Scuole cattoliche costrette a chiudere? Copiamo la Francia.

Nonostante la nostra Costituzione reciti all’art.30 che “è dovere e diritto istruire ed educare i figli” e all’art.31 che “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità e l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.” Ci ritroviamo con uno Stato invadente che toglie ai genitori una delle libertà fondamentali: “il diritto di scegliere il genere di educazione da impartire ai propri figli” (art.26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, firmata dall’Italia il 10 dicembre 1948).

In Italia vige un sistema scolastico che si avvicina di più a quello della Russia rispetto a quello dell’Europa. Meglio dell’Italia sono i Paesi europei ex comunisti dove i genitori possono scegliere tra una scuola gestita dallo Stato e una scuola pubblica ma gestita da altri soggetti, entrambe pagate dalla fiscalità generale.

Ad essere benevoli, da noi lo Stato è schizofrenico: nel caso dell’Università i finanziamenti cadono sia sulle Università statali, sia su quelle private (es. Bocconi). Se ci si riferisce al Liceo allora cambia il criterio: il Liceo pubblico paritario che svolge il servizio al pari di quello statale non riceve nulla.

La scuola secondaria (media) gestita dallo Stato non paga la tassa raccolta rifiuti e non paga l’imposta sugli immobili. La scuola paritaria paga tutto. Per essere precisi sono le famiglie che pagano tutto, e pagano due volte perché con le tasse sostengono anche le spese della scuola media gestita dallo Stato.

La Francia, indicata da tutti come campione di laicità, riconosce il ruolo pubblico della scuola paritaria e il corpo docente (che è la spesa maggiore) è finanziato dallo Stato. È interessante scoprire perché.

Molti penseranno alle radici nel motto Liberté, Egalité, Fraternité. No, non è così, nessuno dei tre. In Francia, se lo Stato potesse, le scuole paritarie, che sono quasi tutte scuole cattoliche, le chiuderebbe tutte, ma ormai, da più di 50 anni, migliaia di famiglie hanno il piacere di scegliere e, se si volesse limitare la libertà a cui ci si è abituati, potrebbe essere pericoloso per chi governa come accadde a chi ci provò.

Ma la domanda più importante, pensando anche alla situazione italiana, è: come si è arrivati alla vera parità?.

Ci si arrivò per via giudiziaria: negli anni ’50 fu avviata una causa delle Scuole paritarie contro lo Stato per il servizio pubblico prestato e non compensato. Lo Stato fu condannato al pagamento di una cifra astronomica e a quel punto fu facile stabilire un accordo sulla parità effettiva.

La scuola paritaria italiana, che è quasi tutta scuola cattolica, si trova oggi in una condizione di gravi difficoltà ad assicurare il servizio ad una vasta platea di famiglie. È altresì poco probabile che le forze politiche oggi al Governo si occupino del milione di allievi delle scuole paritarie, avendo questi partiti come fiore all’occhiello (divorzio, aborto, unioni omosessuali, teoria gender, utero in affitto, eutanasia) sostanzialmente azioni demolitive della famiglia costituzionale (quella fondata sul matrimonio art.29).

Anzi, in barba alla libertà di scelta educativa, questi non vedono l’ora di chiudere le Scuole paritarie per avere allievi per le scuole statali e così frenare la chiusura delle scuole per mancanza di allievi.

È vero che il coraggio se uno non l’ha non se lo può dare, ma la prospettiva di perdere per sempre un patrimonio educativo e culturale che è ben anteriore alla stessa Repubblica, potrebbe spingere a dare un’occhiata alla metodologia francese.

Per questo ci sono genitori coraggiosi, ben organizzati che sono pronti per questa esperienza di tutela di diritti civili inviolabili.