Rosarium di Maurizio Tini: la bottega di un orefice al servizio di Maria

Intervista al titolare di una gioielleria storica di Perugia. Quando la fede raggiunge la giusta temperatura è in grado di fondersi insieme e stabilmente con tutta la nostra vita, compreso il lavoro.

Il primo ordigno che fa brillare è questo: il nostro prodotto affascina non solo perché è bello ma perché “significa”. Perché ha una dimensione umana e spirituale che emerge con dolce prepotenza.

Maurizio Tini, perugino DOC, classe 1969, diplomato all’istituto d’arte di Perugia, artigiano orafo da quasi 35 anni. Racconta:
Tutto è partito da mio fratello, Moreno. Era un orafo davvero molto bravo, aveva imparato il mestiere frequentando l’istituto d’arte e facendo apprendistato; anch’io l’ho frequentato, nell’indirizzo design d’interni. Queste due dimensioni (oreficeria e arredamento) ci hanno costruito. Lui che aveva 10 anni più di me ha iniziato in una bottega di 13 metri quadrati, da lì è partita una bella avventura. Il nostro è diventato un negozio importante con un bel giro di clienti. Abbiamo lavorato insieme per 11 anni, fino a che nel ’97 ho aperto la mia bottega e da quel momento ci siamo mossi su zone e clientela diverse: lui viveva di più la città, il centro storico e io soprattutto le fiere, sia nazionali che internazionali.

I due si sono sempre sostenuti a vicenda. E’ bello constatare come non solo le storie truci con faide familiari siano avvincenti e come il buono non sia affatto noioso .
Continua:
Per circa sette anni ho fatto letteralmente il giro del mondo. Soprattutto negli Stati Uniti, un’esperienza che mi ha portato un ottimo ritorno sia in termini economici, sia soprattutto nel modo di vedere la realtà; sono diventato un piccolo imprenditore, pur mantenendo l’anima dell’artigiano.

Dopo che mi sono sposato e ho avuto figli le cose sono cambiate. Mia moglie è laureata in medicina con specializzazione in direzione sanitaria. Negli USA la sua professionalità era richiestissima. Assumere una professionista come lei, italiana, avrebbe significato per la struttura ospedaliera un salto di qualità. Fu una grossa tentazione per noi: sia per la mia attività sia per la sua carriera le porte erano spalancate. Ci siamo interrogati a lungo e alla fine abbiamo deciso: ci bastava quel che avevamo già qui.

Interviene il giornalista:

Da quello che ho colto di voi, anche solo nella presentazione dei gioielli – soprattutto uno- la dimensione della fede è, potremmo dire, fusa insieme e ad altissime temperature con la tua vita e con la tua professione.    
E’ così. Sono da tanti anni nel Rinnovamento nello Spirito, ho ricevuto la mia effusione l’11 dicembre 1983, quando avevo 14 anni, ora ne ho 51. Ma c’è stata un’ulteriore svolta; nel corso degli anni. Ho approfondito la conoscenza di Maria SS e la mia devozione per Lei è cresciuta; mentre lavoravo ascoltavo l’emittente mariana per eccellenza. E Padre Livio che spiegava il valore del rosario, della preghiera rivolta a nostra madre Maria, della sua presenza nella storia.

Chiede il giornalista: Radio Maria, padre Livio, la recita del santo rosario: tutto questo è collegato con il vostro gioiello di punta, Rosarium?     
E’ stato in virtù del fatto che in un momento di deserto la devozione mariana mi ha di fatto salvato; recitavo il rosario con fedeltà e così ho scoperto con la vita un aspetto della fede cattolica che non coltivavo e che invece è centrale. Ed è per questo che è nato l’anello Rosarium che ha anche dato il nome all’ azienda
Il rosario come articolo di oreficeria me lo chiedevano già i clienti, ma Rosarium è stato come un dono.

Della nascita di questo anello ricordo giorno e ora: era il 26 marzo del 2006, un pomeriggio. Mi son messo di buzzo buono e in poche ore era fatto, dal bozzetto al pezzo finito e ho capito immediatamente che aveva un grande potenziale. L’ho mostrato a qualche amico e in poco tempo è diventato un prodotto per tutti.
Da lì è ripartito tutto il nostro lavoro. Gli eventi, le fiere e la comunicazione: tutti centrati su Rosarium e la sua collezione. Il suo esordio è coinciso con la nostra partecipazione al Meeting di Rimini nel 2007. La collezione Rosarium ora occupa metà negozio.

Ci sentiamo veramente partner di qualcosa di grande. Rosarium è un prodotto che mi è stato donato.

Sì, è come se facesse tutto lui, in un certo senso. Con i clienti si diventa amici, succede in modo irresistibile. La gente ti ferma e ti racconta come recita il rosario, con chi lo dice, perché ha iniziato a pregarlo, cosa significa nella sua vita, come l’ha cambiata…i clienti vedono in questo anello un segno che avvicina e genera un’amicizia immediata. Persino nella vendita è così: raccontiamo quel che vediamo succedere, non dobbiamo inventare strategie a tavolino.

