Save the future

La povertà che dovrebbe allarmare l’Italia non è quella dei pensionati

L’Italia è un paese che invecchia e che invecchia male. Le nascite diminuiscono, l’emigrazione giovanile è un’emorragia costante e la povertà giovanile è in aumento. In pratica bambini non ne nascono, i giovani se ne vanno e quelli che restano se la passano peggio. L’Atlante dell’infanzia a rischio, presentato in banca d’Italia da Save the Children, ha il merito di inquadrare con i dati quella che dovrebbe essere l’emergenza nazionale. Per troppo tempo, in questi anni di crisi e stagnazione, siamo stati abituati a vedere nei media come massima rappresentazione della povertà i pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese. Ma si tratta di una rappresentazione completamente distorta: nel 2008 gli anziani erano il gruppo con la più alta incidenza di povertà, ma già dal 2011 i giovani e i bambini hanno preso il loro posto.

Nel 2008 il 3,7 per cento dei minori era in povertà assoluta, “un decennio dopo si trova in questa condizione il 12,5 per cento”, scrive Save the Children, che si basa su dati dell’Istat e della Banca d’Italia (alla presentazione dell’Atlante c’era uno dei massimi studiosi del tema come Andrea Brandolini). In termini assoluti i minori in povertà sono passati da 375 mila nel 2008 a 1,2 milioni nel 2014. L’andamento dell’incidenza della povertà assoluta è stato inversamente proporzionale all’età: è aumentata notevolmente per i minori e anche per i giovani, mentre per gli over 65 è rimasta molto bassa e costante. E questo perché il sistema di welfare è quasi totalmente concentrato sui trasferimenti pensionistici e favorisce soprattutto le persone sole e le coppie senza figli, specialmente in età avanzata”. E anche i recenti provvedimenti di spesa pubblica non hanno fatto eccezione: quota 100 è tutta rivolta agli over 60 e lo stesso reddito di cittadinanza è stato disegnato per favorire i single, penalizzando le famiglie numerose che sono proprio quelle a maggiore rischio di povertà. Il costoso sistema del welfare italiano (spendiamo 2 punti percentuali più della media europea) tassa i giovani (i più poveri) per trasferire risorse agli anziani (i più ricchi): una morsa che sta stritolando il nostro futuro.