. Nel periodo 27 gennaio-09 febbraio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95– 1,07), con un nuovo balzo in avanti rispetto alla settimana precedente (0,95) e con un limite superiore che sfonda il tetto dell’uno. Anche l’incidenza nella settimana del monitoraggio passa da 133,13 per 100mila abitanti a 135,46. Un dato ben lontano da quel parametro di 50 per 100mila abitanti che permetterebbe il ripristino del tracciamento dei casi e dei loro contatti sul territorio. Questo quanto emerge dal monitoraggio di Iss e ministero della Salute relativo al periodo 8-14 febbraio 2021.

I dubbi sull’immunità di gregge

L’obiettivo non è l’immunità di comunità, ma proteggere la popolazione più a rischio mortalità e rendere gli ospedali Covid-free. Così il Direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della conferenza stampa settimanale ha fatto il punto sull’obiettivo della campagna di vaccinazioni. “Stiamo vaccinando per proteggere delle persone, non per ottenere l’immunità di comunità. Vacciniamo gli operatori sanitari per rendere Covid-free gli ospedali, e le persone molto anziane perché sono quelle a maggior rischio di mortalità”.

L’obiettivo immunità di comunità al momento è lontano per almeno tre motivi: “Innanzitutto dovremmo esser certi che i vaccini che stiamo utilizzando blocchino la trasmissione conferendo un’immunità sterilizzante. Dovremo poi capire quale sia la popolazione che sostiene la circolazione del virus, e questo ad oggi è tutt’altro che chiaro, non abbiamo presente quale sia questa popolazione. Ulteriore variabile è poi quella della durata della protezione. Noi non sappiamo per quanto tempo una persona sarà protetta dopo la vaccinazione. Non parliamo quindi per ora di immunità di comunità”, ha puntualizzato Rezza.

Eppure, appena un mese fa, sia lo stesso Rezza che il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, parlavano apertamente dell’immunità di comunità come di un risultato raggiungibile dopo l’estate con la vaccinazione del 70% della popolazione.

Il punto sulle varianti

Quanto alle varianti, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha spiegato: “Abbiamo una diffusa circolazione di variante inglese destinata a diventare quella dominante in tutta Europa, diversi focolai di variante brasiliana in Centro Italia, e alcuni casi di variante sudafricana. In quest’ultimo caso si tratta di piccoli cluster di importazione”.

Sul punto è intervenuto anche Rezza spiegando come sia “preoccupante” il fatto che in alcune aree sub-regionali “vediamo aumento di incidenza, come se ci fossero diversi focolai all’interno di alcune Regioni. Questo probabilmente è dovuto a nuove varianti che hanno una tendenza ad una maggiore trasmissibilità. Oltre alla variante inglese anche le varianti brasiliana e sudafricana sono presenti, seppur in misura minore, sul territorio. La variante brasiliana è stata riscontrata soprattuto tra Umbria e Toscana. Quella sudafricana è la più inquietante. Dobbiamo agire in maniera rapida e aggressiva: appena individuate, è necessario far scattare immediatamente le zone rosse per ridurne drasticamente la circolazione”, ha concluso Rezza.