Eppure di anelli per recitare il rosario ne esistono parecchi. Che cos’ha di diverso il vostro?     
E’ un’alchimia. Il rosario da dito le persone di solito lo pensavano piccolo, da tenere seminascosto. Nella società di oggi dove è di fatto proibito dire ciò che lo Spirito suscita, noi abbiamo fatto proprio l’opposto. Per questo Rosarium è grande, corposo, materico; volevo un oggetto che si vedesse e che si “leggesse” bene, desideravo che i grani si sentissero distintamente sotto le dita. Nella scatola c’è persino il libretto: ti spieghiamo come dirlo il Rosario, se non ne sei capace. E poi c’è il colore, l’anima del gioiello. Il blu, ah il blu ti fa alzare gli occhi al Cielo. Ed è il colore del manto della Madonna. Insieme all’argento è il colore più adatto, si sposano perfettamente. E l’argento è il colore della Luna, simbolo di Maria che vive della luce riflessa del sole che è Cristo.
Il rosso invece, l’altro colore di Maria, quello della veste, si combina con l’oro giallo, l’altra versione ormai “classica” di Rosarium. E’ quello che mi dicono, clienti e colleghi: “Tu ormai sei un classico”
Nel settore abbiamo dato inizio a qualcosa che altre aziende ci hanno imitato, faccenda che ho sempre vissuto con grande serenità. Sono convinto che se vivi in verità la tua vita, professione compresa, allora anche sul lavoro piovono benedizioni.

Per come è nato, non posso che pensare a questo. Rosarium è stato un regalo fatto dalla Madonna. E ha una forza tale che anche chi ti sta davanti ti guarda come se volesse che gli dicessi la verità. Maria è “un’acqua tranquilla che fa cadere i ponti”. Ha una capacità potentissima e silenziosissima di entrare nella vita delle persone. Mi ha confermato questo suo essere presente in tanti cuori anche nel mondo della gioielleria.

Rosarium è spesso un prodotto da occasione: per l’anniversario, la nascita, un traguardo importante. Viene anche assimilato ad una vera. Le persone gli riconoscono una simbologia potente. Il gioiello in argento e blu è molto trasversale, conquista intere famiglie. Una cosa che ho visto iniziare spesso al Meeting di Rimini: vengono i genitori che lo prendono per sè e i figli li seguono a ruota e diventa una meta da raggiungere: lo avrai a 16 anni, lo avrai per la Cresima o per il diploma etc. Diventa un segno di appartenenza e di fede professata per tutta la famiglia. Il prodotto racconta più di quello che io ci ho messo.

Maria entra nelle vite, diventa il simbolo di una fiera appartenenza, un segno per la famiglia dei figli di Dio. Ci siamo trovati, noi come fedeli cristiani intendo, in un contesto nuovo, esigente, che chiede le ragioni della nostra fede in una realtà quasi del tutto scristianizzata. Siamo costretti a raccontare quello che la nostra storia ci ha consegnato per secoli. Ora noi dobbiamo dirlo di nuovo, dobbiamo testimoniarla. Sono fortunato da questo punto di vista. Metto l’anello e lui da solo ha un potere comunicativo fortissimo.

Ultima domanda: i clienti ti vengono a raccontare come recitano il rosario, con quale frequenza, con chi…E la tua, com’è la tua rosario-routine?       
Io ne dico mediamente due al giorno sul lavoro, con i miei ragazzi, il genero e il nipote, e le mie figlie. Per rendere l’idea di quanto faccia parte di noi, un episodio: c’è stato prima del lockdown un ragazzo in apprendistato da noi a cui ho parlato molto chiaramente: “alle 10 di mattina e alle 5 di pomeriggio noi diciamo il rosario. Questa è la conditio sine qua non per chi lavora da noi.”
E non è scappato, anzi! Io noto che se dichiari con fermezza e in pace ciò in cui tu credi e la vivi, questo suscita rispetto. E’ rimasto molto colpito. Tutti i santi giorni diceva il rosario con noi. Ma raccontando di noi, di Rosarium, della nostra fede, desidero che traspaia una ordinarietà di vita, poiché è così. Quello che manifesto attraverso i gioielli altre persone lo manifestano in altri modi. Ci sono fior di professionisti affermati che recitano 5 rosari al giorno. Nella vendita io conosco gente così! Sembra un esercito in incognita. Vendendo l’anello scopri persone di profondissima spiritualità mariana. Questo popolo c’è, questo popolo io l’ho incontrato. Mi lascia stupefatto e ammirato. Ed io semplicemente sono fortunato perché nel mio lavoro conosco un popolo nascosto e misterioso ma numeroso!