Rompe le acque alla 13esima settimana: rifiuta l’aborto e dà alla luce una bimba

Nonostante gli inviti all’aborto e le prospettive scoraggianti, l’amore e la fede che solo una madre può avere hanno dato la vita alla piccola Lacey.

Quando le acque si sono rotte alla tredicesima settimana, i medici hanno suggerito alla giovane Kirsty Mizon di abortire. Tuttavia, la coraggiosa ventitreenne ha perseverato nel voler mandare avanti la gravidanza e, nonostante i rischi, il dolore e la paura, ha infine dato alla luce una bellissima e sana bambina.

La storia, ricca di alti e bassi, ha dell’incredibile. Alla prematura rottura delle acque i medici avevano dapprima pensato ad un aborto spontaneo; quando poi il cuoricino del feto ha continuato a battere hanno comunque proposto a Kirsty di interrompere la gravidanza, poiché il rischio di gravi anomalie e malformazioni, qualora la gestazione fosse riuscita a giungere al termine, era veramente alto.

Pronta anche al funerale del proprio bambino, ha sperato in un miracolo fino all’ultimo, riuscendo a rimandare il travaglio fino alla ventinovesima settimana. «Non ci potevo credere. L’ho tenuta lì senza liquido per quasi quattro mesi» racconta la ragazza ricordando il momento del parto, nel dicembre del 2019.

«Ho sentito piangere la mia bambina. È stata la migliore sensazione di sempre, il miglior suono che abbia mai sentito. L’ostetrica si è rivolta a me e ha detto: ‘È una femmina, hai una bambina’. Non ci potevo credere».

Alla bimba, Lacey, sono subito state date le cure necessarie: «Sta andando davvero bene. Probabilmente rimarrà in ospedale fino al nuovo anno, ma ha solo un problema che può essere risolto con la fisioterapia – racconta la mamma ancora incredula -. Sono ancora sotto shock. Non riesco proprio a credere di avere un bambino. Una bellissima bambina».