Sbarchi, nel 2020 sono triplicati. Il 2021 sarà peggio

Con il Decreto Immigrazione, il governo Conte ha aperto le porte agli immigrati irregolari. Già nel 2020, nonostante tutte le misure anti-Covid, si registra un boom di sbarchi. È solo l'inizio e siamo in controtendenza rispetto al resto d'Europa. L’altro dato che dovrebbe indurre a riflettere è che si tratta di un’immigrazione illegale proveniente quasi totalmente da Paesi islamici, inclusi quelli che hanno offerto il maggior numero di volontari alla causa jihadista di al-Qaeda e dell’Isis: organizzazioni che dal traffico di esseri umani hanno sempre tratto importanti finanziamenti.

Mentre gli italiani restano “reclusi” nei comuni di residenza non cessano gli sbarchi di immigrati clandestini che varcano i confini nazionali non solo impuniti ma persino accolti dal governo. Dopo aver effettuato un tampone risultato per tutti negativo, ieri 272 clandestini, che hanno trascorso il periodo di quarantena obbligatorio a bordo della nave Azzurra, sono stati sbarcati nel porto di Pozzallo, nel Ragusano, per essere trasferiti in pullman nei centri di accoglienza del centro Italia, con l’esclusione di alcune donne in gravidanza accolte in strutture in Sicilia.

Negli ultimi giorni sono sbarcati nel crotonese 32 clandestini iraniani e iracheni a bordo di una barca a vela guidata da un equipaggio di tre moldavi, spesso reclutati, insieme agli ucraini, dai trafficanti turchi che gestiscono questi traffici diretti verso la Calabria ionica. Lo stesso giorno, il 23 dicembre, 25 algerini sono sbarcati in Sardegna, sulle coste del Sulcis mentre, il 26, un centinaio di migranti illegali sono sbarcati a Lampedusa.

Il forte maltempo che ha caratterizzato le condizioni del mare ha ridotto sensibilmente gli sbarchi nel mese di dicembre, limitati al 28 dicembre a 1.571 clandestini, meno di un terzo dei 5.360 sbarcati in novembre, ma pur sempre il triplo di quanti sbarcarono nel dicembre 2019 con l’attuale governo e ben cinque volte il numero di sbarcati nel dicembre 2018 quando era in carica il governo Lega-M5S e al Viminale sedeva Matteo Salvini.

Il mese più caldo per gli sbarchi nel 2020 resta luglio con 7.063 arrivi dal mare mentre a tre giorni dalla fine dell’anno il conto complessivo redatto dal Ministero dell’Interno indica 34.134 clandestini sbarcati, oltre il triplo degli 11.439 del 2019 dei quali peraltro il 60% raggiunse le nostre coste dopo l’insediamento del governo PD-M5S, a conferma di come clandestini e trafficanti “fiutino” il vento e colgano al volo le occasioni offerte loro dai partiti immigrazionisti al governo. Politiche confermate dal recente Decreto Immigrazione che rimuove i decreti sicurezza “salviniani” e che trasforma l’Italia nella meta più attrattiva per tutti i traffici di esseri umani in atto nel Mediterraneo, inclusi quelli che lungo la rotta balcanica hanno fatto entrare clandestinamente in Italia quest’anno qualche migliaio di persone dal confine sloveno.

Già a settembre il report di Frontex (agenzie europea delle frontiere) rilevava il rovesciamento del trend nei traffici nel Mediterraneo rispetto all’anno scorso. Se col precedente governo si erano ridotti al lumicino gli sbarchi in Italia gonfiando le rotte verso la Grecia e la Spagna, quest’anno è accaduto esattamente l’opposto: mentre la Spagna rimpatria i clandestini in Nord Africa e la Grecia li respinge in Turchia e porta in tribunale alcune Ong, l’Italia apre porte e porti. Il prossimo rapporto trimestrale di Frontex, che verrà reso noto a gennaio, evidenzierà ulteriormente questa tendenza.

Se teniamo conto delle limitazioni imposte dall’emergenza Covid il numeri di migranti illegali sbarcati quest’anno in Italia appare ancora più rilevante. Eppure per cogliere l’esigenza di attuare politiche che scoraggino i flussi invece di incoraggiarli basterebbe guardare cosa fanno gli altri Paesi europei in “prima linea” o la stessa Libia. La Guardia Costiera di Tripoli ha soccorso e riportato in Libia centinaia di clandestini diretti in Italia nell’ultimo mese, 120 solo il 17 dicembre, mentre in Cirenaica, “l’altra Libia” controllata dal generale Khalifa Haftar ha espulso ieri 90 clandestini sudanesi dal centro di accoglienza della città di al-Kufra, nel sud della Libia, snodo per i traffici di esseri umani dal Ciad e dall’Africa Orientale.

L’Italia, invece, col Decreto Immigrazione, ha reso ancor più difficili le espulsioni degli immigrati illegali e i provvedimenti adottati vedranno con ogni probabilità il 2021 caratterizzato da un nuovo boom di sbarchi. Il 38% dei clandestini giunti in Italia quest’anno sono tunisini (12.873), seguono Bangladesh (4.141), Costa d’Avorio (1.950), Algeria (1.458), Pakistan (1.400), Egitto (1.263), Sudan (1.125), Marocco (1.030), Afghanistan (1.009), Iran (989) e Somalia (876). Gli altri provengono da altri Paesi (per lo più africani) o non ne è stata ancora identificata la provenienza. Dall’esame delle nazionalità emergono però due dati evidenti: i clandestini provengono quasi tutti da Paesi dove non vi sono guerre o carestie e sono quindi migranti economici “che possono e devono essere rimpatriati” come ha affermato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri.

L’altro dato che dovrebbe indurre a riflettere è che si tratta di un’immigrazione illegale proveniente quasi totalmente da Paesi islamici, inclusi quelli che hanno offerto il maggior numero di volontari alla causa jihadista di al-Qaeda e dell’Isis: organizzazioni che dal traffico di esseri umani hanno sempre tratto importanti finanziamenti.