Scuole paritarie, scendono in campo i vescovi. “No a sperequazioni di trattamento”

Una nota della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana mette in luce le preoccupazioni per il destino delle scuole paritarie, penalizzate dal decreto Rilancio

Di un miliardo e mezzo destinato dal Decreto Rilancio alla scuola, solo 65 milioni sono stati destinati alle istituzioni scolastiche paritarie dell’infanzia e 40 milioni per le scuole primarie e secondarie. Cifre sicuramente non sufficienti, che rendono impossibile la sopravvivenza per le scuole paritarie. E la Conferenza Episcopale Italiana scende in campo, chiedendo con forza che “non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore delle paritarie”.

La CEI sta intanto valutando alcune forme di sostegno, come un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà a pagare le rette, che vada incluso nel bilancio CEI 2020 e che consisterà in circa 20 mila borse di studio per agevolare l’iscrizione al prossimo anno scolastico.

Certo, la preoccupazione rimane. La CEI interviene dopo che sono già scese in campo varie associazioni e congregazioni religiose. Nella nota della presidenza, si sottolinea che “le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità”.

Con le scuole chiuse per due mesi, e una crisi economica, le cifre destinate dal governo sono decisamente basso, anche perché – notano i vescovi – “le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro”.

Concludono i vescovi: “Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere”.

I vescovi avevano chiesto sostegno per le paritarie anche al termine del Consiglio Permanente di marzo 2020, in cui notavano che “è importante non sottovalutare la preoccupazione circa la tenuta del sistema delle scuole paritarie.

Se già ieri le paritarie erano in difficoltà sul piano della sostenibilità economica, oggi – con le famiglie che hanno smesso di pagare le rette a fronte di un servizio chiuso dalle disposizioni conseguenti all’emergenza sanitaria – rischiano di non aver più la forza di riaprire”.

Secondo i calcoli, il 30 per cento delle scuole pubbliche paritarie sarà costretto a chiudere entro settembre, se non entro maggio, in assenza di aiuti da parte dello Stato, perché le scuole continuano a funzionare, erogando un servizio pubblico, ma senza che ci siano più i soldi per pagare i dipendenti.

Le scuole paritarie servono 900 mila studenti, danno impiego a 180 mila persone tra docenti e personale scolastico, e contano 12 mila sedi scolastiche.